giovedì 4 marzo 2010

Topolino Supplemento – seconda parte



1933



Topolino e Orazio nel Castello Incantato è una storia cruciale, anche negli Stati Uniti: il personaggio ha infatti già vissuto storie decisamente avventurose, ma sempre un po’ in bilico sulla favola e l’umorismo fine a se stesso. Con questo episodio, invece, appaiono d’un tratto la suspense, l’azione cinematografica, la tensione “adulta”, pur in un contesto di grande ironia…


È il felice paradosso di Topolino: un gruppo di personaggi di cui ci dimentichiamo subito l’origine di animali umanizzati, e non ci paiono differenti da Clark Gable, James Cagney, Paul Muni… e Wallace Beery, ovviamente, nel caso di Gambadilegno!


La sequenza di Topolino alle prese col sotterraneo dei coccodrilli è certamente fra le più memorabili dell’intera saga gottfredsoniana. Le mie fotografie non rendono giustizia al Supplemento, ma questa è anche, in assoluto, la migliore edizione della storia, nel suo ortodosso bianco e nero (in verità un fascinoso bianco e blu), fedele all’originale pubblicato sui quotidiani dal lunedì al sabato.





Sul Supplemento, almeno nel 1933, mancano quasi del tutto i testi “letterari”, che invece abbondano su Topolino. Ma, a partire dal terzo numero, appaiono alcune tavole di autori italiani. Sono cose a volte anche interessanti, ma così attardate da apparire, al confronto con le storie di Gottfredson, roba dell’altro Secolo:


Impaginate nel foglio interno (il Supplemento, in questo periodo, ha sei pagine) queste storie saranno sempre ignorate dai collezionisti della “prima ora”, tanto da far loro considerare l’ “inserto” (così veniva chiamato il foglio di cui sopra), qualcosa di cui si poteva benissimo fare a meno, e la cui eventuale mancanza non pregiudicava di molto il prezzo del giornalino sul mercato antiquario. Inutile dire che le cose, oggi (2010), sono completamente cambiate.


Al Castello incantato fa seguito Topolino e Piedidolci. Questa versione, come ho già detto, rimarrà per moltissimi anni l’unica integrale dell’episodio: le successive edizioni in albo, infatti, saranno sempre pesantemente tagliate.






Il Supplemento è una specie di albo mensile: il formato permette di pubblicare le storie giornaliere di Topolino a un ritmo così sostenuto da esaurire storie classicissime in pochi numeri. È giusto il caso di Topolino e Piedidolci, ma anche di Topolino e il prirata e contrabbandiere Gambadilegno, Topolino poliziotto e Pippo suo aiutante, Topolino giornalista... Una collana di meraviglie che andrà avanti fino alla primavera del 1935.




Purtroppo, un po’ per il suo prezzo alto, un po’ per il formato che non ne favorisce la distribuzione e l’esposizione nelle edicole, il leggendario periodico non ha il successo che Mario Nerbini sperava: è come se Mickey Mouse, in Italia, non fosse in grado di superare una certa quota di mercato, almeno da solo. I fatti, alla fine dell’anno, sembreranno confermare proprio questa tesi.

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