mercoledì 30 ottobre 2013

Brick Bradford a Lucca!


A cura di: Pier Luigi Gaspa, con la collaborazione di Riccardo Moni e Dario Dino-Guida
Luogo: Sala incontri – Palazzo Ducale


Giovedì 31 ottobre 
ore 16.30 -  1933-2013.
Brick Bradford, tra avventura e mysteri
Dal viaggio nella moneta al Mostro d'acciaio. Storia di un personaggio misconosciuto e fondamentale.
Partecipanti: Alfredo Castelli, Leonardo Gori
Coordina: Pier Luigi Gaspa

 

 

martedì 29 ottobre 2013

mercoledì 16 ottobre 2013

Luigi Bernardi





Ho conosciuto Luigi Bernardi a Bologna, a metà degli anni Settanta. Io ero appena un ragazzino, lui un giovane e fresco editore, pieno di intelligenza, cuore, inventiva. Allora (come oggi) io ero legato al Fumetto classico, soprattutto a quello americano sindacato. Gli chiesi quali personaggi intendesse pubblicare. Dietro allo stand appena inaugurato dell'Isola Trovata, mi spiegò che dovevo iniziare a pensare invece "per autori". Non posso dimenticare quella rivelazione, che oggi può apparire scontata ai più, ma che per me non lo era affatto. Grazie ai suoi libri e alla sua amicizia imparai ad amare anche il Fumetto contemporaneo e perfino i Manga. Un decennio dopo, intorno al 1986, Luigi fondò, con Luca Boschi e Roberto Ghiddi, sempre a Bologna, la Granata Press. Con Luca stesso, Andrea Sani e Alberto Becattini, pubblicammo  - grazie al suo coraggio e al suo cuore, come prima e come sempre - la monografia I Disney Italiani; poi, con i suddetti e Franco Bellacci, la prima edizione del saggio su Jacovitti. Furono giorni molto vivi, con tanto entusiasmo. Luigi era uscito dall'esperienza rivoluzionaria ed esaltante di "Orient Express" e si era imbarcato in quella di "Nova Express". Fu allora, in quegli uffici a un terzo piano (mi pare) di una palazzina nel centro di Bologna, che vidi passare dei giovanotti di belle speranze, scrittori alle prime armi: Lucarelli, Baldini e altri transappenninici di notevole talento ma ancora pressoché sconosciuti. Luigi li pubblicava in bei brossurati, che oggi sono (credo) introvabili... Ma io mi occupavo solo di fumetti e non ci feci troppo caso.
Ancora un decennio dopo (l'amicizia con Luigi è andata così, a tappe intermittenti) mi misi in testa di scrivere un romanzo. Un poliziesco ambientato in Italia negli anni Trenta. Dopo tanti rifiuti degli editori, un comune amico mi propose di dare il manoscritto a Luigi, che accettò di farmi da agente "provvisorio"... A lui devo anche questa fetta della mia vita. Ma è soprattutto il Fumetto, non solo quello italiano, a dovergli molto: forse, addirittura, la sua maturità. Ciao, Luigi.

mercoledì 25 settembre 2013

La modernità nel Fumetto




Un tema interessante, quello della "modernità" nel Fumetto, intesa a livello grafico, narrativo (per immagini), di montaggio. Ovvero di linguaggio fumettistico. Le immagini sono tratte dalle daily strips di Rip Kirby di Alex Raymond (la sua ultimissima opera, fra l'altro) dal 6 all'11 giugno 1955, con una vignetta dalla striscia dell'11 maggio 1956. Edizione Library of American Comics, IDW, 2012.

sabato 7 settembre 2013

L’era dei megalibri – Torna il Tarzan di Harold Foster - 3

 
La tavola del 6 marzo 1932 nell'edizione Dark Horse
 
 
La tavola del 6 marzo 1932 nell'edizione originale sul supplemento domenicale del "Sunday Mirror", stampata in toni di grigio con tecnica rotocalco
 
L'uscita del volume Dark Horse dedicato alle prime due annate del Tarzan di Harold Foster ha suscitato notevole interesse. Mi ha scritto anche Fortunato Latella, studioso del Fumetto americano, in particolare di quello sindacato, e titolare di un interessantissimo blog. Fortunato mi ha segnalato l'esistenza di un'ulteriore edizione, benché parziale, delle Sundays di Foster, quella contenuta nei due fascicoli di dimensione pari all'originale editi recentemente da Russ Cochran ("The Sunday Funnies") e reperibili anche direttamente sul suo sito. Ecco un'eloquente immagine trovata in rete:
 
 
Fortunato mi ha inviato la scansione di due vignette, tratte dalla tavola domenicale del 6 marzo 1932, chiedendomi di fare un confronto diretto con l'edizione DH e di esprimere il mio giudizio in merito.
Bene, per prima cosa, pubblico pari pari, senza alcun "restauro" digitale da parte mia, l'immagine ricevuta da Fortunato e, di seguito, una fotografia digitale dello stesso particolare tratto dall'edizione DH, anch'essa al netto di qualsiasi modifica. Ho soltanto uniformato, doverosamente, le dimensioni:
 
Edizione "The Sunday Funnies":
 
 
Edizione Dark Horse:


Fatto questo, ho però ceduto alla voglia di pasticciare con Photoshop e perciò propongo qui di seguito le stesse immagini dopo un sommario restauro digitale, teso solo a ridurre al minimo le dominanti del colore e ad aumentare il contrasto.

Edizione "The Sunday Funnies" con restauro digitale:


Edizione Dark Horse con restauro digitale:


E dunque, che dire? Siamo lì. Non mi sembra di ravvisare, nell'edizione DH, la perdita di tratti a china del disegno di Harold Foster, rispetto all'edizione di Russ Cochran. Semmai, si nota una leggera perdita di "densità" dei retini colorati Ben Day, dovuta con ogni probabilità al notevole lavoro di restauro del grafico in forza alla Dark Horse: lavoro che, come ho già detto, è stato piuttosto "spinto", anche se non eccessivo. D'altro canto, dopo aver tolto dall'esempio inviatomi da Fortunato la netta dominante giallastra dovuta alla scansione (si noti la campitura bianca tra le due vignette), appare evidente una certa aberrazione cromatica generale.
Ma, direi, giudicate voi...
 
Aggiungo lo stesso particolare nell'edizione originale in nero e in rotocalco tratta dalla comics section del "Sunday Mirror": non credo sia utilizzabile come "master di riferimento", perché la tecnica di stampa in rotocalco di questa testata provoca un certo ingrossamento del tratto a penna, ma vale senz'altro a titolo di curiosità e di documentazione:
 
 

giovedì 5 settembre 2013

L’era dei megalibri – Torna il Tarzan di Harold Foster - 2



Vertumno ha commentato il post precedente con alcune importanti considerazioni, che mi sembra opportuno riportare in un'appendice alla mia recensione del volume appena uscito per i tipi della Dark Horse,  Edgar Rice Burroughs' Tarzan: The Sunday Comics 1931-1933:

(...) al primo esame le domenicali hanno suscitato una leggera, inesplicabile delusione. Dopo un attimo di riflessione, ho capito che tale impressione scaturiva forse da un errore di "ingenuità" che la DH ha commesso a quanto pare anche nella ristampa del Conan della Marvel: il rapporto fra carta e colore. Queste magnifiche pagine e i loro colori retinati erano stati pensati per la carta di bassa qualità dei quotidiani, assorbente e non bianchissima. Ansiosi di offrire la massima qualità agli appassionati, gli editor della DH hanno deciso di utilizzare per questa edizione una patinata bianchissima, che poco ha a che vedere con il supporto originale di queste Sunday pages. Il risultato è un contrasto eccessivo (a mio parere) fra il bianco degli sfondi e i colori. E perfino un leggero "raffreddamento" di questi ultimi, per effetto del bianco abbagliante sui retini. Una percezione che è moltiplicata dal confronto con il color crema della vergatina non patinata utilizzata per l'introduzione e per le pagine di introduzione dei capitoli. (...)

Vertumno ha perfettamente ragione, a mio parere. La "pecca" più grossa del volume DH (che, confermo, resta un "must have") è senz'altro costituito dalla carta. Personalmente non avrei scelto quella usata per l'introduzione e i frontespizi dei vari "capitoli", perché colorata e troppo lavorata, ma certo sarebbe stata assai preferibile una carta opaca e non lucida. Intendiamoci, non sono affatto un fan della carta "anticata" e del restauro che lascia intatto l'ingiallimento delle vecchie pagine dei giornali: anzi, credo che un restauro digitale in grado di approssimare l'aspetto delle "patinate" (le proofs) distribuite dai syndicates, sia opportuno. Ma ci deve essere un ragionevole equilibrio: l'ideale, a mio avviso, è quanto è stato fatto dalla IDW per Flash Gordon o dalla Fantagraphics per Capt. Easy.

Mi sono ricordato di possedere una clipping di Tarzan del 1934. Purtroppo non è del periodo ripubblicato dalla DH nel volume di cui stiamo discutendo, mi auguro di poter fare un confronto col prossimo. Però credo che una (brutta) fotografia, visto che lo scanner non mi assiste, appena ritoccata per togliere la cupa dominante marrone, renda l’idea di come appare l' “originale” di una Sunday degli anni Trenta (NON di una proof, o patinata):


 

Qualche singola vignetta, un po’ più risoluta:




Ma probabilmente, il senso di leggero disagio provato a prima vista da Vertumno sfogliando il volume DH, è causato anche da un altro problema: come ho detto nel precedente post, il restauro delle scansioni di Foster, per questa edizione, è stato piuttosto spinto, anche se non certo ai rovinosi livelli di certe edizioni recenti di altre serie classiche americane, come quella segnalata qui. Cercare a ogni costo di togliere i segni del tempo dalle clippings, specie quando si usano pagine non in perfette condizioni, causa la perdita di alcuni dei tratti più sottili del disegno, con un risultato che dà alla pagina un senso non ben definibile di artificiosità. Ancora più lodi, quindi, si meritano i maghi della Library of American Comics (IDW), Bruce Canwell e soci. Vi invito a seguire il loro blog e anche questo forum. Alla prossima.

martedì 3 settembre 2013

L’era dei megalibri – Torna il Tarzan di Harold Foster




Ancora un post sulle riedizioni di Tarzan… D’altra parte il 2012 è stato il centenario del personaggio, come proclama ancora trionfalmente il sito dell’Edgar Rice Burroughs Company, che tra l’altro ospita anche le attuali Sundays – solo digitali – del Re della Giungla, nella versione di Roy Thomas e Tom Grindberg.



Siamo ancora nel pieno, pare, dell’età d’oro delle ristampe filologiche dei comics sindacati classici americani. Solo negli Stati Uniti, almeno per ora: d’altra parte noi abbiamo conosciuto qualcosa di simile negli anni Settanta del secolo scorso… Una particolarità  editoriale  – una nicchia nella nicchia – è costituita dai volumi di formato diciamo così estremo, ovvero, sostanzialmente, quello dei quotidiani americani di “alta epoca”. A parte un paio di casi che risalgono agli anni Settanta, editore quasi esclusivo di queste particolari pubblicazioni, tese a valorizzare al massimo i fumetti sindacati della produzione domenicale, è Peter Maresca della Sunday Press, che ha già al suo attivo otto volumi dedicati ai comics delle origini, fra fine Ottocento e primo Novecento e un nono è di imminente pubblicazione.





Adesso a Maresca si affianca la Dark Horse. È appena uscito un volume  molto particolare, Edgar Rice Burroughs' Tarzan: The Sunday Comics 1931-1933, ovvero la ristampa dei primi due anni circa  delle Sundays del Signore della Giungla, disegnate da Harold R. Foster (l’autore di Prince Valiant) fra il 1931 e il 1937. Il prezzo è notevole, 125 dollari, ma è acquistabile a molto meno ovunque, in rete.


Si tratta in sostanza del primo fumetto di tipo “naturalistico”, ovvero disegnato senza ombra di “pupazzettismo”, in uno stile che affianca e anticipa il taglio dei film d’avventura della sua epoca. Un cambiamento rivoluzionario, nel Fumetto americano – e mondiale – che ha influenzato direttamente Alex Raymond (Flash Gordon) e tutto il complesso albero genealogico che da quel gigante discende: Joe Kubert, Frank Frazetta, perfino Jeff Jones e Wally Wood, come ha fatto notare recentissimamente Thomas Yates. Il Tarzan domenicale di Harold Foster è, allo stesso tempo, di importanza storica fondamentale e di una bellezza sconvolgente.

Questa è la prima tavola, tratta dal .pdf promozionale della Dark Horse:
Quelle che seguono sono invece mie fotografie (scusate la bassa qualità) di pagine del volume:




Le domenicali di Tarzan, non solo di Foster ma anche dei suoi successori Burne Hogarth e Rubimor , con l’eccezione di Rex Maxon, erano state già edite integralmente dall’americana NBM, in una collezione di diciannove pregevoli volumi, negli anni Novanta:



 Lo stesso materiale (tranne il breve periodo disegnato da Rubimor, ovvero Ruben Moreyra) è stato in seguito edito in Europa, e anche in Italia, dalla Planeta, in diciotto volumi rilegati di formato più piccolo (senza Rubimor):



 La Dark Horse, dicevo, ha utilizzato nuove scansioni delle pagine stampate sui supplementi domenicali (evidentemente le proofs non sono disponibili), ne ha curato un restauro digitale piuttosto “spinto” ma non eccessivo e le ha impaginate in un formato quasi identico a quello originale. Il risultato finale è un volume senz’altro da avere, per chi può affrontarne, di questi tempi, la non trascurabile spesa.

Qualche interessante confronto fra le varie edizioni del Tarzan di Foster, citate sopra. Scusate la qualità, ma si tratta di fotografie scattate in condizioni non perfette: visto il formato, non ho potuto fare scansioni.

EDIZIONE DARK HORSE:


Un particolare tratto dall'ottava vignetta della tavola del 10 gennaio 1932.
Ci sono alcune cose da notare: nell'edizione NBM (vedi qui sotto) il tratto nero non è separato dagli altri colori, creando un effetto di "impastamento" generale. A mio giudizio, il volume DH ha una resa migliore, più fedele. C'è da dire che il formato relativamente piccolo dell'edizione NBM rende la cromia delle tavole, almeno a prima vista, in modo molto naturale e vicino alle clippings originali.
In entrambi i casi, Dark Horse e NBM, i retini tipografici a colori sono senz'altro originali, ma leggermente diversi tra loro. Qualcosa, nell'edizione attuale, può essere stato perso col restauro digitale, ma propendo per l'esistenza, nel 1932, di impianti tipografici leggermente diversi tra loro.

EDIZIONE NBM:


A puro titolo di curiosità, pubblico qui sotto lo stesso particolare, tratto dall'edizione europea Planeta-De Agostini, distribuita anche in Italia, in edicola, qualche anno fa e, curiosamente, "marchiata" Dark Horse.

EDIZIONE PLANETA:


Questa edizione ricalca, compresi i redazionali, quella americana della NBM, anche se a prima vista gli impianti sembrano diversi...

Un’interessante discussione su Edgar Rice Burroughs' Tarzan: The Sunday Comics 1931-1933, con molte immagini di esempio, la trovate in questo forum.

domenica 16 giugno 2013

Tarzan:The Complete Russ Manning newspaper strips, seconda parte

Il primo, pregevolissimo volume dell'edizione IDW del Tarzan di Russ Manning (fate un giro sul blog di Bruce Canwell) comprende anche le strisce giornaliere, che non sono in continuazione con le domenicali, ma raccontano episodi a se stanti:







Il volume pubblica le prime 851 dailies (11 dicembre 1967 - 18 ottobre 1969), che comprendono due lunghissimi episodi. Le strisce sono ottimamente stampate su carta opaca.
Le sundays, invece, sono "solo" 69 (14 gennaio 1968 - 11 maggio 1969), suddivise in tre episodi.

Fortunato ha puntualizzato, in un commento al mio precedente post, che i colori delle domenicali pubblicate sul volume IDW sono quelli originali. L'antica edizione DC, di cui ho mostrato alcuni esempi, aveva invece le cromie rifatte. Verissimo, mi sarebbe bastata una rapida ricerca su Google Immagini per appurarlo... Ecco, comunque, gli scan che avevo già fatto, per mostrare le differenze: appurata la verità, possono ugualmente servire come documentazione. I colori delle sundays originali sono migliori, ma in alcuni casi le suggestioni di quelli DC non sono male. Complice, naturalmente, la nostalgia per il tempo perduto.

Edizione IDW:




Edizione DC Comics:


Edizione IDW:

Edizione Cenisio:


giovedì 13 giugno 2013

Tarzan di Russ Manning edizione IDW

Imperdibile:


Non aggiorno più questo blog da molto tempo, e purtroppo l'idea di esaminare analiticamente la collezione di fumetti classici a cui ho accesso, raccontando così anche un pezzo di storia dell'editoria specializzata in Italia, si è arenata... Ma il tempo tiranno non può impedirmi di fare almeno alcune recensioni a cui tengo in modo particolare. Eccone una, basata soprattutto sulle immagini.
E' uscito il primo volume del Tarzan del grandissimo Russ Manning, per i tipi della benemeritissima casa editrice americana IDW. Diciamo subito la cosa che a noi (europei, per lo meno, vero Fortunato?) sta più a cuore: la digitalizzazione delle dailies e delle sundays è corretta!
Credo sia sufficiente confrontare la stuzzicante vignetta qui sotto con la stessa pubblicata ai tempi dei tempi dalla Censio, nella memorabile collana Tarzan Extra, curata da Gianni Bono: conservo ancora i fascicoli acquistati da me in edicola quarant'anni fa! Sigh...

Edizione IDW:

 
Edizione Cenisio:
 
 
 
Giusto quarant'anni fa, peraltro, riuscii fortunosamente ad acquistare anche una pregevole edizione di queste stesse tavole domenicali, prodotta dalla DC comics. Pregevole perché mi consentiva di apprezzare le strepitose tavole di Manning nei colori originali, nonostante l'approssimativa stampa e la carta pessima. Ecco le copertine di quelle due antiche edizioni, italiana e americana:
 


Sono andato a sfogliare l'antico e fascinoso fascicolo DC (grande copertina di Joe Kubert, eh?) e sono rimasto colpito da due cose: l'assurdità dei tagli fatti per adattare le sundays al formato verticale e qualcosa di incomprensibile che riguarda i colori. Ecco la tavola intera da cui ho ripreso il particolare, nelle tre edizioni:
 
Edizione Cenisio:
 
 
Edizione IDW:
 


Edizione DC:


Cosa avevano fatto, in DC, nel 1973? Censura sessuale? Mah... Propendo per semplice cialtroneria. Ma i colori? C'è qualcosa che non torna. Escludo che per l'edizione 100 pages super spectacular qualcuno si sia disturbato a ricolorare le sundays: si tratta certamente degli impianti cromatici originali. Ed è evidente che anche l'attuale, pregevolissima edizione IDW è corretta. Ma, indubbiamente, i colori sono differenti! Ohibò.
A domani per il seguito della recensione.

(1. Continua)
 
 


 


giovedì 23 maggio 2013

Un'asta di fumetti molto speciale



22° Asta Little Nemo: Il Fumetto da collezione in Italia 1908-2000

Era partito come un lavoretto da poco: qualche scheda storico-critica per accompagnare le varie sezioni di un catalogo d’asta, incentrato sul Fumetto da collezione “classico”, quello a cui sono particolarmente interessato. Ma la passione condivisa con Sergio Pignatone e Santo Alligo (straordinario, raffinatissimo impaginatore del catalogo), e la straordinaria ricchezza del materiale messo in vendita, oltre settecento lotti che coprono quasi un secolo di storia, con tutti i “pezzi” più rari e significativi, ci hanno letteralmente preso la mano. Così le schede si sono trasformate in tredici densi capitoli che raccontano la storia editoriale del Fumetto in Italia, dal 1908 al nuovo secolo. E dunque il catalogo è diventato un vero libro, una guida storica, un saggio che approfitta anche di recenti ricerche condotte “sul campo” da me e da altri amici. Abbiamo perfino aggiunto una bibliografia dei venti titoli imprescindibili sulla storia del Fumetto in Italia, redatta da Fabio Gadducci. Aggiungete le centinaia di meravigliose riproduzioni a colori, la carta patinata, il raffinato gusto dell’oggetto a stampa, e capirete che quello della ventiduesima asta Little Nemo non è un catalogo qualunque. È molto di più: un sogno di carta…
 
 

Il fumetto da collezione in Italia
1908-2000

Little Nemo Casa d’aste
Via Federico Ozanam, 7
10123 – Torino
Sabato 8 giugno 2013  ore 11.30
La casa d’aste Little Nemo terrà a Torino 8 giugno 2013 una vendita all’incanto di 709 lotti selezionati tra i principali fumetti e tavole originali da collezione italiani presentati in ordine cronologico dunque una summa storica dell’editoria a fumetti in Italia con descrizione e stime di mercato.
Il catalogo pubblica tutte le testate con illustrazioni a colori; le sezioni sono accompagnate da testi critici con inquadramento storico di Leonardo Gori.
Il catalogo cartaceo è in vendita al costo di 20 euro, incluse spese di spedizione su territorio nazionale.
I lotti sono visionabili anche sul sito www.littlenemoasta.it
 
 
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