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sabato 6 ottobre 2012

I DISNEY ITALIANI, vent'anni dopo!

Ed eccolo qui, ampliato a dismisura, completissimo, in gran parte riscritto e con migliaia di illustrazioni, anche inedite e rare:


Due immensi tomi in cofanetto, di cui ho condiviso la (ri)scrittura con Alberto Becattini, Luca Boschi e Andrea Sani:


 
I particolari li trovate su AfNews. Alcune anticipazioni nel prossimo post...
 
 


Arrivano (ritornano!) I DISNEY ITALIANI!

A volte sembra proprio ieri, altre volte gli oltre vent'anni (22!) che sono passati, sembrano raccontarci un altro mondo e un'altra vita...



Quanti carissimi amici...





 
 





sabato 29 ottobre 2011

Eccetto Topolino ieri a Lucca Comics

Meravigliosa presentazione di Eccetto Topolino, venerdì pomeriggio 28 ottobre a Lucca Comics, con notevole afflusso di pubblico, e straordinario seminario scientifico, a seguire, condotto da Pier Luigi Gaspa con Mimmo Franzinelli, Alberto Becattini, Juri Meda.


Mimmo Franzinelli e Juri Meda


Sergio Lama, Pier Luigi Gaspa, Andrea Mazzotta, Fabio Gadducci, Luigi F. Bona

I video della presemtazione e del seminario:






 


Aperitivo allo stand NPE (siamo visibilmente tutti "un po'" eccitati):




Stasera alle 21, alla libreria LuccaLibri, incontro con Carlo Pedrocchi, conduce Matteo Stefanelli.

venerdì 1 luglio 2011

Jacovitti a Firenze

Non ho fatto in tempo ad annunciarvi la presentazione del saggio Jacovitti - sessant'anni di surrealismo a fumetti, svoltasi mercoledì scorso 29 giugno alla libreria Mel - Seeber di Firenze.



Erano presenti gli autori Luca Boschi, Leonardo Gori e Andrea Sani, assente giustificato Franco Bellacci. Il terzetto era presentato da Andrea Mazzotta, straordinario Direttore Editoriale della Nicola Pesce Editore. Eccoli qui: da sinistra a destra, Boschi, un entusiasta Mazzotta e Sani.


E' stata una giornata memorabile: un pubblico scelto e attento ha seguito oltre un'ora di conversazione, in cui abbiamo disquisito della vita e dell'arte del grande Benito Franco Jacovitti, ma anche della storia del Fumetto in Italia. Alcune domande del pubblico ci hanno consentito di rievocare affettuosamente aneddoti jacovitteschi che risalgono ai tempi in cui lo conoscemmo personalmente, raccogliendo molte ore di intervista. Che, come sapete, è in gran parte pubblicata in appendice al saggio.


La serata si è conclusa in un caratteristico ristorante del centro fiorentino (che più centrale non si può). Lì è stato finalmente compiuto un rituale scaramantico che avevamo troppo a lungo rimandato. Andrea, come hai visto, ogni promessa è un debito:


La cena è stata fruttuosa sotto molti aspetti: non ultimi, i grandiosi progetti che sono arcisicuro vedrete realizzarsi in men che non si dica...

sabato 4 giugno 2011

Topolino, sedicesima parte


1936 - I
© Disney in ogni dove

Il 1936 è un anno di svolta. Nel momento di massimo successo per L’Avventuroso, Mondadori rivoluziona l’organico dei suoi uomini e mette finalmente mano a Topolino, nel tentativo di imporlo definitivamente. Come abbiamo già visto, per i periodici disneyani è stata creata nel 1935 una Casa Editrice apposita (benché totalmente controllata dalla Casa madre), ovvero le Edizioni Walt Disney-Mondadori: proprio nel gennaio del 1936 vi fa il suo ingresso come socio Cesare Civita, che diverrà, in questo giro di anni, una delle figure centrali del primo comicdom italiano. Come Direttore Editoriale del settore periodici, sempre nel 1936, giunge – transfuga da Rizzoli – nientemeno che Cesare Zavattini, che si porta dietro il “compaesano” Mario Gentilini. Insieme a questi, nello staff redazionale diretto da Antonio Rubino, arriva il giovane Federico Pedrocchi, che incontreremo spessissimo nel prossimo futuro.
Rimando al famoso “librone”, che uscirà il prossimo Novembre, a Lucca, per tutti i particolari di questa affascinante storia, riemersi nella loro completezza grazie alle ricerche condotte dal nostro staff (composto da me, Fabio Gadducci e Sergio Lama) e grazie all’intelligenza e lungimiranza della Nicola Pesce Editore e soprattutto del suo grande Direttore Editoriale, Andrea Mazzotta.


I grandi cambiamenti arriveranno a metà dell’annata. Per ora il settimanale prosegue nella formula consueta: le tavole domenicali di Mickey Mouse che giungono dagli Stati Uniti sono correttamente pubblicate in prima pagina, a colori; le giornaliere nella seconda, in nero (o meglio, in blu):


L’impaginazione è filologicamente corretta: tra l’altro le strisce giornaliere sono integre e non rimontate. Inizia in questo periodo una delle storie più belle del Topolino di Floyd Gottfredson, Il misterioso “S” flagello dei mari, conosciuto in seguito col titolo Topolino e il Pirata Orango. Si tratta delle dailies dal 30/9/1935 al 4/1/1936, e dunque queste strisce sono pubblicate su Topolino quando la pubblicazione dell’episodio si sta appena concludendo, negli Stati Uniti.



La fortuna vuole che proprio nel momento in cui il formidabile staff di Federico Pedrocchi & c. prende le redini di Topolino, la produzione “sindacata” di Mickey Mouse prenda quota. D’ora in poi, Gottfredson e collaboratori inizieranno ad inanellare un capolavoro dopo l’altro: Lo Struzzo Oscar, La casa dei fantasmi, L’Uomo Nuvola… Storie straordinarie piene di pathos che saranno continuamente ristampate per decenni, in albi e volumi. Proprio Il Pirata Orango sarà scelto, nel 1946, nel tentativo di risollevare le sorti di un Topolino “giornale” ridotto ormai all’ombra di se stesso.


L’ultima edizione italiana delle leggendarie dailies di Mickey Mouse è uscita nell’inverno 2010/11, nella collana Gli anni d'oro di Topolino, curata da Luca Boschi e Alberto Becattini, a cui faccio di nuovo i miei complimenti.


L’impegno dei redattori di Topolino, per produrre a Milano dei fumetti che possano tener testa a quelli americani, all’inizio del 1936 si concretizza solo in SK1, la storia di Guido Moroni Celsi di cui abbiamo già visto alcune tavole:





I “francobolli educativi” sono legati al primo concorso a premi indetto dal settimanale. Documenti ritrovati in questi mesi, nel corso delle ricerche per il famoso “librone”, testimoniano che a curare questo aspetto promozionale di Topolino – utilissimo per fidelizzare i lettori, creando un canale di comunicazione con la redazione – è Federico Pedrocchi in persona.
Notate il riquadro “Amici di Topolino”: è disegnato da Antonio Rubino e riprende la grafica della prima Tessera degli Amici di Topolino, ovvero il club (termine assai sgradito al regime!) che riunisce i primi fan del periodico e che attraverso varie fasi e trasformazioni, arriverà in piena salute agli anni Sessanta del Novecento.




Per ora, comunque, oltre a Disney sono i fumetti americani del King Features Syndicate, agenzia rappresentata in Italia da Guglielmo Emanuel, a dare sostanza a Topolino e a tenerne su le vendite. Tim e Tom, ovvero Cino e Franco (Tim Tyler’s Luck) di Lyman Young e collaboratori, occupano il prestigioso paginone centrale a colori:




La terza pagina ospita le tavole domenicali di Audax, ovvero King of Royal Mounted di Allen Dean. L’ANAFI ha appena editato un volume con un sostanzioso gruppo di Sundays inedite in Italia, successive a questo periodo.


Infine, la pagina sette è occupata per metà da Ella Parella, pregevole fumetto minore il cui titolo originale è Ella Cinders, opera di Bill Conselman e Charles Plumb, creata nel 1925 e chiusa nel 1961. La striscia non è prodotta dal KFS ma dall’United Feature Syndicate.



Nel tempo, la serie di Conselman e Plumb passa per varie fasi, quella prettamente umoristico-sentimentale, quella “giallo-rosa” ed una più squisitamente “avventurosa”. Topolino e Paperino, fino al 1938, pubblicheranno alcune interessanti storie di quest’ultimo tipo, oltre ad un sorprendente excursus nel dramma della Grande Depressione e nel New Deal rooseveltiano. Lo vedremo a suo tempo.



mercoledì 25 maggio 2011

L’avventuroso 11 (1936 - quarta parte)


 
La seconda metà del 1936 e il 1937 segnano probabilmente il vertice de L’Avventuroso, per la qualità e la quantità delle serie a fumetti pubblicate e per il gran fascino dell'allestimento: ciò benché si tratti di un giornale che certo non brilla per la fedeltà della resa tipografica. Tanto per cominciare, imperversano le censure, di cui cadono vittima soprattutto le irresistibili femmes fatales di Alex Raymond:

Poi c’è il problema delle approssimative riproduzioni fotografiche e della ricolorazione delle Sunday pages. Dal famoso librone, che Andrea Mazzotta ancora mi costringe a tenere segreto (si fa per dire), cito in clamorosa anteprima un passaggio dalla corrispondenza di Guglielmo Emanuel, in cui l’agente del KFS elenca i modi in cui vengono forniti agli editori gli impianti:


a) tavola in nero su carta patinata e tavola a colori su carta patinata.
b) flani dei quattro colori e pagina in nero su carta patinata oltre ad un foglio di giornale sul quale è stata stampata a colori la stessa pagina.
c) progressive dei quattro colori più la stessa pagina di giornale stampata.


Mario Nerbini, com’è evidente dall’esempio riportato sopra, utilizza la tavola in nero, che fotografa e ricolora in tricromia: il tratto di Raymond si ingrossa, molti particolari vengono persi e si rimedia alla meglio con dei ritocchi.Ciò non toglie che il giornale sia magnifico e che si sia fatto ben poco di meglio, in seguito.



Caratteristica da non sottovalutare è il formato: in una stampa così grande (ricordo che L’Avventuroso degli anni d’oro misura ben 43x32 cm.!), i difetti suddetti si stemperano. Inoltre la qualità della carta e degli inchiostri, a cui certo queste fotografie non rendono giustizia, è superlativa. Questi giornali sono appena ingialliti, dopo oltre settant’anni, freschi e… croccanti come appena stampati.



Mandrake di Lee Falk e Phil Davis prosegue con le sue esotiche avventure, in miracoloso equilibrio tra dramma e autoironia: gli elegantissimi Anni Trenta in tutto il loro splendore. Cos'altro ci può essere di meglio, nella vita? Vengono a mente i versi di una canzone di Paolo Conte, Pretend:


Pretend, pretend, pretend
what are you asking from life?
the ship flows smoothly on the sea
the Thirties run on the century
you read a smile
printed on somebody’s story
walking on somebody’s dream
just called from somebody’s wish
what you want…



Il successo de L’Avventuroso, con questi pezzi da novanta di grandissimo impatto, è travolgente: le leggende parlano di 500.000 copie settimanali di tiratura, ma abbiamo trovato documentazione attendibile di almeno 300.000. Mario Nerbini, in questi mesi, è già sottoposto a forti pressioni, da parte del potere politico e della casta degli educatori, che lo attaccano sulle riviste letterarie e librarie. Senza contare le invidie degli altri editori: i piccoli, naturalmente, che vorrebbero strappargli singole serie americane, ma soprattutto i grandi, a cui fa gola proprio il giornalone dal successo stellare. Mondadori, d’altra parte, sta già tramando per appropriarsene…
Ancora per poco, L’Avventuroso pubblica le tavole di Jim della Giungla, il topper di Flash Gordon:


Lo stile glamorous e floreale di Raymond ha come perfetto contraltare il realismo di Radio Patrol di Eddie Sullivan e Charlie Schmidt:

Non ci sono solo meraviglie, su L’Avventuroso 1936. L’Agente segreto X-9 è passato dalle magiche mani di Raymond a quelle del legnoso Charles Flanders:


Il resto è mero riempitivo, come i racconti in testo o le storie a fumetti di produzione italiana:


Ma sta per giungere un altro gigante, che darà un impulso ancora maggiore al giornale: anzi, sarà capace di scalzare Flash Gordon dalle preferenze dei lettori. Lo vedremo nel prossimo post.

lunedì 23 maggio 2011

Premio ANAFI a "Jacovitti - sessant'anni di surrealismo a fumetti"

Sono orgoglioso di condividere con Luca Boschi, Andrea Sani e Franco Bellacci il massimo riconoscimento dell'ANAFI, che sabato scorso ha assegnato al nostro "Jacovitti" il premio per la Critica di fumetti 2011. Un riconoscimento che ci rende particolarmente orgogliosi, perché è assegnato dalla "massa" dei soci della gloriosa Associazione, tramite un referendum.



Questa foto ritrae me, Luca Boschi e Gianni Brunoro insieme all'impareggiabile Andrea Mazzotta, Direttore Editoriale della Nicola Pesce Editore. Andrea ha ritirato il premio, "a furor di popolo" e lo custodirà personalmente: se l'è meritato, perbacco! Ha sofferto quanto e più di noi autori, avrebbe meritato anche il nome in copertina.
Alla prossima, Andrea!