Nel 1947, il Vittorioso pubblica una delle sue opere più splendide, il Pinocchio a fumetti. Disegnato nel 1943/44, è un tripudio di espressionismo, simbolismo (vedremo come quest’ultima componente si rafforzerà, prestissimo), eleganza e suggestione barocca:

Apro una breve parentesi sulle altre pinocchiate jacovittiane. Più o meno dello stesso periodo è l’opera di illustrazione del capolavoro collodiano realizzata per l’editrice La Scuola di Brescia (1945): moltissime illustrazioni al tratto e molte grandi tavole, colorate però in modo invasivo, perché il tratto di Jac è coperto da quello di un altro artista, il bresciano Aristide Longato. Il risultato è comunque di grande fascino. Possiedo una seconda edizione del volume, del 1953, peraltro identica alla prima:
Nel 2002, per la gioia di tutti gli appassionati, esce “finalmente” un’edizione del volume con le chine originali di Jacovitti, colorate al computer, senza l’apporto "coprente" di Longato. Personalmente rimango deluso: è tutto assai più freddo, ma il documento è di grande interesse:
Mi accorgo solo ora che ha parlato anche Lele, nel suo blog, e fa considerazioni identiche alle mie!Negli anni Settanta, Jacovitti torna alla carica con le illustrazioni per l’edizione collo diana edita dai romani Fratelli Spada:

La versione a fumetti del 1947 resta comunque di gran lunga la più valida. Peccato che non abbia avuto più edizioni degne, se si esclude lo splendido (e raro, e costoso) Festival di Jacovitti versione “rosa”, del 1955, che la ripubblica insieme ad altri albi del Nostro:
Ma torniamo al Vittorioso del Dopoguerra. Sebastiano Craveri riparte in grande stile, con storie dense di suggestioni poetiche, sia letterarie che grafiche. È probabilmente il suo periodo migliore, e Il castello degli spiriti è un irripetibile sintesi di umorismo, con venature di satira, spirito avventuroso e senso del meraviglioso:
Altrettanto fascinosa sono le storie I 3 capelli d'oro del Mago Fanfarone e L'isola della pace: la seconda è particolarmente interessante, perché Craveri affronta, sia pure al suo modo favolistico, temi di bruciante attualità:
Peccato che il settimanale, nel 1947, modifichi in modo radicale la propria impaginazione, per pubblicare più serie in un limitato numero di pagine. Il risultato sacrifica l'opera degli artisti. Ma intanto abbiamo un assaggio degli altri racconti a fumetti di gran livello, editi fra il 1947 e il 1948:
Inanzitutto complimenti per il bel sito incuriosito dalla discussione sulle edizioni estere di Jac ho trovato, dopo una rapida ricerca, questo interessante sito:
RispondiEliminawww.muuta.net/CoccoBill/JacovittiFRA.html
nel caso qualcuno fosse interessato.
Giovanni.
L'ultima immagine con quattro tavole rimontate (beh, in effetti, quella rimontata è solo una, le altre sono rimpiccioliye) su due pagine non fa un bell'effetto.
RispondiEliminaMi ricorda anche la triste fine dell'attuale fumetto sindacato americano, dove, oramai, la regola sembra quella di mettere 5-tavole-5 per ogni pagina dei supplementi settimanale...
Dopo la mutilatissima versione negli Oscar Mondadori, il Pinocchio del 1947 e' stato recentemente ristampato "come si deve" da Edizioni Di:
RispondiEliminahttp://www.unilibro.it/find_buy/Scheda/libreria/autore-jacovitti_benito/sku-12420446/pinocchio_1946_.htm
Ciao,
Armando
Se vai nel mio Blog c'è anche la ristampa del Pinocchio a fumetti , datata 2007, a cura del grande Luca Boschi.
RispondiEliminaCiao da Lele
Beh, son passati alcuni anni ma ora si sta per riparlare del Pinocchio di Jacovitti disegnato nel corso del 1944 e pubblicato a partire dalla fine del 1946 su "Il Vittorioso": è in arrivi un corposo saggio dovuto a Alessandro Santi, con interventi a varie voci sui punti più oscure e scottanti di alcuni episodi accaduti a Firenze all'inizio del 1944.
RispondiEliminaScade in data25 Febbraioil bando di richiamo alle armi della repubblica Sociale: chiè fuori è fuori chiè dentro è dentro: Chi non si è presentato e viene catturato rischia la fucilazione sul posto,
Che accadde veramente a jacovitti, che pur essendo della classe 1923 non era partito per il fronte nel momento - 1942- nel quale i suoi cetanei alle armi andavano a rischiare la vita?. Come Mai Jac non fece il servizio militare?? Il fatto di essere studente universitario non l'esentava da tale obbligo.
Caro Gori, scusa la rottura di scatole, ma tu che per i tuoi libri ti sei bene informato su quel periodo a Firenze ( Il Passaggio) , sai qualcosa di tutto questo, o se no, che ne pensi??
Mah, tutto questo silenzio.... siete tutti innocenti??? mi riferisco ai contenuti interessantissimi delle apparizioni del qui in atto sito/blog relativamente all'anno 2009 nel periodo estate/autunno, con belle incursioni nei fumetti della Firenze appena liberata(Agosto 1944) e nella grande capitale romana che lo era già da un paio di mesi: poi l'inizio del 1945 con tutto quello che anche di misterioso accadde fra L'AVE, IL Corriere dei Piccoli, IL Pinocchietto scovato dal Lama e così via.
RispondiEliminaMio fratello ad un certo punto portò a casa L'Avventura Capriotti!!! IO ero sbalordito nel rivedere Mandrake e L'Uomo Mascherato che credevo scomparsi con la guerra; li confrontavo con Il Vittorioso, Jacovitti, Craveri, Giovannini:::: ne nacque una qual certa confusione mentale, che credo completamente non si sia mai dissipata.
Per questo mi piacerebbe ancora sapere, chiarire, conoscere. Ma il silenzio dei presunti innocenti perdura.
Amen.