venerdì 11 dicembre 2009

Il Vittorioso 1959-1962: Olimpiadi e musica Rock




Un altro “nemico” del Vittorioso, individuato chiaramente dalla redazione e dagli autori, ma trattato con sostanziale simpatia, è il successo improvviso ed epocale del Rock 'n Roll. I “fenomeni” di questa fine anni Cinquanta sono soprattutto due nomi ancora oggi, incredibilmente, sulla cresta dell’onda: Mina e Celentano. Non è certo un caso se un regista attentissimo ai mutati umori popolari, come Lucio Fulci, realizzi proprio con loro (e con Joe Sentieri, Gianni Meccia, Umberto Bindi e tanti altri, compreso perfino il jazzista Chet Baker) un memorabile film come Urlatori alla sbarra (1960):






Jacovitti coglie, da par suo, il senso profondo di questa trasformazione in atto del gusto corrente (musicale, ma certo non solo):




Lo fa certo non solo con una copertina, ma anche con varie citazioni nelle sue storie, che purtroppo sono sempre più rare, come ho già detto. Ne anticipo un paio in questa sede (da Pippo e il Cirlimpacco, del 1960); le altre le vedremo parlando più approfonditamente di lui, in uno dei prossimi post:






Solo lo sport resta, come vent’anni prima, fra i protagonisti immutati. La parte principale è giocata, ovviamente, da ciclismo e calcio:










Ma il 1960 è anche l’anno delle Olimpiadi di Roma, quelle dell’oro di Livio Berruti, e copertine e redazionali si sprecano:








2 commenti:

  1. Ehila', ma nella copertina del Vittorioso sulle Olimpiadi coi cinque cerchi, sbaglio, o si riconosce un Cocco Bill, personaggio del Giorno dei Ragazzi? Da qui l'altra domanda: chi detiene i diritti di un personaggio, il uso autore o il proprietario del giornale presso cui compare il personaggio?
    Continua cosi', il blog e' veramente interessante, paolo

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  2. Me ne sono reso conto dopo aver pubblicato il post! Sì, direi proprio che Jac si sia autotributato un omaggio. Certamente doveva sentire Cocco Bill molto "suo", e forse temeva che potesse sfuggire alla "famiglia" degli altri personaggi. Immagino sia soprattutto per questo, che l'ha voluto vedere pubblicato anche sul Vittorioso, in qualche modo.
    La faccenda dei diritti dei personaggi è piuttosto complessa, e varia molto da Paese a Paese e a seconda delle epoche. Comunque, quasi sempre, la proprietà dei personaggi *seriali* è degli editori: siano questi i "syndicates" americani (NON i singoli giornali) o i gruppi editoriali (DC comics, Marvel, Bonelli...). Per le opere più "autoriali", come le attuali graphic novels, la proprietà rimane agli autori, che cedono lo sfuttamento commerciale delle opere agli editori per un tempo determinato. Altro ancora è il caso di grandissimi nomi (uno per tutti: Silver) che sono diventati imprenditori di se stessi. E' un discorso lungo e impegnativo, e credo che Luca Boschi, sul suo blog, saprebbe rispondere meglio di me.
    Grazie per i complimenti e a presto!

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