lunedì 23 novembre 2009

Jacovitti di qua e di là – seconda parte (Il Vittorioso 1955-58)

Bene, torniamo allo scaffale 17 e al Vittorioso, per esplorare mestamente la sua decadenza e fine. Ma prima del crepuscolo di questo fondamentale periodico, ci sono ancora da ammirare cose superbe, cominciando, come al solito, da Benito Franco Jacovitti.
Il Giorno dei Ragazzi” esce con il suo primo numero il 28 marzo 1957, e Jacovitti è presente con una serie (Cocco Bill) e una pagina di pubblicità redazionale. Si presume che vi abbia lavorato nel corso dell’estate e autunno dell’anno precedente. Nel 1956, fa anche un’incursione sul “Corriere dei Piccoli”. Ma le storie del Nostro per “Il Vittorioso” diminuiscono di frequenza solo a partire dal 1958, quando fra l’altro disegna un paio di storie su soggetto altrui (Mario Basari).
Magnifiche, come sempre, le copertine che Jacovitti disegna per "Il Vittorioso", nella seconda metà degli anni Cinquanta. Del resto, molte le abbiamo già viste. Queste sono del 1958:





Fenomenali anche le sue grandi “panoramiche”, di cui è maestro fin dagli inizi della carriera, nel 1939 su “Il brivido”. Alla fine degli anni Cinquanta, sono piene di “spot pubblicitari”. D’altronde, il boom economico è alle porte, tutti si sentono in grado (e in dovere) di raggranellare quattrini a più non posso. E d’altronde non abbiamo ancora visto niente. Aspettiamo gli anni Sessanta:





Le storie di Jacovitti, come si è detto sempre meno frequenti, proseguono sul Vittorioso fino grosso modo al 1962, quando vengono sostituite da ristampe di suoi vecchi episodi. Vediamole una per una.

1955





Di Tex Revolver ho già detto: evidentemente è una “quasi parodia” del Tex bonelliano, benché il gioco di rimandi e citazioni interessi soprattutto il cinema di John Ford, di Anthony Mann e faccia addirittura presagire Sergio Leone: anzi, se non fosse un delitto di lesa maestà, direi che le atmosfere beffarde e crudeli (ma sempre in chiave divertita) del regista italiano siano un po’ debitrici di queste tavole jacovittesche. Vedremo più avanti l’altro West, quello degli indiani, ovvero Occhio di Pollo.
Bella la conclusione della storia, con l’intervento (speculare a quello di apertura, che abbiamo visto vari post fa) di Nevio Zeccara:



1956

Alonzo è il diretto antecedente di ZorryKid, che apparirà oltre un decennio dopo sul “Corriere dei Piccoli”:





Pippo preistorico è debitore, ancora una volta, di una classica storia del Topolino anni Quaranta, ovvero “Topolino all’Età della Pietra”, di Floyd Gottfredson e Merril De Maris (The Land Of Long Ago).



Ma c’è anche un chiaro rimando a una memorabile "cavalcata dei dinosauri" di Carl Barks:



1957






Il ritorno di Jak Mandolino, nel 1957, porta con sé il linguaggio surreale di Jacovitti, con l’improbabile slang malavitoso con venature milanesi:











1958

Pippo e le pere di mare è su soggetto di Mario Basari:



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