mercoledì 25 maggio 2011

L’avventuroso 11 (1936 - quarta parte)


 
La seconda metà del 1936 e il 1937 segnano probabilmente il vertice de L’Avventuroso, per la qualità e la quantità delle serie a fumetti pubblicate e per il gran fascino dell'allestimento: ciò benché si tratti di un giornale che certo non brilla per la fedeltà della resa tipografica. Tanto per cominciare, imperversano le censure, di cui cadono vittima soprattutto le irresistibili femmes fatales di Alex Raymond:

Poi c’è il problema delle approssimative riproduzioni fotografiche e della ricolorazione delle Sunday pages. Dal famoso librone, che Andrea Mazzotta ancora mi costringe a tenere segreto (si fa per dire), cito in clamorosa anteprima un passaggio dalla corrispondenza di Guglielmo Emanuel, in cui l’agente del KFS elenca i modi in cui vengono forniti agli editori gli impianti:


a) tavola in nero su carta patinata e tavola a colori su carta patinata.
b) flani dei quattro colori e pagina in nero su carta patinata oltre ad un foglio di giornale sul quale è stata stampata a colori la stessa pagina.
c) progressive dei quattro colori più la stessa pagina di giornale stampata.


Mario Nerbini, com’è evidente dall’esempio riportato sopra, utilizza la tavola in nero, che fotografa e ricolora in tricromia: il tratto di Raymond si ingrossa, molti particolari vengono persi e si rimedia alla meglio con dei ritocchi.Ciò non toglie che il giornale sia magnifico e che si sia fatto ben poco di meglio, in seguito.



Caratteristica da non sottovalutare è il formato: in una stampa così grande (ricordo che L’Avventuroso degli anni d’oro misura ben 43x32 cm.!), i difetti suddetti si stemperano. Inoltre la qualità della carta e degli inchiostri, a cui certo queste fotografie non rendono giustizia, è superlativa. Questi giornali sono appena ingialliti, dopo oltre settant’anni, freschi e… croccanti come appena stampati.



Mandrake di Lee Falk e Phil Davis prosegue con le sue esotiche avventure, in miracoloso equilibrio tra dramma e autoironia: gli elegantissimi Anni Trenta in tutto il loro splendore. Cos'altro ci può essere di meglio, nella vita? Vengono a mente i versi di una canzone di Paolo Conte, Pretend:


Pretend, pretend, pretend
what are you asking from life?
the ship flows smoothly on the sea
the Thirties run on the century
you read a smile
printed on somebody’s story
walking on somebody’s dream
just called from somebody’s wish
what you want…



Il successo de L’Avventuroso, con questi pezzi da novanta di grandissimo impatto, è travolgente: le leggende parlano di 500.000 copie settimanali di tiratura, ma abbiamo trovato documentazione attendibile di almeno 300.000. Mario Nerbini, in questi mesi, è già sottoposto a forti pressioni, da parte del potere politico e della casta degli educatori, che lo attaccano sulle riviste letterarie e librarie. Senza contare le invidie degli altri editori: i piccoli, naturalmente, che vorrebbero strappargli singole serie americane, ma soprattutto i grandi, a cui fa gola proprio il giornalone dal successo stellare. Mondadori, d’altra parte, sta già tramando per appropriarsene…
Ancora per poco, L’Avventuroso pubblica le tavole di Jim della Giungla, il topper di Flash Gordon:


Lo stile glamorous e floreale di Raymond ha come perfetto contraltare il realismo di Radio Patrol di Eddie Sullivan e Charlie Schmidt:

Non ci sono solo meraviglie, su L’Avventuroso 1936. L’Agente segreto X-9 è passato dalle magiche mani di Raymond a quelle del legnoso Charles Flanders:


Il resto è mero riempitivo, come i racconti in testo o le storie a fumetti di produzione italiana:


Ma sta per giungere un altro gigante, che darà un impulso ancora maggiore al giornale: anzi, sarà capace di scalzare Flash Gordon dalle preferenze dei lettori. Lo vedremo nel prossimo post.

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