domenica 1 novembre 2009

Angoulême in pericolo

Mentre impazza Lucca, sembra proprio che l'altrettanto storico Salone di Angoulême sia in pericolo. L'amico Luca Boschi segnala la notizia sul suo blog Cartoonist globale, con tutti i particolari, chiedendo di diffonderla il più possibile.



Sarebbe una tragedia, per il Fumetto certo non solo francofono, se davvero venissero brutalmente tagliati i fondi alla 37° edizione del Festival. Facciamo voti di ogni genere, perché ciò non accada.

2 commenti:

  1. Grazie a te, Leonardo!

    Forse un po' più a proposito del tuo post precedente, ma in realtà al tuo commento a questo, ti ho risposto come segue:



    Un editore amatoriale, Leonardo? E chi potrebbe essere stato...
    Non Ciscato (che, appunto, pubblicava "Sorry" con l'aiuto determinante e credo sottopagatissimo del buon Luigi F. Bona quasi bambino anch'egli), perché quella rivista andava incredibilmente in edicola.
    Forse proprio, per corrosiva ironia della sorte, un fiorentino?
    Pichierri - Nerbini? Il Nerbiniano di Via dell'Albero-Della Scala? Ancora, forse, Ricciardelli non era attivo autonomamente.
    Ma non voglio fare un'indagine,
    Invece, ricordo che all'edizione successiva rimasi molto meno di una giornata (ma avevo altre cose ben più importanti che i fumetti nella testa, all'epoca); ci arrivai in Vespa con un amico collezionista (la mania di Barks era decisamente esplosa, dopo l'uscita dei volumi Mondadori) e trovai molte cose francesi. Gualtiero Schiaffino ne aveva acquistate in grandi quantitativi, in buste, in un suo viaggio in Francia, e le vendeva come arretrati singoli (ma sui bordi c'erano le spennellature bluastre delle copie arretrate, messe apposta per evitare che gli edicolanti francesi compiessero la stessa operazione).

    A una di queste due edizioni portai con me una macchina fotografica a soffietto, penso una Zeiss: 18 costose foto a rullino, in bianco e nero. E fotografai le tavole esposte, fornite dalla collezione di Rapallo-Mort Walker, che forse al momento era tutt'una. C'erano una tavola di Pogo, un Felix di Messmer (di cui ancora non si conosceva il nome), un Herriman, qualche tavola di Antonio Rubino priva delle didascalie in rima (con i soli spazi bianchi), un Antonio Canale, una celebre autoconclusiva di Barks con Unche Scrooge stooto la neve: la stessa che sarebbe poi stata esposta nella nostra mostra Disney di Via delle Tagliate (padiglione "Disney Oggi") nel 1990.
    E c'erano riproduzioni di Mordillo con lui in persona, al quale rivolsi la parola. Conversava con uno sceneggiatore, al quale chiesi se fosse un certo disegnatore. E lui mi rispose distrattamente di no, continuando a (tentare di) dialogare con Guillermo.

    La reazione fu più o meno la stessa di "ragazzino, fatti in là, lasciami baccagliare"...


    :-)


    Non c'erano cosplayers.
    Ma non so quante edizioni doopo si sarebbe presentato Vaughn Bodé buonanima, abbastanza mascherato per gli standard del momento...


    L.

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  2. Faccio un po' di sano cross-posting, Luca, e ti rispondo sia di qua che di là:

    Ehhh, Luca, non mi invitare alle "rimembranze" in questo modo, non so resistere...
    No, i fiorentini nel '72 non c'erano ancora, quanto meno non con gli standoni colmi di ristampe. L'editore in questione era Ernesto Traverso, del Nuovo Club Anni Trenta. Ricordo lo stand, a debita distanza da quello di Scotto: avevano appena "divorziato", cfr. la mia "Storia dell'Amatoriale", credo ancora ospite di AfNews. Esponeva quei meravigliosi alboni di Brick Bradford... C'era scritto L. 4,50 e io (tardo) non capivo che razza di prezzo fosse, così chiesi. E lui, appunto: "Scansati ragazzino..." ecc. ecc. Vent'anni dopo glielo rinfacciai.
    All'edizione del '72, come a quelle degli anni imemdiatamente successivi, andai e ripartii (in corriera) nel giro di un paio d'ore al massimo: non osavo avvicinare le star. Mi mordo le mani, quasi quarant'anni dopo, perché c'erano Lee Falk, Roy Crane... I agazzini, sulle panchine della piazza, mostravano i loro quaderni-trofeo, pieni di schizzi, e io bruciavo di invidia, come Battisti nei "Giardini di Marzo" ;-) . Però guardavo le mostre, alcune erano superbe. Ricordo BENISSIMO quella mostra di americani rapalleschi di cui dici, perbacco! E quel Barks sotto la neve, con - ehm - una dedica sbianchettata.
    Certo che a quel tempo Lucca, come giustamente dici, era solo di fumetti, e tutti i partecipanti, compresi gli organizzatori, ne erano grandi appassionati. Nessuno andava là per esibirsi, prendendo i comics come scusa. E il livello culturale era altissimo. Comunque, secondo me, i cosplayers in fondo sono proprio simpatici, quando non ti sbattono i martelloni di gommapiuma in testa.
    Ora basta, torno all'ospizio. ;-)

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