lunedì 25 gennaio 2010

Jumbo – prima parte

Come d’uso negli anni Trenta, nel dicembre 1932 viene distribuito nelle edicole un volantino pubblicitario gratuito:


Notiamo che Jumbo è rivolto ai “bimbi”, ma nello “strillo” si parla di “ragazzi”: un target, diremmo oggi, piuttosto ampio e solo in parte sovrapponibile a quello del Corriere dei Piccoli. Altro dato importante, il settimanale costa solo 20 centesimi, ben dieci in meno rispetto al prestigioso concorrente, benché quest’ultimo conti il doppio delle pagine. Ma, nel 1932, dieci centesimi in meno, ogni settimana, sono un piccolo capitale.

La serie principale, con il personaggio eponimo, e buona parte di quelle secondarie, sono inglesi. L’elaborata testata imita in modo efficace quella del britannico "Rainbow" edito dall’Amalgamated Press fin dal 1914, da cui provengono Jumbo e amici, ovvero Tiger Tim e i Bruin Boys di Herbert Foxwell. Già da questo volantino notiamo che, a differenza del Corrierino, Jumbo conserva i fumetti, ovvero i balloons, senza le ormai stantie didascalie in rima. Per gli storici del Fumetto, è proprio questa la novità “rivoluzionaria”, ma come vedremo fra non molto, forse è stata un po’ sopravvalutata.

La seconda e la terza striscia del volantino presentano fumetti americani, della potente agenzia di William R. Hearst, ovvero il King Features Syndicate. Sono vecchie conoscenze, per i lettori del CdP: nientemeno che Fortunino (Happy Hooligan) e La Checca (And Her Name Was Maud), entrambe di Frederick Burr Opper. Fortunino è assai meglio conosciuto da noi col nome di Fortunello, a lungo una bandiera del Corriere dei Piccoli. Consultando le schede di Giorgio Salvucci pubblicate su “Il Fumetto” e la fondamentale opera di Alfredo Castelli Eccoci ancora qui!, risparmiandomi così una lunga ricerca, scopro che Fortunello scompare dal Corrierino già nel 1920; poco dopo Nerbini di Firenze lancia addirittura un settimanale, "Il giornale di Fortunello", appunto. La serie ricompare sul Corriere dei Piccoli nel 1928, e da quella data è pubblicato ininterrottamente fino giusto al n. 1 del 1932. Dopo una parentesi di qualche anno su Jumbo, il settimanale di Via Solferino lo riprende per breve tempo nel 1934.
Frederick Burr Opper, scomparso nel 1932, fu uno dei grandi autori della prima generazione di cartoonist americani. Perché le sue creature, popolarissime in Italia, abbiano subito tali e tanti passaggi di mano, è un po’ un mistero.

La terza star, presentata in calce alla prima pagina del volantino, è una di quelle che faranno la differenza di Jumbo rispetto al Corrierino e agli altri settimanali. Si tratta ancora di una serie britannica, Little Snow Drop di Frank Jennens, apparsa per la prima volta nel 1927 su “Tiny Tots”. Su Jennens trovate molte notizie (e una foto) in questo pregevole blog. Da noi la serie si chiamerà Il segreto del nonno.
Cos’ha di particolare questa serie, oltre al fatto che anch’essa conserva i balloons originali? È un racconto avventuroso, anche se del tipo strappalacrime che verrà imitato di lì a poco da “L’Intrepido”. Cose simili, sotto forma di narrativa disegnata, in Italia non si erano mai viste (altrove certo sì: in Belgio c’è, dal 1929, nientemeno che Tintin). C’erano state, e ci saranno ancora per molti anni, le cosiddette “dispense”, ovvero lunghissimi romanzi popolari diluiti in uno sterminato numero di fascicoli settimanali. Ma, appunto, nessun fumetto del genere, né sul Corrierino né altrove.

La cosa è ancora più notevole per le serie pubblicizzate sul verso del volantino:



Lucio l’avanguardista, a differenza della serie di Jennens, non è affatto “strappalacrime”. Il protagonista è un adolescente, sul tipo degli eroi alla Horatio Alger, ma con un’intraprendenza e un aplomb tutti britannici. Inglese è, per l’appunto, il suo autore, Walter Booth, che lo lanciò nel 1920 su “Puck” col nome di Rob The Rover. Anche su questa serie ci sono preziose informazioni in un bellissimo blog. Ma chi è, nel 1932, un “avanguardista”? E perché il suo aereo, con il quale esplora i luoghi più fantastici del vasto mondo, si chiama “Dux”? È uno dei più sconcertanti e a suo modo divertenti episodi di cui è costellata fittamente la storia del Fumetto in Italia, e lo vedremo nel prossimo post.

Segue Ken Trevor, il tamburino di Drake, opera di S. Pride e Yorick, anche loro inglesi. Su queste serie “avventurose”, che risuonano coi primi film “parlati” giunti in Italia, molti dei quali raccontano meravigliose avventure alle quali sono particolarmente sensibili gli adolescenti, si fonda lo strabiliante successo di Jumbo. Come vedremo nel prossimo post.

Nessun commento:

Posta un commento

Si è verificato un errore nel gadget