mercoledì 25 agosto 2010

Jumbo – ottava parte

Annata 1935 - 1


Abbiamo lasciato Jumbo, il primo “giornalino” italiano, alla fine del 1934, quando Topolino era ormai lanciato e da quasi tre mesi impazzava L’Avventuroso, il giornalone nerbiniano che aveva portato in Italia la rivoluzione dei comics americani, spiazzando tutti gli editori di periodici rivolti...
...all’infanzia e all’adolescenza.

Dunque che accade nel 1935 a Jumbo, povero Jumbo? In meno di due anni, Lucio l’Avanguardista ha perso ogni interesse per i lettori affamati d’avventura: messo a confronto con Gordon, non c’è proprio storia. Ma è il giornalino nel suo complesso che sembra invecchiato di mezzo secolo: nel tempo di un sospiro, è passato da settimanale rivoluzionario a retroguardia del Fumetto in Italia!




Nei favolosi anni Trenta, soprattutto negli Stati Uniti ma anche nella sonnacchiosa Italia, e nonostante il Fascismo, succede proprio questo: il progresso corre a velocità supersonica, con cambiamenti continui, e in un decennio si passa dalle estreme propaggini dell’Ottocento alla società contemporanea, industriale e massmediatica. Una corsa rompicollo: assisteremo a qualcosa di simile solo alla fine degli anni Sessanta.

Il punto di svolta è la metà del decennio. Tanto per dare un’idea, questo è un modello di auto in circolazione nel 1934 (Fiat Balilla):



Questo, invece, un modello prodotto dopo il 1935, esattamente nel 1937 (Lancia Aprilia):


Sembrano passati cinquant’anni. Questo è un apparecchio radio della fine degli anni Venti:


Questa la pubblicità della televisione nel 1939 (Dal periodico Cinema):


Vecchi accusa il colpo dell’Avventuroso con apparente compostezza. Jumbo non cambia affatto il suo aspetto: i Bruin Boys continuano ad occupare la prima pagina; Lucio, Colomba Bianca e gli altri compassati eroi britannici, quelle interne. C’è spazio anche per alcune rare e preziose serie umoristiche americane.

Ma Lotario Vecchi non ha alcuna intenzione di stare a guardare il successo del rivale. In poche settimane, come vedremo nei prossimi post, crea addirittura un vero e proprio giornale-clone del settimanale fiorentino. Se scova qualche altra serie “avventurosa” d’oltreoceano, preferisce dirottarla su una delle testate consorelle, come Rin Tin Tin. Per tutto il 1935, Jumbo non cerca affatto di scimmiottare L’Avventuroso, come invece ha fatto, per un breve periodo, perfino il Topolino di Mondadori.
È per questo che Jumbo, ottant’anni dopo, pur scarsamente ricercato, è rarissimo: le collezioni complete del settimanale, in mano a collezionisti privati, si contano sulle dita delle mani, e non ce n’è nemmeno una consultabile in strutture pubbliche.
Eppure Jumbo ci dona ugualmente un sacco di straordinari fumetti americani, anche se oggi, nel 1935, non se li fila nessuno. Abbiamo già incontrato Milt Gross e la sua serie Dave’s Delicatessen, pubblicata su Cine Comico col titolo Sinfonie Stonate. Qui si chiama Cartoni Animati o Cartoni Comici:





Purtroppo di questi tesori non si parla quasi mai, anche negli Stati Uniti. Di Milt Gross, Craig Yoe ha curato l’integrale dei lavori per i comic books, ma queste splendide tavole domenicali è come se non fossero mai esistite!

Ho preso Brillo per Bill, il topper del Boob McNutt di Rube Goldberg. Fortunato mi ha giustamente (e fortunatamente) corretto subito: si tratta di Bumps di Harry O'Neill, topper umoristico (protagonista un giovane circense) del western Broncho Bill tra la fine del 1933 e la fine del 1940. Lo vedremo nel prossimo post. Harry O'Neill non ha nulla a che vedere con Rose O’ Neill. Mea culpa. Grazie, Fortunato!


Di Rose O’ Neill ho parlato nel precedente post dedicato a I Tre Porcellini.
Questo è comunque sicuramente Rube Goldberg:



L’onore dell’ultima pagina è riservato all’inglese Colomba Bianca (White Dove) di Sidney Pride:


Ho ritrovato il volantino, datato 1934, di cui ho parlato in questo post:



Col n 112, Colomba Bianca passa in bianco e nero nelle pagine interne del giornale. Il suo posto viene preso da La furba Susina, ovvero Cynical Susie di Becky Sharp, e in queste tavole appare anche la firma del suo creatore LaVerne Harding:




Beka, in un commento a questo stesso post, aggiunge informazioni di grande interesse: "il suo autore, LaVerne Harding, era in realtà una autrice, nonché una delle primissime donne animatrici. Lavorò a lungo per Walter Lantz e poi per De Patie-Freleng (quelli della Pantera Rosa. Pensa che talvolta la accreditavano come 'Verne Harding' per far credere al pubblico che si trattasse di un uomo!"

Grazie, Beka!

Su Cynical Susie e sui suoi autori c’è anche un articolo interessante sul sito di Lambiek. Sembra che Becky Sharp (titolo del primo film in Technicolor) sia uno pseudonimo. Però è curiosa, come dicevo, la doppia firma.
Dal n.129, il posto di Susina viene occupato da un’ennesima serie britannica, Per il re! Di W. Booth, che proviene da una precedente serie di “dispense” edite dalla SAEV:




Colomba Bianca, nel frattempo, ridimensiona le sue esagerate didascalie in prosa e acquista una struttura più “fumettistica”:



11 commenti:

  1. Il fumetto firmato O'Neill non è BILL di Rube Goldberg.

    E non è neppure opera di ROSE O'Neill (la firma è un po' diversa, ma lo stile è abissalmente differente).

    Si tratta di BUMPS di HARRY O'Neill, topper umoristico (protagonista un giovane circense) del western BRONCHO BIll tra la fine del 1933 e la fine del 1940.
    Se non erro, Lotario Vecchi pubblicò BRONCHO BILL sia su "Jumbo" che su "L'Audace".

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  2. Ciao, Donald!

    Interessantissimo il post su Jumbo, dove solo ora scopro rare strips americane.

    Brillo è Bumps, di Harry F. O'Neill (quello di Young Buffalo Bill e Broncho Bill). Dovrebbe essere apparso tra il 1934 e il 1938.

    La furba Susina è, come giustamente osservi, Cynical Sue (1933-34), ma il suo autore, LaVerne Harding, era in realtà una autrice, nonché una delle primissime donne animatrici. Lavorò a lungo per Walter Lantz e poi per De Patie-Freleng (quelli della Pantera Rosa. Pensa che talvolta la accreditavano come "Verne Harding" per far credere al pubblico che si trattasse di un uomo!

    Salutoni,
    Beka

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  3. Non ci posso credere. A questo punto temo proprio che sia la vecchiaia, il mio problema! Certo che Jumbo pubblica Broncho Bill (e non solo lui): è anche quasi pronto il prossimo post, che del giovane cow boy giusto si occupa, tra le altre cose. E quindi come ho fatto a non pensare ad HARRY O' Neill? Un collegamento meno che banale, addirittura immediato.
    Ma non per me, evidentemente.
    Grazie, Fortunato, come sempre: ma stavolta è proprio un grazie malinconico...

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  4. Ad un minuto di distanza! :-) Fantastico, ragazzi!
    Ti ringrazio di cuore, Beka, per le preziose informazioni, specie quelle su LaVerne Harding. "Jumbo" si conferma, insieme a "Cine Comico" (e anche "Rin Tin Tin"), la sede dove convergevano gli autori - come Milt Gross - contigui al mondo dell'animazione.
    "Jumbo" sorprende tutti ;-) perché è stato considerato superficialmente dalla vecchia guardia dei collezionisti. Il fatto, poi, che non sia stato ristampato, negli anni Settanta/Ottanta, lo rende oggi un unicum. Continuiamo l'esplorazione, dunque, con rinnovato entusiasmo!

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  5. Aggiungerei una considerazione.

    Se Mondadori sembra usare solo materiale del gruppo Hearst (KFS e consociate), Vecchi usa, oltre a quello e a materiale britannico, anche materiale del gruppo Scripps (UFS e consociate).

    Difatti, CYNICAL SUSIE e BRONCHO BILL/BUMPS sono targati UFS (come pure le avventure di un certo uomo scimmia, che, presumo vedremo presto...).

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  6. Ma il prossimo post sarà su Jumbo nel 1936? Perché di solito quando intendi dedicare a un anno di una testata più post metti nel titolo "1935-1", "1935-2" e così via, qui hai messo invece solo "1935".

    Comunque complimenti per il blog, molto interessante, soprattutto per quanto riguarda le testate della Disney (ma leggo con interesse, anche se minore, anche i post relativi alle altre testate)!

    Avrei una domanda da farti su Topolino e il fascismo: sulla wikipedia inglese c'è scritto che Topolino venne bandito in Italia dal fascismo nel 1938, citando come fonte un articolo del Times del 1938 che effettivamente dice così (è disponibile online)! http://archive.timesonline.co.uk/tol/viewArticle.arc?articleId=ARCHIVE-The_Times-1938-11-16-15-005&pageId=ARCHIVE-The_Times-1938-11-16-15&pageId=undefined Ma non è vero perché solo a partire dal n. 478 del 10 febbraio 1942 che Topolino venne sostituito dall'autarchico Tuffolino! Possibile che il Times all'epoca abbia preso una cantonata così grossa? A cosa può essere dovuto un tale errore?

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  7. @ Anonimo: hai ragione, ho editato il titolo. Per il 1935 dovrebbero bastare due post, poi passiamo a "L'Audace".
    Per quanto riguarda Topolino, ovviamente Wikipedia è in errore: le proibizioni dell'autunno 1938 escludono formalmente la produzione Disney. L'articolo del Times di cui mi hai mandato il link è di ENORME interesse, grazie! Ho fatto un piccolo supplemento d'indagine, ed è spuntato un secondo articolo, due giorni dopo, intitolato "Topolino graziato", che purtroppo, per motivi tecnici, non è leggibile. Immagino che sia una parziale rettifica: il primo giornalista, proprio come si fa oggi, non era andato troppo per il sottile e aveva sparato la notizia "succosa", senza approfondire.
    La svista, dunque, parrebbe tutta di Wikipedia, ed è dovuta proprio alla lettura, affrettata, dell'articolo in questione da parte dell'estensore della voce. Purtroppo, pressapochismo e superficialità non sono appannaggio esclusivo di noi italiani. ;-)
    Qualcuno di buona volontà - e con padronanza dell'inglese - dovrebbe editare la voce di Wikipedia...
    Grazie ancora!

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  8. La svista, dunque, parrebbe tutta di Wikipedia, ed è dovuta proprio alla lettura, affrettata, dell'articolo in questione da parte dell'estensore della voce.

    Dimmi delle cose nuove… :-)

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  9. ...ritornando a Jumbo, non si sa se e quali gadgets fossero stati allegati ai vari giornalini?
    Mi sono capitati in mano, una pistola in cartone allegata a Jumbo 1933 ed un cartoncino raffigurante la faccia di una bambina che fa la linguaccia, allegato a Jumbo 1934.

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  10. Non ho mai neppure tentato di fare un censimento degli allegati a "Jumbo" e agli altri giornali SAEV. Interessante la faccia della bambina, che non ho mai visto: potresti farne una scansione? Conoscevo invece la pistola. Ho un elenco, parziale, degli allegati a "Rin Tin Tin", che posterò a suo tempo.
    Grazie!

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  11. sarebbe interessante vedere qualche tavola di Chiletto

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