giovedì 15 ottobre 2009

Le vicissitudini del Vittorioso dal 1950 al 1958 – Le trasformazioni grafiche e i redazionali

Fra il 1950 e il 1958, dal lato grafico (ma non solo), Il Vittorioso si trasforma. Ho già detto che sono almeno due, le tappe fondamentali: il passaggio da 8 a 16 pagine, col numero 43 dell’ottobre 1950, e quello da 16 a 24, col numero 40 del 5 ottobre 1955. Allo stesso tempo aumenta il formato e la stampa passa dalla zincografia al rotocalco:



Ho anche già detto che quest’ultimo cambiamento è decisamente peggiorativo per la resa dei fumetti: il tratto si ingrossa, il tratteggio si impasta e il colore soffre di frequenti fuori registro. Comunque l’impatto “scenografico” del giornalone-rotocalco è notevole, e nei primi numeri si ricorre, per le copertine, al grande Jac e anche a qualche collage fotografico, come per i coevi settimanali “da adulti”:







Come spesso accade nel mondo del fumetto, il cambiamento della tecnica di stampa influisce anche sull’evoluzione artistica dei disegnatori, che cercano di adeguarsi. Lo fa soprattutto Franco Caprioli, come vedremo presto, che semplificherà il suo raffinatissimo tratto e ridurrà drasticamente la sua personale tecnica di chiaroscuro basata su un pointillisme vagamente ispirato a Seurat . Ne guadagnano solo alcune copertine (non tutte!) e le illustrazioni a mezza tinta. Jacovitti sperimenta i mezzi toni, e così anche il grande Gianni de Luca:









Non vi pare che la seguente sia fortemente ispirata a Norman Rockwell, sia come disegno che come raffinato studio psicologico?




Dal 1957, si torna anche, per periodi più o meno lunghi, alla tavola a fumetti direttamente in copertina:



Anche le rubriche, con l’aumento delle pagine, diventano più ricche e più varie. La fa da padrone soprattutto lo sport, naturalmente con l’onnipresente Gino Bartali:





Ma è presente anche la scienza e la tecnologia, la cronaca, l’educazione civica e quella stradale:





C’è il Cinema, con rubriche regolari, come “Un film per voi”, in cui si affrontano, sia pure tangenzialmente, temi “scabrosi” (per l’epoca), e che ben pochi autori di fumetti avrebbero osato inserire nelle loro storie. È il caso, per esempio, del conturbante Il ladro (The Wrong Man) di Alfred Hitchcock:



Il Cinema d’animazione è presente, fin dal 1950, con la regolare recensione dei lungometraggi disneyani:







Nel 1957, Il Vittorioso compie vent’anni, e l’evento è adeguatamente celebrato con una strepitosa copertina di Craveri e alcuni interessanti redazionali. Per la prima volta, forse, si fa in Italia del repechage fumettistico. Notate la riproduzione di una locandina pubblicitaria del 1937:







Proprio nel 1957 muore Don Francesco Regretti, primo direttore del Vittorioso:



Sono frequenti le schede dei collaboratori del settimanale, soggettisti e disegnatori: alcune le abbiamo già viste. Nel 1955 viene pubblicato un bell’articolo sulla famiglia Fantoni: una vera dinastia di fumettari, che ritroveremo in tantissime testate, a partire dall’Anteguerra:



Per finire, un altro piccolo pseudo-quiz:



Quale celebre film italiano degli anni Sessanta vi fa venire in mente, un articolo di questa pagina? Badate che, se ho ragione io, Il Vittorioso, con tutte le sue chiusure religioso-ideologiche, dimostra uno straordinario spirito di osservazione e una capacità di cogliere in grande anticipo lo spirito dei tempi…

2 commenti:

  1. Presumo che tu ti riferisca al film di De Sica e Zavattini "Il Boom" (con Sordi), in riferimento alla notizia dei "compratori di occhi".

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  2. Esattamente!
    E' curioso, eh, trovare un articolo del genere nel 1958, ovvero cinque anni prima?

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