martedì 13 ottobre 2009

Lino Landolfi – seconda parte

Con Craveri assai emarginato (l’abbiamo visto nell’ultimo post a lui dedicato), Lino Landolfi può spartirsi con Jacovitti lo spazio riservato al “pupazzettismo avventuroso”, che non è certo poco. Landolfi deve godere di una particolare benevolenza, in redazione, perché nel giro di anni di cui ci stiamo occupando, e cioè più o meno dal 1952 al 1957, la sua presenza sulle pagine del “sempre + bello” si fa veramente massiccia, e quando, verso la fine del periodo, Jacovitti dirada le sue collaborazioni, diventa decisamente strabordante. D’altronde Landolfi è un autentico genio grafico, assai prolifico, con un tratto modernissimo. Le sue storie, quasi tutte su testi propri, sono molto lunghe – decine di puntate – e vengono pubblicate letteralmente una dopo l’altra. La sua carta vincente è l’invenzione del personaggio di Procopio, che grazie a un vecchio trucco della letteratura popolare, “viaggia” nel tempo: una interminabile dinastia di procopi, come suggerisce il titolo della prima storia, del 1952:


1953


L’evoluzione grafica del personaggio, anno dopo anno, va di pari passo con l’aumento di “citazioni” da personaggi interni al Vitt, ma anche esterni e addirittura antitetici. Su testi di “Menico” ecco nientemeno che l’Asso di Picche di Hugo Pratt, un classicissimo noir dell’immediato Dopoguerra:



1954






1955



Ecco Capitan Walter, eroe eponimo di una serie di albi pubblicati dal Vittorioso:



1956



Dite un po’ se Landolfi non anticipa di oltre un decennio la psichedelia, nelle ultime vignette della prossima tavola:





Nel 1957, Landolfi si cimenta anche con le tavole didattiche, “rubando il mestiere” a Caprioli e a Caesar:


E, approfittando di un periodo di latitanza jacovittesca (il Nostro sta preparandosi al grande salto sul “Giorno dei Ragazzi”), riesce perfino ad accavallare ultima puntata di una storia e prima della successiva!


Termino questa carrellata su Landolfi con la proposta delle tavole “intere” del quiz della volta scorsa. Grazie a paolo e a Lele per la partecipazione!


5 commenti:

  1. Grazie a te, carissimo Leonardo, che con la tua opera divulgativa riporti all'attenzione del pubblico le opere di un mostro sacro del fumetto italiano come Landolfi, forse dimenticato. Purtroppo io non possiedo tutte le annate del Vittorioso e quindi non ho la possibilità di godere appieno della lettura di questi eccezionali fumetti e quindi ti sono doppiamente grato, perchè mi permetti di approfondire le mie scarse conoscenze.
    Ciao da Lele

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  2. Sarebbe interessante che qualche editore di fegato progettasse una ristampa integrale di PROCOPIO (se non un "Tutto Landolfi").

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  3. OPS, ciao, Leonardo!
    Sono arrivato tardi, in questa settimana non ero affatto "presente", o quasi... Anch'io avevo notato queste caricature quando mesi fa avevo acquistato l'annata del Vittorioso (quasi completa), alla figlia Silvia avevo spedito la caricatura di suo padre e a Carlo Peroni avevo chiesto se sapeva di essere stato ritratto da Landolfi (nella storia del Marziano, se non sbaglio proprio nel ruolo dell'alieno)! Ma il buon Perogatt aveva risposto in modo generico, credo che non si ricordasse di quella storia nelo specifico.
    Gli altri li avete indovinati praticamente tutti: 2- Polese, 4 - Ruggero Giovannini, 5 - Domenico Volpi, eccetera!


    Fortunato: posso accennarti al fatto che tra non molto... un editore italiano che si preoccuperà di pubblicare QUALCOSA di Landolfi, nello specifico un suo capolavoro, esiste. Ed è al lavoro. Ma altro non posso dire!!!

    A presto,


    Luca

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  4. Ciao, Luca
    Sai che non avevo proprio capito che il marziano era Peroni? Era evidentemente una caricatura, ma non capivo di chi...
    Se hai tempo, dai un'occhiata al quizzettino che è adesso in linea.
    Ciao

    Leonardo

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  5. Ho scoperto che anche Jacovitti disegnò un personaggio che aveva avventure in epoche diverse. Nel '58 sul settimanale Il Travaso comparve Sempronio, ma evidentemente non ebbe successo perchè non mi risulta che le sue avventure abbiano avuto seguito.
    Ciao da Lele

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