lunedì 28 dicembre 2009

Il Vittorioso 1962: anche Jacovitti se ne va…

Jacovitti aveva diradato le sue collaborazioni al Vittorioso già dal 1958, ma l’aria che tira in redazione, nel 1962, è brutta davvero, e così il genio termolese, come Sebastiano Craveri, si allontana definitivamente: l’ultima storia originale, Pippozùmparapappà, appare, in sedici puntate, a chiudere l’annata. Ci risiamo, con la musica moderna, e stavolta col nuovissimo twist (che in realtà non è uno stile musicale, ma un ballo, reso celebre da Dino Risi col film Il sorpasso, di quello stesso 1962). La storia è davvero irresistibile:









E così Lisca di Pesce fa ciao ciao al Vittorioso, ventisei anni dopo Pippo e gli inglesi. Per la verità, un’ultimissima storia nuova di Jacovitti verrà pubblicata nel 1966, in chiusura del giornale: forse un estremo tributo di Jac a chi gli aveva dato la fama. E poi lo rivedremo, l’anno seguente, sul Vitt.

Jacovitti, nel corso di questo fatidico 1962, disegna anche alcune copertine, come sempre magnifiche e in grado di rendere il costume e lo spirito del tempo:













Notate le capacità quasi profetiche del Nostro: la copertina del primo numero, giocata sul classico avvicendamento tra anno vecchio e anno nuovo, raffigura anche un personaggio che avverte dell’arrivo di guai… E ce ne saranno, perbacco, non solo per il giornalino! Sulla copertina dell’ultimo numero, infatti, vediamo Pippo che spazza via le magagne dell’anno appena concluso: c’è la terribile crisi di Cuba, quella del braccio di ferro Kennedy-Cruscev, che ci portò a un passo dalla guerra nucleare. Ma c’è anche Canzonissima. I più giovani ovviamente non ricorderanno che razza di terremoto fu, quel programma televisivo, condotto da Dario Fo e Franca Rame. Ravanate un po’ su Google, scoprirete cose interessanti…






domenica 27 dicembre 2009

Il Vittorioso 1959-1962: Sebastiano Craveri

Il primo ad “andarsene”, fra le colonne storiche del Vittorioso, è Sebastiano Craveri, che negli anni Trenta e Quaranta era stato la bandiera del settimanale. Schiacciato dall’iperattività di Jacovitti prima e di Landolfi poi, chiuso nel suo mondo di delicata poesia, non resiste all’impatto degli anni Sessanta, al boom economico, al consumismo, alla perdita dei valori morali profondi. Il nuovo sentire comune confonde l’etica con le convenzioni e le ipocrisie del vecchio mondo, e tutto finirà, senza distinzioni, nella fornace del ‘68.

La redazione, evidentemente, favorisce la progressiva emarginazione di Craveri. L’ultima sua storia “lunga”, come vedremo tra poco, appare nel 1962, ma la precedente (Zoo in orbita) è del 1959: nel mezzo, solo poche tavole autoconclusive e una ristampa dei primi anni Cinquanta (Il 9 non risponde):

1959









1960






Negli anni successivi, il grande autore di Carmagnola si dedica alle tavole per “Famiglia Cristiana” (soprattutto la serie Giochi in famiglia), alle copertine e ai paginoni per “Il Giornalino” e a ben poco d’altro. Muore nel 1973, malato e inattivo da tempo, in gravi difficoltà economiche. L’ANAF, con la collaborazione di Jacovitti e il sostegno decisivo di Mauro Giubbolini, stamperà alcuni albi a circolazione limitata per aiutare la sua famiglia.
Alcune tavole di Craveri appaiono sul Vittorioso nel 1966, in mezzo a tante altre ristampe, a segnare idealmente, con grande malinconia, inizio e fine del glorioso settimanale.
L’ultima storia “lunga” di Sebastiano Craveri è Pera di Gomma, del 1962. Colpisce il tratto ingrossato, rigido e quasi funereo dell’autore: l’atmosfera è lontanissima dalla solarità del periodo d’oro, gli anni Trenta e Quaranta, ma anche dalla delicatezza ricercata dei decenni successivi:






Craveri è consapevole, quando firma l’ultima vignetta, che sta suggellando il suo addio al Vittorioso. Ed è notevole che, forse per la prima volta in una storia italiana, appaia un… collezionista di fumetti, incaricato evidentemente di consegnare alla Storia il lavoro dell’autore! È un po’ il nostro ritratto, non trovate?
 


venerdì 25 dicembre 2009

Auguri di cento anni fa

Vi propongo gli auguri natalizi del glorioso "Corriere dei Piccoli", anno 1909. Riuscite, nel meraviglioso pastiche di Attilio Mussino (o è di Corrado Sarri?), a riconoscere tutti i personaggi? Alcuni sono italiani, altri americani...
Buon Natale a tutti!








giovedì 24 dicembre 2009

Il Vittorioso 1957-1961, Lino Landolfi – terza parte

Era da diversi post che non mi occupavo più dell’opera di Lino Landolfi sul Vittorioso. Dal 1958 in poi, Procopio è una delle residue colonne portanti del settimanale: il suo autore affina sempre più il segno, che ormai è pienamente maturo e con un primo accenno di stilizzazione. Ne vedremo gli esiti su altre testate, specie con La famiglia Bertolini, pubblicata negli anni Sessanta sul “Messaggero dei Ragazzi”. Per il momento, Landolfi imperversa, sul Vittorioso, con una catena quasi ininterrotta di storie, che addirittura si accavallano:

1957








1958



Lino Landolfi, sostituendosi (in qualche coso integrandosi) a Jacovitti, non fa solo fumetti: si industria anche coi redazionali, le pubblicità “interne”, vari strilli anche di copertina, con il suo ubiquitario Procopio:



1959

Il 1959 è un anno di produzione quasi parossistica, per lino Landolfi, e in verità le storie di Procopio, temponauta sui generis, sono di gran lunga le più interessanti fra le serie del settimanale. Notate la presenza – anche “tecnologica” – della televisione, che evidentemente ossessiona l’autore.














1960

È l’anno delle Olimpiadi di Roma, e Procopio ha l’onore di una delle più belle copertine in tema:









1961












lunedì 21 dicembre 2009

Il Vittorioso 1958-1962 – Benito Jacovitti

Come ho già più volte detto, dopo il 1957 iniziano a latitare, sul Vittorioso, i grandi autori che avevano reso memorabile il settimanale, specie durante l’arco del decennio precedente. La “perdita” più grave è senz’altro quella di Jacovitti, che dal 1957 è impegnato – benché non in esclusiva – con “Il Giorno dei ragazzi”, per il quale scrive e disegna la saga di Cocco Bill e molte altre serie: è un tour de force che gli rende impossibile mantenere il ritmo consueto e forsennato con il settimanale cattolico. Ciò non toglie che il Nostro continui a disegnare splendide copertine e affollatissime “panoramiche”, o tavole assimilabili a quelle:

1959



La copertina seguente è “craveriana” (per il personaggio di Giraffone), un affettuoso omaggio al più anziano disegnatore (benché al collo abbia il Procopio di Lino Landolfi!):






1960



1961



Nella copertina seguente, Jacovitti sperimenta il suo nuovo tratto "multiplo", in punta di pennino, in cui si supera la linea di contorno semplice e netta. Una leggenda, avvalorata dallo stesso Jac, dice che questo originale segno gli veniva naturale, in quanto disegnava... mentre suonava la batteria!



Le storie a fumetti nuove, invece, sono molto poche: più o meno una l’anno.

1959

L’annunciatore della prima vignetta è la caricatura di Riccardo Paladini, primo speaker del Telegiornale. E lo sceneggiatore di Pippo e Gibù è Mario Basari, autore tra l’altro delle memorabili storie Le babbucce di Allah e Don Chisciotte, che abbiamo già visto quando ci siamo occupati dei primi anni Cinquanta.






1960

Nella storia “fantascientifica” Pippo e il Cirlimpacco, come del resto abbiamo già visto, Jac prende di mira il Rock ‘n Roll:











1961





Per il resto, la redazione del Vittorioso propina ai lettori diverse ristampe. Si tratta di storie anche di quindici anni prima, quindi sconosciute alla maggior parte dei giovanissimi lettori. I quali, però, avranno di certo notato una marcata differenza di stile grafico, e anche di temi e motivi narrativi. Per noi, comunque, è un’occasione unica per ammirare, in veste migliore e a colori, alcuni episodi che a loro tempo erano stati stampati in nero.
È soprattutto il caso di Pippo e la guerra/Pippo e la pace, pubblicata per la prima volta nel 1946 in piccolo formato e in bianco e nero (notate la data cancellata, accanto alla firma):

1960





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