martedì 22 settembre 2009

Giorgio Bellavitis, Giovanni De Luca e gli altri

È stato il blog di Luca Boschi , la scorsa primavera, ad informarmi della morte di Giorgio Bellavitis: che fu partigiano, amico e sodale di Hugo Pratt ai tempi eroici dell’Asso di Picche, e poi collaboratore prezioso del Vittorioso. Un autore di talento, negli anni Quaranta e Cinquanta, che poi aveva lasciato la Nona Arte per dedicarsi con passione e grande successo personale alla sua professione di architetto: viveva nella sua dolce Venezia e forse considerava il Fumetto solo una parentesi secondaria di una vita piena di cose più “serie”. Rimando al ricordo di Luca, col contributo di Piero Zanotto e Gianni Brunoro, per ogni altra notizia ed eventuale approfondimento. Qui mi preme ricordare che la critica di fumetti non ha mai speso un rigo su di lui. Con una sola eccezione: un bellissimo articolo di Claudio Dell’Orso, con intervista, apparso sul numero 13, credo proprio l’ultimo, della dimenticatissima prozine “Nostalgia Comics”, diretta nei primi anni Ottanta da Luciano La Spisa, insieme ad una pregevole ristampa del suo episodio di esordio. Nostalgia Comics chiuse presto, perché troppo indipendente, intelligente e raffinata: si sa come vanno queste cose. Riproduco la copertina di quel numero, senza data. Mi piacerebbe scansionare almeno il testo dell’intervista, ma non vorrei far cosa illecita… Claudio, se mi leggi, batti un colpo.

Nel 1950, su soggetto di De Barba, Giorgio Bellavitis disegna per Il Vittorioso il suo primo “cineromanzo”, I cavalieri del corvo, di ambiente medievaleggiante (come gran parte della sua produzione successiva).
Ma la star del Vittorioso, in questo periodo, sullo stesso piano di popolarità di Jacovitti e Caprioli, è senz’altro Giovanni De Luca. Ho accennato a lui in qualche post precedente. Con la sua produzione del 1950-51, raggiunge un primo apice della sua innovativa arte grafica. Un ottimo esempio è L’impero del Sole, solo apparentemente un pastiche azteco-atlantideo, e comunque i luoghi comuni che affronta, insieme all’onnipresente sceneggiatore Roudolph (dovrò prima o poi trovare qualche notizia su di lui) anticipano di cinquant’anni gli abusatissimi temi cinematografici d’oggidì.

La sfinge nera si basa quasi esclusivamente sulle suggestioni scenografiche, quasi da quinte teatrali, di De Luca: molti anni dopo, sul “Giornalino”, vedremo gli estremi sviluppi di questa particolare (e assai originale) visione dello spazio scenico da parte di De Luca.


Solo apparentemente più convenzionale, ma ricercatissima dal lato puramente pittorico, è la lunga storia Il tempio delle genti, pubblicata a fine 1950: notate l’uso del chiaroscuro, che spesso De Luca abbandonerà in favore di una sua originale “linea chiara” e poi di un pointillisme affine a quello di Caprioli ma risolto in chiave espressionista, invece che naturalistica.

Nei prossimi post vedremo l’evoluzione, rapidissima, dello stile di questi autori nel corso del biennio 1951/52.
Nell’autunno del 1950, Il Vittorioso aumenta il numero delle pagine e modifica l’impostazione della copertina. Scompare la storia a puntate in prima pagina, classica impostazione dei classici “giornali” fino al 1949: al suo posto c’è una grande illustrazione, sullo stile del franco-belga “Tintin”, a cui il settimanale cattolico evidentemente si rifà, almeno dal lato grafico. Il Vittorioso si avvia a trasformarsi in “rivista”, percorso che arriverà a compimento negli anni Sessanta. Parallelamente, stessa evoluzione avrà il “Corriere dei Piccoli”, e dalla nuova forma editoriale scaturiranno poi, idealmente, le “riviste d’autore”. Ma per ora, è un futuro lontano.





6 commenti:

  1. Qualcosina su Roudolph si trova qui:
    http://www.lfb.it/fff/fumetto/aut/r/roudolph.htm
    e anche qui (viene fornita la data della scomparsa):
    http://www.lospaziobianco.it/2133
    ... ma sospetto che queste cose le sapessi gia'...

    Ciao,
    Armando

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  2. Girellando in rete alla ricerca di altre notizie, ho scoperto un curioso legame tra Roudolph e Cesare Zavattini. Prima di svelarlo, vediamo se qualcuno lo conosceva gia'... (con Google non vale ;-))

    Ri-ciao,
    Armando

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  3. Roudolph (Raul Traverso)
    Nasce a Genova (Italia). Vive e lavora a Roma come scrittore, traduttore, sceneggiatore di fumetti. Dalla fine degli anni Quaranta è una firma importante del Vittorioso, scrivendo tra l'altro testi per Kurt Caesar ("In fondo al mare", 1948, e "Un figlio pilota", 1965), Chiletto ("Il gigante nero", 1959), Giovannini ("La disfida", 1963) e Polese ("2 valige e una pistola", 1963).
    Già nei primi anni Sessanta collabora con Il Giornalino e nel 1972 scrive "Saloon", disegnato da Stelio Fenzo. Seguono "L'ultimo dei Moicani" (1975, disegni di Alarico Gattia, da Fenimore Cooper), tre notevoli riduzioni shakespeariane disegnate da De Luca ("La tempesta" nel 1975, "Amleto" e "Romeo e Giulietta" nel 1976), altre tre riduzioni da Verne per Polese ("Viaggio al centro della Terra", 1978, in volume nel 1992; "Le tribolazioni di un cinese in Cina, 1980; e "20.000 leghe sotto i mari", 1981, in volume nel 1992), e biografie per Micheluzzi ("Martin Luther King", 1982; "Gandhi", 1983; "Florence Nightingale", 1986-87; eccetera
    Da FFF
    Sergio

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  4. Grazie, Armando!
    Ma proprio "googlando" ho scoperto il passato di attore di Raul Traverso (che lavorò nel 1949 nel film La roccia incantata di Giulio Morelli, sceneggiato dal grande Za). Vedi tu che scoperte si fanno, impolverandosi coi vecchi giornali... Grazie ancora

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  5. In 2010 Titan Books will publish his comic strip "Mark, the Youngest Disciple" as part of a collection of "Classic Bible Stories" from the British comic "Eagle". There is information about the book here on amazon.co.uk and amazon.com

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  6. @ John: very interesting, thanks. The news about the british reprints of Franco Bellavitis' stories was published today on Luca Boschi's Cartoonist Globale blog (http://lucaboschi.nova100.ilsole24ore.com/2010/02/la-sacra-bibbia-un-moltiplicazione-a-fumetti-.html). Certainly I'll buy the Book on Amazon (http://bit.ly/drjfpH), for I am also a Frank Hampson' fan!

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