venerdì 18 settembre 2009

Il Vittorioso 1950 – Franco Caprioli

I due opuscoli pubblicati nei precedenti post non devono metterci fuori strada: una cosa erano gli intenti censori delle autorità religiose a capo dell’editrice AVE, un’altra era la volontà di adeguarvisi della redazione del Vittorioso, un’altra ancora quella degli autori. Se gli anonimi redattori di “Mammina me lo compri?” e del manifesto “Indicatore della stampa per ragazzi” avessero studiato attentamente i contenuti delle storie a fumetti di Jacovitti, di Craveri, di Caesar, sotto una facciata certamente ortodossa avrebbero trovato moltissime “devianze” dalla morale imposta. Molti autori erano assai critici, personalmente, nei confronti dei paletti imposti dalla catena di comando sopra accennata, e non perdevano occasione per far passare qualcosa fra le righe.
Un grande Maestro appartenente alla suddetta categoria dei “devianti” (dal punto di vista cattolico, s’intende), sempre coraggiosamente critico e ribelle alle imposizioni, è Franco Caprioli. Abbiamo già visto alcune delle sue opere precedenti – è fra i Padri Fondatori del settimanale, anche se con lunghi periodi di sospensione – ma dopo la chiusura di “Topolino” e degli altri giornali a fumetti classici di grande formato, il “Vittorioso” è fra le sue poche fonti di reddito. E perciò si impegna moltissimo in alcune riduzioni – quasi tutte opera di Rudolph – di classici letterari. Nel 1950, la sua opera più affascinante è senz’altro L’ussaro della morte, annunciato da una copertina speciale:




Caprioli fa uso, evidentemente, di fotografie e di documentazione di prima mano. Ma la cosa più affascinante è l’aspetto crepuscolare della sua opera, con suggestioni macabre che rimandano a suoi disegni inediti degli anni precedenti, riprodotti in varie monografie, ultimo il già citato saggio di Brunoro-Caprioli:

Niente male, eh? C’è anche un rappresentante dei suoi… datori di lavoro. E l’anno è addirittura il 1941! L’immagine è tratta dal testo che segue, un raro fascicolo, illustratissimo, edito nel 1984. Termino con la copertina del bel saggio di Luigi Bernardi e Paolo Ferriani, edito nel 1988, terza – ed ultima – voce della striminzita bibliografia del Maestro di Mompeo. Ma noi torneremo presto su di lui, e a varie riprese.


1 commento:

  1. Magnifique blog. C'est un plaisir de découvrir les anciens dessnateurs italiens. Continuez !

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