domenica 12 luglio 2009

DOVE ERAVAMO RIMASTI?

Ciao a tutti. Cerco di riprendere un po’ il ritmo dei post, dopo una lunga pausa, ma il tempo è tiranno…Dunque, siamo ancora lontani dall’aver esaurito anche il solo Vittorioso. Penso sia meglio (= più divertente) abbandonare decisamente l’esplorazione “topografica” della mia libreria, affrontando di petto la collezione cosiddetta “d’antiquariato”, con cose certamente meno ovvie e alcune addirittura particolarissime. Per il momento, comunque, continuiamo con:

IL VITTORIOSO 1945/46

Avevamo lasciato il settimanale, risorto dalle sue ceneri dopo la breve parentesi di chiusura nei mesi più terribili del 1944, con i nuovi exploit di Jacovitti e Craveri e con un interessante fumetto “resistenziale” disegnato da Raffaele Paparella. Nel 1945, il grande Jac ha la sua svolta artistica più decisiva: la tecnica del disegno è ormai pienamente matura, la qualità dell’invenzione superba, ma con in più una nuova aggressività, quasi una ferocia visionaria che dà la cifra artistica del nuovo Jac, destinato ad un futuro sempre più luminoso.Il momento di svolta si può collocare fra la storia Cin Cin, ancora senza nuvolette e quindi realizzata “in clandestinità” nel 1943, e la surreale Ciak! Che non solo ha i balloons, ma è un’autentica orgia visuale di sapore quasi metafisico, con rimandi, magari non del tutto consapevoli, a Futurismo e Dadaismo. Giudicherete voi.

Cin cin è splendido, indubbiamente, e le tavole successive, che non riporto per non aumentare a dismisura il post, sono ancora più elaborate e suggestive. Ma già con l’inizio della nuova saga di Cip e Zagar (due personaggi destinati a lunga vita), il piglio surreale, a volte quasi demenziale, si fa decisamente prepotente:

Jac disegna questa storia nel 1943, nascosto per sfuggire alla leva repubblichina. Ha dei forti sensi di colpa, e scrive dei “cartelli” in cui li esplicita, definendosi un “ribelle”, addirittura un “mariuolo”:

Nel 1945, e fino al 1947, appariranno altre storie di Jac disegnate nel periodo clandestino, come Peppino il paladino:

Ma in quell’anno, come abbiamo anticipato, esce Ciak!, una storia per molti aspetti unica, in cui l’autore mischia cinema e fumetto, con uno sguardo introspettivo al mondo della produzione, alle redazioni dei settimanali, alla stessa essenza del linguaggio per immagini. È incredibile che questo piccolo capolavoro sia stato appena sfiorato dall’analisi storico-critica. Qualche esempio:



Altra storia decisamente visionaria è Pippo nella luna. Più consapevole di altre, nel riferimento al surrealismo di Dalì e di altri maestri dell’arte figurativa “colta”, è forse meno fresca di Ciak ma sempre di straordinaria suggestione:




Ma il Vittorioso, ovviamente, non è solo Jacovitti, anche se il genio termolese è di gran lunga l’autore più importante della scuderia. Nel 1946 torna il grande Franco Caprioli, gentiluomo del Fumetto, che in questo periodo è all’apice delle sue capacità grafiche. Memorabile è la storia, quasi mistica, Rose tra le torri:
Ma di grande suggestione è anche Cuori nella tempesta, in cui l’autore riprende le tematiche marinare esotiche a lui care fin dai tempi del "Topolino" prebellico:


Oltre a Caprioli, è degno di nota Ruggero Giovannini, con Jim Brady, che cerca di adeguarsi al gusto “popolare” dei lettori, un importante mutamento rispetto alle direttive moralistiche degli anni precedenti:

6 commenti:

  1. Due belle storie di Caprioli possono essere lette qui:

    Balene d'assalto http://corrierino.splinder.com/post/18405832

    Capitan Gambadilegno http://corrierino.splinder.com/post/18157364

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  2. Il Vittorioso riuscì ad esportare diverse sue storie (penso a Caprioli che nei primi Anni '50 venne abbondantemente tradotto sia in Francese che in Portoghese).

    Ti risulta che anche lo Jacovitti del Vittorioso sia stato ristampato in riviste estere?

    Per il pochissimo che so, a parte un'unica apparizione dei 3P su Spirou, ho l'impressione che Jacovitti non abbia avuto molto fortuna fuori d'Italia, o, comunque, che abbia goduto di maggior fortuna (ma neppure tanta) solo con COCCO BILL.

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  3. Caro Fortunato,
    confesso di non aver mai approfondito la questione delle edizioni estere di Jac... Dovrei interpellare i grandi esperti. Però mi pare proprio che non ci sia stato nulla, almeno del periodo "vittorioso". Che cosa singolare, eh? Fra Franquin e Jac c'è, quanto meno, una bella affinità elettiva, diciamo così.

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  4. Singolare davvero!

    E, non sapendo a chi chiedere, ho fatto una mia piccola ricerca nella Rete e sembrerebbe proprio confermato che le uniche traduzioni in altri paesi europei di Jac non siano legate alla produzione del Vittorioso (che pure "esportava" altri autori).

    Temo che resterà un enigma irrisolto.

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  5. In Francia uscì parecchia roba di Jacovitti; ultimamente ho trovato su di un sito francese un elenco piuttosto corposo.

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  6. In Norvegia uscì un perfetto clone de "Il Vittorioso" inizio anni '50. Di Jacovitti alcune storie: "Pippo nel duemila", "Pasqualino e Pasqualone" e .... devo controllare.
    Notizie e materiale ricevuto dal diabolico Luca Boschi!

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