Visualizzazione post con etichetta ANAF. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ANAF. Mostra tutti i post

domenica 27 dicembre 2009

Il Vittorioso 1959-1962: Sebastiano Craveri

Il primo ad “andarsene”, fra le colonne storiche del Vittorioso, è Sebastiano Craveri, che negli anni Trenta e Quaranta era stato la bandiera del settimanale. Schiacciato dall’iperattività di Jacovitti prima e di Landolfi poi, chiuso nel suo mondo di delicata poesia, non resiste all’impatto degli anni Sessanta, al boom economico, al consumismo, alla perdita dei valori morali profondi. Il nuovo sentire comune confonde l’etica con le convenzioni e le ipocrisie del vecchio mondo, e tutto finirà, senza distinzioni, nella fornace del ‘68.

La redazione, evidentemente, favorisce la progressiva emarginazione di Craveri. L’ultima sua storia “lunga”, come vedremo tra poco, appare nel 1962, ma la precedente (Zoo in orbita) è del 1959: nel mezzo, solo poche tavole autoconclusive e una ristampa dei primi anni Cinquanta (Il 9 non risponde):

1959









1960






Negli anni successivi, il grande autore di Carmagnola si dedica alle tavole per “Famiglia Cristiana” (soprattutto la serie Giochi in famiglia), alle copertine e ai paginoni per “Il Giornalino” e a ben poco d’altro. Muore nel 1973, malato e inattivo da tempo, in gravi difficoltà economiche. L’ANAF, con la collaborazione di Jacovitti e il sostegno decisivo di Mauro Giubbolini, stamperà alcuni albi a circolazione limitata per aiutare la sua famiglia.
Alcune tavole di Craveri appaiono sul Vittorioso nel 1966, in mezzo a tante altre ristampe, a segnare idealmente, con grande malinconia, inizio e fine del glorioso settimanale.
L’ultima storia “lunga” di Sebastiano Craveri è Pera di Gomma, del 1962. Colpisce il tratto ingrossato, rigido e quasi funereo dell’autore: l’atmosfera è lontanissima dalla solarità del periodo d’oro, gli anni Trenta e Quaranta, ma anche dalla delicatezza ricercata dei decenni successivi:






Craveri è consapevole, quando firma l’ultima vignetta, che sta suggellando il suo addio al Vittorioso. Ed è notevole che, forse per la prima volta in una storia italiana, appaia un… collezionista di fumetti, incaricato evidentemente di consegnare alla Storia il lavoro dell’autore! È un po’ il nostro ritratto, non trovate?
 


domenica 6 dicembre 2009

Il quarantennale dell'ANAF/ANAFI e un appello a tutti i "vecchi" collezionisti





Questo è il logo per il quarantennale dell'ANAF/ANAFI. Auguri!

Di ritorno da Reggio Emilia, per l'imperdibile 43ma MOSTRA MERCATO DEL FUMETTO (nell'ambito di Cambi & Scambi), leggo su "Fumetto" n. 72, di cui posto la copertina qui sotto, l'appello ai soci e simpatizzanti dell'immarcescibile Associazione Nazionale Amici del Fumetto (e dell'Illustrazione) per raccogliere immagini - soprattutto fotografie - relative ai primi dieci anni dell'associazione.




La scansione dell' "appello" mi è venuta minuscola, ma basta che ci clicchiate sopra:



Scrivete, dunque, agli amici dell'ANAFI, se avete qualcosa di gustoso, nel cassetto o nel vostro hard disk...

Ebbene, vorrei essere il primo a rispondere all'appello, ma non ho foto scattate da me, all'epoca. Ho solo locandine, lettere, circolari, eccetera. Sicuramente sono notissime agli amici dell'ANAFI, in primis al suo presidente (e mio concittadino) Paolo Gallinari. Ma posto ugualmente due o tre immagini, quanto meno per contribuire, nel mio piccolissimo, alle celebrazioni per questo grande evento.
La mia prima tessera ANAF, la n. 888 del 1972:


 
Ammazza, che nostalgia...
Alcuni fascinosi "bollini", della stessa epoca:
 

Questa invece è la seconda tessera, con un design più "moderno" ma molto meno fascinoso della prima:


Questa magnifica locandina di Guido Buzzelli è datata 1974:



Questa invece è senza data, ma credo proprio che risalga al 1975: