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mercoledì 8 gennaio 2014
Flash Gordon, ottant'anni fa!
Non mi fa molto piacere pensare a Flash Gordon come a un vecchietto centenario (ammettendo che nel 1934 avesse vent'anni), ma quella di oggi, 7 gennaio 2014, è una data molto importante, benché quasi ignorata ovunque, tranne che dai siti specializzati:
Ottant'anni fa, il 7 gennaio 1934, veniva pubblicata sui quotidiani statunitensi che sottoscrivevano l'abbonamento ai comics del King Features Syndicate (di proprietà di William Randolph Hearst), la prima sunday page di Flash Gordon, scritta da Don Moore e disegnata da Alex Raymond. L'immagine qui sopra è presa dal blog di Jim Keefe, ultimo artista a disegnare per i quotidiani le gesta del biondo eroe.
Imperitura gloria ad Alex Raymond, Maestro del Fumetto "moderno", erede diretto del primo (e migliore) Harold Foster.
La foto sopra è tratta dall'ottimo blog Dave Wessels Comics, che ha degnamente approfondito l'anniversario che stiamo celebrando.
Flash Gordon è in corso di riedizione filologica e integrale da parte di ben due editori, l'inglese Titan Books, che ha fatto un ottimo lavoro, e l'americana IDW-Library of American Comics, che il lavoro l'ha fatto splendido.
In attesa dell'uscita del quarto (e ultimo) volume della serie della LoAC, posto qui sopra la copertina del terzo: invito chi non l'ha ancora fatto a procurarsi questa edizione, davvero definitiva sia per quanto riguarda la resa grafica (colori originali, corretti; tratto nitidissimo e a piena risoluzione) che per la completezza: comprende infatti anche il topper, ovvero Jungle Jim.
Da noi, una "coda" di anniversario la celebreremo il 14 ottobre prossimo venturo:
Prometto che per quella data riprenderò ad aggiornare questo blog, ripartendo proprio da "L'Avventuroso".
Fumetti
Alex Raymond,
Don Moore,
Flash Gordon,
Harold Foster,
Jim Keefe,
King Features Syndicate,
Library of American Comics,
Titan books,
William Randolph Hearst
mercoledì 29 agosto 2012
I due Flash Gordon - terza parte
Richiamo, da questo stesso blog, la prima pagina de "L'avventuroso" con la tavola che abbiamo visto nello scorso post. Tanto per ricordare che le edizioni italiane d'Anteguerra sono bellissime e soprattutto affascinanti, ma certo assai spesso infedeli agli originali:
Ma dicevamo delle ben due edizioni contemporanee del Flash Gordon (e non solo) di Alex Raymond e Don Moore: alla faccia di chi reputa questi fumetti opere sorpassate... Chi ha letto "Eccetto Topolino" sa bene che guerra scatenarono Gordon e compagni, in Italia, alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale: ebbene, oltre settantacinque anni dopo, le opere di Raymond & co quasi inflazionano il mercato delle ristampe, mentre i censori dell'epoca, fascisti e non, sono morti e stramorti, praticamente dimenticati. Piccole cose che fanno piacere. ;-)
Avevo anticipato un mio giudizio (del tutto personale) scaturito dal confronto fra l'edizione IDW e quella Titan Books. Se è vero che la prima ricrea, in modo quasi miracoloso, sfumature e tonalità dei colori originali delle proofs, bisogna anche dire che, soprattutto nel primo volume, l'intervento nel dominio digitale ha leggermente bruciato il tratto (ma proprio poco, eh! Roba da maniaci) e ha creato un effetto di maggior contrasto. Al contrario, l'edizione Titan ha lasciato un sentore di "fotografia di ritagli da giornali" ma nel contempo ha salvato un pelo di più la finezza del disegno.
Opinione personale, dicevo. Giudicate voi:
EDIZIONE IDW:
EDIZIONE TITAN:
Infine, un ultimo confronto fra la tavola domenicale di Jungle Jim del 12 agosto 1934 e la ristampa IDW:
PATINATA ORIGINALE:
EDIZIONE IDW:
E con questo, direi che abbiamo concluso.
Ma dicevamo delle ben due edizioni contemporanee del Flash Gordon (e non solo) di Alex Raymond e Don Moore: alla faccia di chi reputa questi fumetti opere sorpassate... Chi ha letto "Eccetto Topolino" sa bene che guerra scatenarono Gordon e compagni, in Italia, alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale: ebbene, oltre settantacinque anni dopo, le opere di Raymond & co quasi inflazionano il mercato delle ristampe, mentre i censori dell'epoca, fascisti e non, sono morti e stramorti, praticamente dimenticati. Piccole cose che fanno piacere. ;-)
Avevo anticipato un mio giudizio (del tutto personale) scaturito dal confronto fra l'edizione IDW e quella Titan Books. Se è vero che la prima ricrea, in modo quasi miracoloso, sfumature e tonalità dei colori originali delle proofs, bisogna anche dire che, soprattutto nel primo volume, l'intervento nel dominio digitale ha leggermente bruciato il tratto (ma proprio poco, eh! Roba da maniaci) e ha creato un effetto di maggior contrasto. Al contrario, l'edizione Titan ha lasciato un sentore di "fotografia di ritagli da giornali" ma nel contempo ha salvato un pelo di più la finezza del disegno.
Opinione personale, dicevo. Giudicate voi:
EDIZIONE IDW:
EDIZIONE TITAN:
Infine, un ultimo confronto fra la tavola domenicale di Jungle Jim del 12 agosto 1934 e la ristampa IDW:
PATINATA ORIGINALE:
EDIZIONE IDW:
E con questo, direi che abbiamo concluso.
martedì 28 agosto 2012
I due Flash Gordon - seconda parte
Dunque, dicevamo: la pregevolissima edizione IDW del Flash Gordon di Alex Raymond e Don Moore NON è tratta dalle patinate originali, almeno in massima parte. Lo prova questa vignetta, enucleata dalla tavola del 26 luglio 1936, dove evidentemente traspare, nel retino del colore di fondo, la pagina stampata sull'altro lato:
Questa è la tavola intera:
Ma allora, fino a che punto, con un intelligente restauro digitale, i grafici della IDW sono riusciti ad avvicinarsi alla cromia della patinata originale?
Fortuna vuole che possa mostrarvi, per quanto dopo un macchinoso patchwork dovuto al formato ridotto del mio scanner, una proof originale del KFS di Flash Gordon, quella dell'8 aprile 1935 (notate l'indicazione del numero de "L'Avventuroso" in cui fu stampata):
Ho evitato di modificare l'immagine, lasciando pari pari quello che è uscito dal mio scanner, aberrazioni cromatiche comprese. Così è possibile un confronto "alla pari" con la corrispondente tavola pubblicata sul primo volume dell'edizione IDW:
Credo che il confronto sia eloquente: i grafici dell'IDW, partendo dai ritagli dei supplementi domenicali americani d'epoca, che come sappiamo erano stampati malamente su pessima carta (newsprint, appunto), hanno fatto un magnifico lavoro. Il confronto va a netto favore della patinata originale, e ci mancherebbe altro, ma ha davvero del miracoloso:
PATINATA ORIGINALE:
EDIZIONE IDW:
PATINATA ORIGINALE:
EDIZIONE IDW:
(Continua)
Questa è la tavola intera:
Ma allora, fino a che punto, con un intelligente restauro digitale, i grafici della IDW sono riusciti ad avvicinarsi alla cromia della patinata originale?
Fortuna vuole che possa mostrarvi, per quanto dopo un macchinoso patchwork dovuto al formato ridotto del mio scanner, una proof originale del KFS di Flash Gordon, quella dell'8 aprile 1935 (notate l'indicazione del numero de "L'Avventuroso" in cui fu stampata):
Ho evitato di modificare l'immagine, lasciando pari pari quello che è uscito dal mio scanner, aberrazioni cromatiche comprese. Così è possibile un confronto "alla pari" con la corrispondente tavola pubblicata sul primo volume dell'edizione IDW:
Credo che il confronto sia eloquente: i grafici dell'IDW, partendo dai ritagli dei supplementi domenicali americani d'epoca, che come sappiamo erano stampati malamente su pessima carta (newsprint, appunto), hanno fatto un magnifico lavoro. Il confronto va a netto favore della patinata originale, e ci mancherebbe altro, ma ha davvero del miracoloso:
PATINATA ORIGINALE:
EDIZIONE IDW:
PATINATA ORIGINALE:
EDIZIONE IDW:
(Continua)
lunedì 27 agosto 2012
I due Flash Gordon (più Jungle Jim) - prima parte
Sempre a proposito di scansioni delle strisce americane dai giornali e del loro opportuno o inopportuno restauro, avevo accennato due post fa alle ben due edizioni dell'immortale Flash Gordon di Alex Raymond e Don Moore, attualmente in uscita:
Quella riprodotta sopra è la copertina del secondo volume dell'integrale di Flash Gordon, edita dalla IDW e reperibile sui vari Amazon. La riproposta delle sundays è arrivata al 5 marzo 1939. Dico solo per inciso che, all'ennesima rilettura ma per la prima volta in forma corretta, il Flash Gordon degli anni Trenta si conferma di assoluto valore artistico, non solo dal lato grafico (per quanto sia quello più importante) ma anche per i testi. Ebbene sì: in questi due volumi, a parte l'inizio molto cartoonesco - ma anche per questo godibile - si respira aria mitica, da grande saga che ha insegnato moltissimo a Star Wars & co. e che NON è invecchiata affatto, a dispetto dei tanti decenni trascorsi.
Caratteristica peculiare dell'edizione IDW è che ogni pagina non propone solo la Sunday di Flash Gordon, ma anche il topper, ovvero la tavola di Jungle Jim, sempre disegnata da Raymond. E queste sono strisce effettivamente anche rare, specie quelle uscite dopo il 1938. Il criterio è perciò filologicamente ineccepibile.
Ma, incredibile dictu, sta uscendo anche un'altra edizione di Flash Gordon (stavolta senza Jim), edita dall'inglese Titan Books. Per ora è uscito solo il primo volume, che però è decisamente corposo, in quanto arriva al 18 aprile 1937:
La cosa strana è che attualmente il primo volume è dato come "di prossima uscita" sia dall'Amazon britannico che da quello statunitense, mentre a me è arrivato prima dell'estate.
Il tempo è tiranno, e devo dividere questa recensione in più parti. Iniziamo subito con una comparazione fra una vignetta della saga di Gordon (fra le più rappresentative) in entrambe le edizioni. Il formato di stampa è - in proporzione - rispettato:
Tavola del 6 settembre 1936
Ecco, così si fa, e in entrambi i casi. Perché, nonostante quello che può sembrare a prima vista, l'edizione Titan è un po' più rispettosa delle cromie originali: ovvero, l'intervento sulla scansione è stato meno drastico. Il restuaro IDW, invece, si è spinto un po' più in là, ricreando le cromie come con tutta probabilità apparivano non tanto sulle copie stampate dei quotidiani, quanto sulle patinate originali. Vedremo nel prossimo post se il risultato è stato davvero raggiunto. Ma, per il momento, rassicuro i potenziali acquirenti dei volumi IDW (e accattatevilli! Sono splendidi!): niente a che vedere con le violenze assurde perpetrate ai danni del Phantom domenicale. Si tratta solo di filosofie diverse.
Vedremo tutto ancor meglio nel prossimo post.
Aggiunta del 24 settembre 2012:
Ecco la stessa tavola (e la vignetta corrispondente) nell'edizione Comic Art. Il mio primo commento è nelle risposte ai vostri interventi, ma lo riporto qui:
Una mia prima considerazione, al volo: l'edizione di Rinaldo Traini è ottima, e benché i colori siano completamente rifatti, il risultato è gradevole.
Quella riprodotta sopra è la copertina del secondo volume dell'integrale di Flash Gordon, edita dalla IDW e reperibile sui vari Amazon. La riproposta delle sundays è arrivata al 5 marzo 1939. Dico solo per inciso che, all'ennesima rilettura ma per la prima volta in forma corretta, il Flash Gordon degli anni Trenta si conferma di assoluto valore artistico, non solo dal lato grafico (per quanto sia quello più importante) ma anche per i testi. Ebbene sì: in questi due volumi, a parte l'inizio molto cartoonesco - ma anche per questo godibile - si respira aria mitica, da grande saga che ha insegnato moltissimo a Star Wars & co. e che NON è invecchiata affatto, a dispetto dei tanti decenni trascorsi.
Caratteristica peculiare dell'edizione IDW è che ogni pagina non propone solo la Sunday di Flash Gordon, ma anche il topper, ovvero la tavola di Jungle Jim, sempre disegnata da Raymond. E queste sono strisce effettivamente anche rare, specie quelle uscite dopo il 1938. Il criterio è perciò filologicamente ineccepibile.
Ma, incredibile dictu, sta uscendo anche un'altra edizione di Flash Gordon (stavolta senza Jim), edita dall'inglese Titan Books. Per ora è uscito solo il primo volume, che però è decisamente corposo, in quanto arriva al 18 aprile 1937:
La cosa strana è che attualmente il primo volume è dato come "di prossima uscita" sia dall'Amazon britannico che da quello statunitense, mentre a me è arrivato prima dell'estate.
Il tempo è tiranno, e devo dividere questa recensione in più parti. Iniziamo subito con una comparazione fra una vignetta della saga di Gordon (fra le più rappresentative) in entrambe le edizioni. Il formato di stampa è - in proporzione - rispettato:
Tavola del 6 settembre 1936
EDIZIONE IDW:
EDIZIONE TITAN:
Ecco, così si fa, e in entrambi i casi. Perché, nonostante quello che può sembrare a prima vista, l'edizione Titan è un po' più rispettosa delle cromie originali: ovvero, l'intervento sulla scansione è stato meno drastico. Il restuaro IDW, invece, si è spinto un po' più in là, ricreando le cromie come con tutta probabilità apparivano non tanto sulle copie stampate dei quotidiani, quanto sulle patinate originali. Vedremo nel prossimo post se il risultato è stato davvero raggiunto. Ma, per il momento, rassicuro i potenziali acquirenti dei volumi IDW (e accattatevilli! Sono splendidi!): niente a che vedere con le violenze assurde perpetrate ai danni del Phantom domenicale. Si tratta solo di filosofie diverse.
Vedremo tutto ancor meglio nel prossimo post.
Aggiunta del 24 settembre 2012:
Ecco la stessa tavola (e la vignetta corrispondente) nell'edizione Comic Art. Il mio primo commento è nelle risposte ai vostri interventi, ma lo riporto qui:
Una mia prima considerazione, al volo: l'edizione di Rinaldo Traini è ottima, e benché i colori siano completamente rifatti, il risultato è gradevole.
Fumetti
Alex Raymond,
Don Moore,
Flash Gordon,
IDW,
Titan
mercoledì 25 maggio 2011
L’avventuroso 11 (1936 - quarta parte)
La seconda metà del 1936 e il 1937 segnano probabilmente il vertice de L’Avventuroso, per la qualità e la quantità delle serie a fumetti pubblicate e per il gran fascino dell'allestimento: ciò benché si tratti di un giornale che certo non brilla per la fedeltà della resa tipografica. Tanto per cominciare, imperversano le censure, di cui cadono vittima soprattutto le irresistibili femmes fatales di Alex Raymond:
Poi c’è il problema delle approssimative riproduzioni fotografiche e della ricolorazione delle Sunday pages. Dal famoso librone, che Andrea Mazzotta ancora mi costringe a tenere segreto (si fa per dire), cito in clamorosa anteprima un passaggio dalla corrispondenza di Guglielmo Emanuel, in cui l’agente del KFS elenca i modi in cui vengono forniti agli editori gli impianti:
a) tavola in nero su carta patinata e tavola a colori su carta patinata.
b) flani dei quattro colori e pagina in nero su carta patinata oltre ad un foglio di giornale sul quale è stata stampata a colori la stessa pagina.
c) progressive dei quattro colori più la stessa pagina di giornale stampata.
b) flani dei quattro colori e pagina in nero su carta patinata oltre ad un foglio di giornale sul quale è stata stampata a colori la stessa pagina.
c) progressive dei quattro colori più la stessa pagina di giornale stampata.
Mario Nerbini, com’è evidente dall’esempio riportato sopra, utilizza la tavola in nero, che fotografa e ricolora in tricromia: il tratto di Raymond si ingrossa, molti particolari vengono persi e si rimedia alla meglio con dei ritocchi.Ciò non toglie che il giornale sia magnifico e che si sia fatto ben poco di meglio, in seguito.
Pretend, pretend, pretend
what are you asking from life?
the ship flows smoothly on the sea
the Thirties run on the century
you read a smile
printed on somebody’s story
walking on somebody’s dream
just called from somebody’s wish
what you want…
what are you asking from life?
the ship flows smoothly on the sea
the Thirties run on the century
you read a smile
printed on somebody’s story
walking on somebody’s dream
just called from somebody’s wish
what you want…
Il successo de L’Avventuroso, con questi pezzi da novanta di grandissimo impatto, è travolgente: le leggende parlano di 500.000 copie settimanali di tiratura, ma abbiamo trovato documentazione attendibile di almeno 300.000. Mario Nerbini, in questi mesi, è già sottoposto a forti pressioni, da parte del potere politico e della casta degli educatori, che lo attaccano sulle riviste letterarie e librarie. Senza contare le invidie degli altri editori: i piccoli, naturalmente, che vorrebbero strappargli singole serie americane, ma soprattutto i grandi, a cui fa gola proprio il giornalone dal successo stellare. Mondadori, d’altra parte, sta già tramando per appropriarsene…
Ancora per poco, L’Avventuroso pubblica le tavole di Jim della Giungla, il topper di Flash Gordon:
Ancora per poco, L’Avventuroso pubblica le tavole di Jim della Giungla, il topper di Flash Gordon:
Lo stile glamorous e floreale di Raymond ha come perfetto contraltare il realismo di Radio Patrol di Eddie Sullivan e Charlie Schmidt:
Non ci sono solo meraviglie, su L’Avventuroso 1936. L’Agente segreto X-9 è passato dalle magiche mani di Raymond a quelle del legnoso Charles Flanders:
Il resto è mero riempitivo, come i racconti in testo o le storie a fumetti di produzione italiana:
Ma sta per giungere un altro gigante, che darà un impulso ancora maggiore al giornale: anzi, sarà capace di scalzare Flash Gordon dalle preferenze dei lettori. Lo vedremo nel prossimo post.
venerdì 21 gennaio 2011
L’avventuroso 8 (1936 - prima parte)
Torniamo all’ammiraglia di Nerbini, L’Avventuroso, e seguiamola nella sua marcia trionfale. I giorni d’oro si arresteranno bruscamente nell’autunno del 1938, con i provvedimenti censori del Ministero della Cultura Popolare, ma per adesso non ci sono nuvole in vista. Anzi,
martedì 11 maggio 2010
L’avventuroso 7 (1935 – quarta parte: gli italiani)
1935
È interessante notare come cambia il sottotitolo de L’avventuroso: inizialmente è “Grande settimanale d’avventure”; col numero 31 diventa “Grande settimanale per tutti”. È ovvio che Mario Nerbini avverte la necessità di rimarcare che il suo target (diremmo nel 2010) non è solo adolescenziale, ma anche adulto, e ciò per cercare di parare i prevedibili colpi dell’establishment moralista. Lo stesso Nerbini pubblica anche, sempre nel 1935, un trafiletto in cui dichiara esplicitamente che L’avventuroso si rivolge non solo e non tanto ai ragazzini, ma ai tanti “giovanotti e signorine” che frequentano le edicole. Resta il fatto che la grandissima maggioranza dei lettori appartiene alla fascia di età dai dodici ai sedici anni: sono i più controllati da genitori, educatori, sacerdoti, capi delle organizzazioni di partito, che si faranno presto sentire…
Fumetti
Carlo Cossio,
Corrado Sarri,
Flash Gordon,
Gaetano Vitelli,
Giorgio Scudellari,
Giove Toppi,
Guido Moroni Celsi,
Jungle Jim,
L’avventuroso,
Mandrake,
Mario Nerbini,
Phil Davis,
Secret Agent x9
giovedì 29 aprile 2010
L’avventuroso 5 (1935 – seconda parte)
1935
Flash Gordon è stampato bene, su L’avventuroso (benché, come abbiamo visto, ricolorato), fino alla metà del 1935. Poi subentra qualcosa, un peggioramento tipografico che va di pari passo con i cambiamenti nella tecnica di disegno di Raymond. L’autore infatti passa dal pennello al pennino e viceversa, e per un breve periodo sospende addirittura Jungle Jim e modifica radicalmente la “gabbia” di Gordon. Inoltre Raymond aggiunge delle mezze tinte, in gergo anglosassone il dry brushing: continue sperimentazioni grafiche che soffrono maledettamente della stampa nerbiniana, fascinosa ma tutto sommato approssimativa. Il peggioramento della resa tipografica, tra maggio e agosto, mi sembra evidente:
martedì 27 aprile 2010
L’avventuroso 4 (1935 – prima parte)
1935
La trama di Flash Gordon s’infittisce e acquista un minimo di logica: ricompare il dottor Zarro, abbandonato fin dalla seconda tavola, e si costituisce il classico terzetto eroe-ragazza-savant, che avrà nei decenni straordinaria fortuna e sarà imitato da innumerevoli autori di fantascienza.
Fumetti
Alex Raymond,
Avatar,
Benito Mussolini,
censura,
Don Moore,
Flash Gordon,
Il signore degli anelli,
L’avventuroso,
Star Wars
domenica 11 aprile 2010
L’avventuroso 2 (1934)
1934
Forse non è più chiaro quale fu l'importanza di questo settimanale, così tanti anni dopo la sua uscita. Io quella rivoluzione l’ho vissuta di riflesso, fra la metà degli anni Sessanta e la fine del decennio successivo, quando i quarantenni di allora “presero il potere” e suscitarono un epocale recupero culturale e di conseguenza una pletora di ristampe, anastatiche e non. Era un’eccitazione palpabile, che erompeva all’improvviso dopo essersi alimentata sotto la cenere, per oltre vent’anni, con le modeste riedizioni dei classici americani ad opera di editori quali la stessa Nerbini, Capriotti, Tedeschi e infine i benemeriti Fratelli Spada.
Fumetti
Alex Raymond,
Buck Rogers,
Dahiell Hammett,
Emilio Fancelli,
Flash Gordon,
Giove Toppi,
Giuseppe Trevsani,
L’avventuroso,
Mario Nerbini,
Mervyn LeRoy,
Radio Patrol,
Raymond Chandler,
Topolino
venerdì 9 aprile 2010
L’avventuroso 1 (1934)
14 ottobre 1934
L’abbiamo già intravisto, su varie pubblicità redazionali di Topolino e del Supplemento. Proprio su quest’ultimo, nel n. 94b del 14 ottobre 1934, la sesta e ultima pagina è occupata da una strepitosa locandina, che – stampata a parte – pavesa anche le edicole:
mercoledì 11 novembre 2009
BOMBOLO – CINE COMICO (prima parte)
A furor di popolo, potrei dire, interrompo il “mostra e parla” del “Vittorioso” (ma lo riprenderò subito dopo) per passare allo Sportello 3 della mia fumettoteca, ovvero il sancta sanctorum dove tengo le cose più preziose. Non in senso monetario, naturalmente: preziose per me, ovvero così care al mio cuore, come avrebbe detto Walt Disney. E in questo sportello delle meraviglie, c’è il “Bombolo – Cine Comico” di cui, ma chi l’avrebbe mai detto! Si sta parlando tanto in rete, grazie soprattutto al grande blog Cartoonist globale di Luca Boschi.
Dunque, per cominciare, come ho fatto col Vittorioso, una artigianale scheda bibliografica, tratta dal mio piccolo catalogo personale:
BOMBOLO : A. 1, n. 1 (21 giu. 1934) - a. 2 (ma 3), n. 102 (25 mag. 1935, ma 1936) - Milano: Società Anonima Editrice Vecchi (S.A.E.V.) - 102 n. [1934-1936] - fumetti b/n, col.; 41x29 cm. - Settimanale. - Il formato dall’a. 2, n. n. 63 (29 ago. 1935): 28x20 cm.; dall’a. 2, n. 71 (22 ott. 1935): 27x19 cm.; dall’a. 2 (ma 3), n. 85 (27 gen. 1936): 30x21 cm. Il titolo cambia dall’a. 2, n. 41 (28 mar. 1935) in: CINE COMICO. Note: sul n. 102 è erroneamente indicato come anno il 1935 (II) anziché il 1936 (III).
Queste sono le prime pagine del n. 1 e del n. 102, testa e coda della rarissima serie:
Ho lasciato più o meno così come sono i colori della carta e degli inchiostri di questi primi esempi, per dare un’idea della realtà “fisica” del giornalino. Per quelli che seguiranno, ho applicato un filtro di contrasto, in modo da rendere le immagini più leggibili.
Ecco la pagina 8 e un particolare del paginone centrale del n. 1 (ovvero le pagine 4/5):
I dati sulle serie, sugli autori e la loro provenienza, li posterò domani.
Ci sarebbero da dire tante cose, come introduzione alla testata… In estrema sintesi, “Bombolo”, edito dalla SAEV di Lotario Vecchi (leggetevi, su questo stesso blog, la Storia del Giornalinismo italiano di Ezio Ferraro) è un giornalino creato per occupare il settore di mercato dei settimanali umoristici, dopo il travolgente successo di “Jumbo” (dicembre 1932), che è il primo periodico italiano a fumetti che si possa considerare “moderno”. Vedremo in seguito perché e percome. Al capostipite Jumbo, Vecchi affianca, oltre che “Bombolo”, “Tigre Tino” e “Primarosa”; in seguito “L’audace”. Ma “Bombolo” è assai tirato via: all’inizio pubblica solo materiale inglese di risulta, stampando su carta riciclata dalla “Gazzetta dello sport” (così pare), in un triste bianco e nero e con inchiostri pessimi. Solo oggi, ai nostri occhi malati di collezionisti, la pubblicazione appare fascinosa: all’epoca faceva quasi schifo (schiffìo?) e non ebbe – giustamente – alcun successo. Pensate che, il 14 ottobre del 1934, uscì il n. 1 de “L’avventuroso” di Nerbini, con Flash Gordon…
Fumetti
Bombolo – Cine Comico,
Ezio Ferraro,
Flash Gordon,
Jumbo,
L'avventuroso,
La Gazzetta dello Sport,
Lotario Vecchi,
Luca Boschi,
Mario Nerbini,
SAEV,
Sportello 3,
Walt Disney
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