sabato 27 novembre 2010

La Risata-La Folgore –1

La Risata 1934 – prima parte
Nuove rivelazioni sui misteriosi autori de La Risata!

La trasformazione dell’editoria periodica per ragazzi in Italia, con il conseguente avvento del Fumetto moderno, avviene – come abbiamo abbondantemente visto – per opera di tre editori: Vecchi (SAEV), Nerbini e Mondadori, che tra il 1932 e il 1935, uno dopo l’altro, invadono le edicole con novità rivoluzionarie.
Ma non ci sono solo loro. Alcuni piccoli editori cercano di raccogliere le briciole del fiorentissimo mercato che è sorto dal nulla, imitando in modo maldestro gli stilemi del Fumetto americano. Altri, invece, dotati di strutture e capitali adeguati, ignorano i comics d’oltreoceano e cercano di imporre, partendo praticamente da zero, un Fumetto italiano che non sia derivativo rispetto a quello dominante.
L’editore che fa da apripista per questo modo alternativo di intendere i periodici a fumetti è L’Editoriale Universo, che l’11 maggio 1933 vara Il Monello e circa due anni dopo, il 23 febbraio 1935, L’Intrepido. Dei due settimanali “tutti italiani” e della nascita del cosiddetto “fumetto popolare”, spero di aver modo di parlare in un prossimo futuro. Per ora, rimaniamo in zona “americana”.
La Casa Editrice Universo e i relativi, importanti stabilimenti tipo-litografici, sono di proprietà della famiglia Del Duca, ovvero dei tre fratelli Cino, Domenico e Alceo, che si alternano, tra l’altro, alla direzione dei settimanali. Cino è incaricato di seguire, a partire dal 20 novembre del 1934, un settimanale decisamente minore, La Risata, che esce con la sigla Casa Editrice Moderna.



Il settimanale in questione è minore e anche sperimentale, perché è stampato con nuovissimi impianti
rotocalcografici, ancora primitivi e forse inadatti (come vedremo) alla resa fedele dei fumetti. I primi numeri, usciti nello scorcio finale del 1934, sono un’accozzaglia di tavole umoristiche di prevalente provenienza spagnola, come gli stessi lettori di questo blog (Fortunato, Armando) hanno scoperto grazie ad un'accurata indagine in rete. Il giornalino, di otto canoniche pagine parzialmente bicolori, vende pochissimo, tanto che ottant’anni dopo è – almeno nella sua parte iniziale – straordinariamente raro.

LA RISATA-settimanale.- A. 1.n.1 (20 nov. 1934) - a. 4, n. 28 (9 lug. 1937). - Milano - Casa Editrice Moderna, [19341937]. -139 n.: fumetti b/n e color. ; 38x27 cm. - Settimanale. - Il titolo cambia dalla. 4, n. 5 (29 gen. 1937) in: LA FOLGORE.

Riporto, in questo primo post e nel prossimo, il contenuto del primo numero (la collezione a cui ho accesso è quasi unica, per completezza, in Italia) e alcuni esempi di quelli immediatamente successivi, fino al n. 10, a puro titolo di documentazione. Il giornale, nel 1934, passa difatti inosservato ed è ininfluente per quanto riguarda l’evoluzione del Fumetto in Italia.
Ecco le restanti pagine del numero d'esordio:

 







Sono premesse che non lasciano minimamente intravedere il futuro di questa tormentata testata. Fatto sta che, per una serie di complicati motivi che vedremo via via di spiegare, La Risata ospiterà, fra il 1935 e il 1937, molti pregevolissimi fumetti americani, per lo più di agenzie diverse dall’onnipotente KFS, a volte rari perfino nel loro Paese d’origine e in qualche caso fortemente innovativi. Alcuni influenzeranno profondamente degli autori italiani destinati a fama internazionale, primo fra tutti Hugo Pratt.



La Risata-La Folgore lascerà, negli appassionati italiani, un ricordo leggendario. Mai ristampata “anastaticamente”, è ottant’anni dopo un giacimento quasi inesplorato di autentiche perle fumettistiche, destinate a disperdersi, ancor prima della sua chiusura, tra le testate rivali. La Risata-La Folgore, quasi ignorata dai collezionisti e dagli studiosi del 2010 (che d’altra parte si scontrano con la sua inaccessibilità), è insomma un settimanale di enorme importanza storica, di cui praticamente nessuno ha parlato.
Vediamo, nei prossimi post, di farlo noi.



Chi sono gli autori di queste ingenue ma, a volte, pregevoli tavole umoristiche? Come dicevo prima, grazie all'aiuto dei lettori di questo blog (Fortunato, Armando), siamo in grado di identificarne almeno tre, tutti spagnoli: Vinaixa, un cartoonist catalano (esempi qui, qui e qui); Melchior Niubó (che si firma Nièl), autore della serie Pulgarcito per la casa editrice "El Gato Negro" di Juan Bruguera (oggi "Editorial Bruguera") e Manuel Marín Urda, collaboratore fra l'altro del supplemento per bambini KI-KI-RI-KI del periodico “El hogar y la moda”. Tutti questi autori sono segnalati dal blog Viñetas di Navarro Badia, in cui, per esempio, c'è questa eloquente tavola di Niubò/Nièl.

Nessuna guida, nemmeno il Bono, riporta i suddetti autori, preferendo “indicizzare” la testata a partire dal n. 11, che come vedremo prestissimo, segna l’arrivo dei comics americani.
Mi limito ad allestire una specie di bacheca delle firme, come un “Chi l’ha visto?”, sperando che qualche altro specialista in materia si faccia vivo su questo blog:


 

La prima firma è forse di un italiano: quel non meglio identificato Papini cui accenna Giorgio Salvucci nelle sue schede sui settimanali a fumetti italiani degli anni Trenta, pubblicate negli anni Settanta/Ottanta su Il Fumetto dell'ANAF, oggi ANAFI. Anche la terz'ultima firma è con tutta probabilità di un italiano, quell'Alberto Traini di cui si parla brevemente nel post successivo a questo.


12 commenti:

  1. Hai qualche annata vecchia de Il Giornalino? C'è la possibilità che tu ne parli in futuro?

    Comunque mi hai spiazzato! Pensavo che continuassi con i fumetti Nerbini nel 1936 (Avventuroso e Cino e Franco), invece sei tornato indietro addirittura nel 1934!

    Comunque complimenti per il blog, che procede lentamente nel corso degli anni ma approfonditamente! L'ho anche usato per ampliare alcune voci di wikipedia! Grazie di cuore per il tuo blog, veramente molto interessante! Che mi ha fatto conoscere, anche se solo di vista (perché per conoscerli davvero dovrei comprare qualche albo, non basta leggere qualche scan sparsa!), molte serie a fumetti di cui non conoscevo manco l'esistenza! Continua così!

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  2. Ciao!
    Grazie per i complimenti. Ho notato le voci di Wikipedia: bene! Lo scopo di questo blog è che la conoscenza del Fumetto classico si diffonda. Grazie anche per questo. Magari, se ti va, metti il blog in bibliografia.
    La Risata non poteva aspettare ;-) Tutto "si tiene", nel giornalinismo italiano, specie per quanto riguarda i giornali e gli albi che pubblicavano materiale americano. Vado avanti così, con interruzioni e riprese, e anche con qualche piccolo flashback, ma spero che il grande romanzo del Fumetto in Italia proceda, globalmente, come un grande fiume.
    La vedo dura, per Il Giornalino, specie per le annate più vecchie. Ma mai dire mai.
    Ah: prestissimo si parla di nuovo dell'Avventuroso, e anche, naturalmente, di Topolino!
    Ciao

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  3. Vinaixa mi fa pensare o ad un pseudonimo 'veneto' o catalano o ancora portoghese/brasiliano. In quest'ultimo caso, l'indagine sarebbe alquanto difficile.

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  4. Il blog di Navarro Badia riporta un Vinaixa (con firma che mi pare identica a quella de "La Risata") autore sull'almanacco de "La Alegría" nel 1935:
    http://navarrobadia.blogspot.com/2008/12/las-composiciones-de-vinaixa.html

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  5. Anche nel sito "Patufets" (dello stesso blogger) ci sono lavori di Vinaixa.

    Qui "Aventures del heroi Eirik":
    http://vinyetes.blogspot.com/2010/02/aventures-del-heroi-eirik.html

    E qui "Un viatge a la Lluna":
    http://vinyetes.blogspot.com/2008/12/un-viatge-la-lluna.html

    Chiaramente è un catalano.

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  6. Direi che è sicuramente lui! Splendido, Fortunato, grazie! Con questa informazione, aggiungiamo un tassello al puzzle de La Risata, il giornale a fumetti meno studiato di tutti i tempi.
    Aggiornerò il post, con un link, ovviamente, al magnifico blog di Navarro. Grazie ancora.

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  7. Seguendo la pista iberica, ho trovato un tale Manuel Urda:

    http://elblogdelrincondetaula.blogspot.com/search/label/URDA

    Ciao,
    Armando

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  8. Magnifico, Armando, grazie! Anche in questo caso, direi proprio che l'identificazione è corretta. Siamo già a quota 2... Una vera indagine fumettistico-poliziesca. Bravo, anzi: bravi! E Grazie.
    Provvedo a modificare ulterioremente il post.

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  9. Sembra che siano tutti spagnoli!

    Nièl dovrebbe essere lo pseudonimo di Melchior Niubó, che disegnava PULGARCITO per la casa editrice "El Gato Negro" di Juan Bruguera (oggi "Editorial Bruguera").

    Puoi guardare il suo lavoro sul solito sito:
    http://navarrobadia.blogspot.com/search?q=niel

    (come vedi, firma sia in corsivo che in stampatello).

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  10. Splendido.
    Ora devo modificare radicalmente il post: la cosa ha inquietanti somiglianze con i quotidiani di "1984" (il romanzo di Orwell), che venivano aggiornati di continuo, compresi i numeri già usciti ;-)
    Grazie, Fortunato!

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  11. Ottime segnalazioni, link interessanti che ampliano e completano il discorso!

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  12. Grazie! Detto da te è un complimento straordinario. E non l'unico!
    Ciao

    Leonardo

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