martedì 3 novembre 2009

La più bella storia di Jacovitti?

Il punto interrogativo è a suo modo retorico: io credo davvero, al di là dei miei gusti personali, che questo sia il capolavoro assoluto di Benito Franco Jacovitti:



La cosa strana è che, a suo tempo, non l’ho commentata. È apparsa infatti sul Vittorioso nella seconda metà del 1946. Rimedio proponendovela ora, e facendo uno strappo alla regola, integralmente. Spero davvero di non violare diritti di chiunque e di qualsiasi tipo: sono naturalmente pronto a togliere tutto subito.









Credo proprio che, leggendo questa storia, si dimentichino subito i suoi sessantatrè anni di età, il contesto storico-politico, cioé quello relativo alla Seconda Guerra Mondiale e alle sue devastazioni, il clima di contrapposizione ideologica che ne seguì:





In apertura, Jacovitti dichiara che questa storia è una "parodia del celebre mago americano" (ovviamente Mandrake di Lee Falk e Phil Davis). Le cose, in modo solo apparentemente paradossale, non stanno affatto così: la "parodia" si ferma al costume del personaggio e all'improbabile spalla Pappotar. Mandrago è invece, allo stesso tempo, una fiaba moderna e un catalogo psichedelico dei riferimenti culturali di Jacovitti, come Elzie C. Segar. Avete presenti le tavole di Popeye con Wimpy (Braccio di Ferro e Poldo Sbaffini), alla trattoria di Barbariccia? L'impianto della tavola che segue è proprio quello tipico del Thimble Theatre:



Ma quel che conta, in questa storia, è ben altro: è la straordinaria ispirazione, la poesia, il senso del meraviglioso, la capacità di mischiare surrealismo e cronaca, avventura e umorismo. Poco importa che la storia sia debitrice di un classico di Merril De Maris e Floyd Gottfredson, Topolino e la lampada di Aladino (1940): Mandrago è pura invenzione, Arte senza tempo.




9 commenti:

  1. caro Leonardo, ora il tuo blog è tra quelli segnalati su CF. Consigliatissimo!!!

    RispondiElimina
  2. Mi sposto al blog del Novembre 2009 nell'ambito del quale di parla di Mandrago by Jacovitti: Jacovitti ebbe a dire -intervista registrata, quindi un "documento" - che per la storia qui in questione si ispirò come spunto ad un film americano del 1945(?) con l'attore Mac Murray.
    Colpito da una sorta di fulmine celeste il protagonista acquista poteri soprannaturali....
    Qualche erudito filmlologo conosce il titolo esatto del film americano???
    Thank you in advance!

    RispondiElimina
  3. Potrebbe essere il musical "La parata dell'impossibile" con Gene Sheldon (Bernardo di Zorro) nei panni di un pasticcione genio della lampada?

    http://www.imdb.com/title/tt0038245/

    RispondiElimina
  4. Ma non so, perché io mi ricordo un film che potrebbe essere stato quello che a detta di Jacovitti ( l'intervista registrata è fra l'altro di Gori, Sani e Bellacci) lo ispirò per il fumetto di Mandrago, ma lo vidi circa 65 anni fa e il titolo proprio mi sfugge.
    Speriamo nell'intervento di un super esperto dalla memoria elefantina!

    RispondiElimina
  5. Non ne so niente Tomaso, ma – secondo me Fortunato potrebbe avere ragione.
    Se leggi la trama…
    http://en.wikipedia.org/wiki/Where_Do_We_Go_from_Here%3F_%28film%29
    E poi è l’unico – almeno nella fimografia di Wikipedia che ovviamente sarà quel che sarà – del 1945.

    RispondiElimina
  6. Ho letto la trama del film "La parata dell'impossibile", americano, del 1945, interpretato da Fred mac Murray e Gene Sheldon. Che dire??
    Nell'intervista , mi pare quella del 1987 fatta in Agosto a Forte dei Marmi (io il cd lo mandai -con il permesso di Bellacci- a Cadoni) e la mia registrazione su chiavetta ce l'ha mio cognato che abita a Bologna, quindi non posso controllare quello che disse Jac; ricordo però che non si trattava di un genio uscito da un'anfora rotta , ma di un fulmine sceso dal cielo:
    Comunque dovrò in qualche modo risentire il tutto.

    RispondiElimina

Si è verificato un errore nel gadget