sabato 11 aprile 2009

Un prezioso contributo sulle "panoramiche" di Jac

Chiacchierando a ruota libera su Jacovitti e Dubout, mi è passato di mente un importantissimo ispiratore "intermedio" del grande Lisca di Pesce, ovvero Giove Toppi, artista in forza alla Casa Editrice Nerbini di Firenze prima della Seconda Guerra Mondiale e scomparso nel 1942. Toppi era una una via di mezzo tra un Direttore Artistico (è opera sua la grande maggioranza delle famose copertine degli "albi" Nerbini) e un vero e proprio ras...
Prolificissimo disegnatore (realizzò innumerevoli copertine, illustrazioni, spartiti musicali, oltre ovviamente a moltissimi fumetti), era ugualmente a suo agio con lo stile realistico - sempre innervato da una robusta vena grottesca - e con quello umoristico. Sul settimanale satirico Il 420, sempre di Nerbini, realizzò alcune "panoramiche" che forse erano debitrici di Le Rire e di Dubout, o forse no, ma che con certezza influenzarono direttamente il nostro Benito Franco Jacovitti. Dal 1938 e fino all'immediato Dopoguerra, difatti, Jac era a Firenze e lavorava al Brivido, altro settimanale umoristico. Dove, tra l'altro, pubblicò le sue primissime "panoramiche", due anni prima di quelle del Vittorioso.
L'amico Sergio Lama , grande collezionista e raffinato studioso del Fumetto classico italiano, mi ha dato una salutare tirata d'orecchi e mi ha mandato delle magnifiche scansioni di due importanti "panoramiche" di Toppi. Le ho dovute brutalmente ridurre di dimensioni, per adattarle alle esigenze di questo blog, ma credo che ognuno sia in grado di giudicare:

La seconda "panoramica", a mio giudizio, è quella più sorprendente, per qualità e carica innovativa. Notate la modernità, davvero straordinaria, sia del disegno che delle battute... Anno XVII significa diciassettesimo anno dell'Era Fascista, che si calcolava dal 28 ottobre 1922: quindi è il numero di Ferragosto del 1939. Da ottobre, sarebbe scattato l'anno XVIII: davvero complicato!
Giove Toppi fu un grande maestro, forse un po' troppo accentratore, anche a danno di qualche collega assai più giovane e destinato a un grande futuro: mi riferisco ad Aurelio Galleppini, che in redazione, alla Nerbini, subì una sorta di mobbing da parte del più anziano disegnatore. Come il giovane Tempesti, d'altra parte.

2 commenti:

  1. Carissimo Leonardo, ti ringrazio per avermi linkato il blog, ma ti segnalo che hai dimenticato di scrivere una i. Ciao
    Lele collezionista

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  2. Ooops! Scusami, pretendo di fare le cose troppo di fretta. Corretto, grazie!
    Ciao

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