mercoledì 2 giugno 2010

Topolino - undicesima parte: arriva Paperino

1935 - I


Il grande successo de “L’avventuroso” assorbe quasi completamente le energie di Mario Nerbini e dei suoi collaboratori. Il settimanale Topolino e il suo Supplemento mensile (poi quindicinale), oltre a ricevere poca cura, vengono sempre più caratterizzati come periodici per l’infanzia, a parte la pubblicazione di Cino e Franco: le tavole degli autori italiani restano ancorate allo stile Corriere dei Piccoli, con pochi tentativi di inventare storie “avventurose” a continuazione, come invece si fa sul giornalone che ospita Gordon & c.
Lo spirito avventuroso-eroico è per lo più affidato ai racconti in testo, illustrati da Giove Toppi:
 

Oltre a Buriko e al suo Pisellino, appaiono tavole disegnate da Guido Moroni Celsi, che si firma anche con l'anagramma Romino Lesci:






L’unico che tenta un approccio “naturalistico” è Gaetano Vitelli:



Del tutto particolare è la lunga storia di sapore favolistico La meravigliosa storia di Gelso, di Giorgio Scudellari, che soffre della struttura a verbose didascalie, ma che ha una notevole capacità visionaria:




La serie delle meravigliose avventure “giornaliere” di Topolino, scritta da Ted Osborne e Merrill De Maris e disegnata da Floyd Gottfredson, viene pubblicata sia su Topolino che sul Supplemento. Il settimanale nerbiniano, nel 1935, presenta Topolino e l’elefante, Topolino nel Paese dei Califfi, Pluto corridore:




In aprile, la Nerbini ha uno stand alla Fiera di Milano, grande vetrina non solo nazionale per l’industria e il commercio. Sono momenti delicati, come vedremo tra pochissimo, e forse Mario Nerbini cerca di aggiustare il tiro per compiacere Walt Disney, che in questo periodo gli sta creando grossi problemi. È probabilmente per questo motivo che pone “Mickey Mouse” come sottotitolo al settimanale, benché per pochi numeri.
Ecco la pagina di Topolino con la foto dello stand Nerbini alla Fiera di Milano 1935:



Ed ecco una riproduzione dello scatto originale, proveniente dal disperso archivio Nerbini:

 
In questi numeri appare anche Paperino, la nuova star disneyana, già comparso sul Supplemento con la sua storia d’esordio, La gallinella saggia (Tavole domenicali della serie Silly Symphonies, 1934). Su Topolino, Donald Duck appare come co-protagonista della storia poliziesca conosciuta in seguito col titolo Topolino e il mistero dei cappotti, qui Il mistero dei cappotti rubati:
 
 





Paolino Paperino è usato anche come improbabile baby sitter per i nipotini di Topolino, che nel 1935 cambiano sesso e diventano delle… ragazzine:




Nelle stesse settimane, le avventure di Cino e Franco passano a tre colori: è la prova generale del Giornale di Cino e Franco, già in gestazione.

 





Reduce dal Corriere dei Piccoli, che ha abbandonato per approdare al Balilla (e poi a Mondadori), Antonio Rubino fa la sua unica incursione nerbiniana con le illustrazioni per un racconto:



Verso la fine della gestione Nerbini, è reclutato anche un altro autore di area milanese, Enver Bongrani, collaboratore delle edizioni Mediolanum e SAEV:




Ma il grande successo di Jumbo, di Topolino, de L’Avventuroso e di altre testate che vedremo presto, ha svegliato un gigante milanese, che ha posto gli occhi proprio sul Grande Topo, progettando di utilizzare Disney per invadere le edicole italiane. L’attacco a Nerbini, fatto in pieno accordo con Disney in persona e francamente scorretto, avviene su due fronti, nel marzo del 1935, ma è stato preparato almeno dall’autunno dell’anno precedente. Lo vedremo nel prossimo post.
Intanto Nerbini, giusto per mostrare i muscoli, inserisce qualche pagina di propaganda fascista: lui è uno squadrista, un fedelissimo, se ne ricordino i camerati, quando altri cercheranno di togliergli quel che è suo… Sono solo mie illazioni, naturalmente:

 


 
Buriko si occupa, di rincalzo, a narrare le gesta di stralunati “balilla”:
 
 


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