domenica 19 giugno 2011

Topolino, diciottesima parte

© Disney qua e là
1936 - III


Paperino è molto spesso la co-star di Topolino, nelle tavole domenicali del 1935-36: il personaggio ha una veloce evoluzione grafica e di carattere, che si assesterà solo nel 1938 e diverrà quella definitiva, almeno nel mondo della syndication, nell’immediato Dopoguerra, con Al Taliaferro. In questa sede, ovviamente, non è il caso di parlare di Carl Barks, che negli anni Trenta è “solo” un interno nel reparto animazione degli studi Disney di Hyperion Avenue.


Paperino è presente anche nelle strisce giornaliere: il suo ruolo di grande spalla l’ha avuto già in Topolino giornalista, pubblicato da Nerbini sul Supplemento, e lo avrà di qui a pochi mesi in Topolino e la casa dei fantasmi. Ma anche in Topolino e lo struzzo Oscar svolge un irresistibile ruolo di comparsa:


Fra i fumetti “avventurosi” del King Features Syndicate, un posto da outsider di lusso spetta a L’Ispettore Wade  di Lyman Anderson (Inspector Wade), libera versione a fumetti dei romanzi di Edgar Wallace, lanciati proprio da Mondadori alla fine degli anni Venti sulla popolare collana dei “libri gialli”. I polizieschi anglosassoni conoscono in questa metà degli anni Trenta una grande popolarità: oltre alle due collane di Mondadori, molti romanzi vengono proposti da vari editori (fra cui spicca Nerbini).


Wade appare inizialmente, in casa Mondadori, sulla rivista poliziesca Il Cerchio Verde, nel 1935. Non è una serie che gode di grande popolarità, e fino al 1938 se la rimpallano vari editori, fra cui il quotidiano Il Popolo di Roma. Prima o poi mi occuperò anche delle riviste e proporrò alcune immagini, anche di particolare rarità. Questo è un esempio, purtroppo ripreso con mezzi di fortuna, delle strisce pubblicate dal Popolo di Roma nel 1938:


Una vicenda interessante, quella dei rapporti tra il King Features Syndacate, rappresentato da Guglielmo Emanuel, e il fascistissimo Popolo di Roma. Tutti i particolari nel famoso librone che presenteremo a Lucca.
Altra serie minore del KFS, pubblicata su Topolino nel 1936, è la deliziosa Signorina Milli. Si tratta di Little Miss Muffet di Fanny Cory (1877-1972), una delle poche donne cartoonist della prima metà del Ventesimo secolo. Potete ammirare un originale del 1947 e leggere una biografia dell’autrice qui. Il nome del personaggio è quello della protagonista di una popolare strofetta infantile anglosassone, ma nei fumetti è una delle tante seguaci di Little Orphan Annie, ovvero una bimba senza madre (ma ha un papà) schiacciata nel gioco perverso degli adulti. A differenza del capolavoro di Harold Gray, che non a caso è sarà ristampato quasi senza interruzione nei decenni successivi, la Signorina Milli non ha alcun pathos avventuroso e le sue storie si ripetono monotone in una variazione monocorde degli stessi spunti: un padre buono ma assente, istitutrici maligne, eccetera. Però è notevole il disegno di Fanny Cory, elegante e delicato eppure miracolosamente mai lezioso.




Milli non durerà molto, su Topolino, e non verrà mai ristampata.



giovedì 9 giugno 2011

Topolino, diciassettesima parte

1936 - II

© Disney ovunque


Notate le piccole rime, nei quattro cartigli alternati alle vignette: sono gli ultimissimi esempi di strofette, come quelle del Corriere dei Piccoli, destinate a sparire in queste settimane.
Le tavole domenicali del Mickey Mouse di Floyd Gottfredson e collaboratori sono quasi tutte autoconclusive: le grandi storie avventurose si contano sulle dita di una mano. Ma esistono alcuni piccoli cicli che stanno a metà strada tra la gag-a-day, sempre piacevole ma poco stimolante, e le favolose imprese eroiche. Un esempio è la deliziosa storia che vede il Grande Topo alle prese con un antagonista, Mortimer Mouse, da noi rinominato Felice il bel Gagà.





Si tratta di un caso di (voluta?) confusione con un altro personaggio, ovvero quel Mr. Slicker che insidia Minnie nelle dailies dell’ottobre 1930, presentate da Mondadori nella collana Nel Regno di Topolino n. 23 del 1-9-1936 e dunque quasi in contemporanea con queste. Anche Slicker è “tradotto” con l’appellativo Il bel Gagà:



Il Bel Gagà pubblicato su Topolino nel 1936 è invece, originariamente, il protagonista di un coevo cortometraggio animato, Mickey’s Rival, in cui sfoggia un’auto di lusso e si qualifica certamente fra i più riusciti “antipatici” della saga di Mickey Mouse:








Ma il Topo Eroico è tutto nelle strisce giornaliere:
 


Concluso Il misterioso “S”, inizia a la pubblicazione di Topolino e lo Struzzo Oscar, storia “animalista” assai simile, nella struttura, a Pluto corridore e comunque tipica della sapiente tecnica disneyana di interrompere ogni tanto la catena delle storie avventurose e drammatiche con una commedia slapstick. Per un breve periodo, le giornaliere vengono colorate e pubblicate in prima pagina:




Lo scontro tra Pippo e Oscar è fra i più godibili in assoluto della saga. Gottfredson, pur ricalcando l’analoga situazione in Topolino e l’elefante dell’anno precedente, riesce ad essere originale e assolutamente irresistibile.




Notate l’uso delle linee cinetiche e della ripetizione “cinematografica” delle immagini, rarissima nei fumetti anni Trenta, che riescono a rendere il movimento in modo originale e autonomo rispetto all’animazione.


sabato 4 giugno 2011

Topolino, sedicesima parte


1936 - I
© Disney in ogni dove

Il 1936 è un anno di svolta. Nel momento di massimo successo per L’Avventuroso, Mondadori rivoluziona l’organico dei suoi uomini e mette finalmente mano a Topolino, nel tentativo di imporlo definitivamente. Come abbiamo già visto, per i periodici disneyani è stata creata nel 1935 una Casa Editrice apposita (benché totalmente controllata dalla Casa madre), ovvero le Edizioni Walt Disney-Mondadori: proprio nel gennaio del 1936 vi fa il suo ingresso come socio Cesare Civita, che diverrà, in questo giro di anni, una delle figure centrali del primo comicdom italiano. Come Direttore Editoriale del settore periodici, sempre nel 1936, giunge – transfuga da Rizzoli – nientemeno che Cesare Zavattini, che si porta dietro il “compaesano” Mario Gentilini. Insieme a questi, nello staff redazionale diretto da Antonio Rubino, arriva il giovane Federico Pedrocchi, che incontreremo spessissimo nel prossimo futuro.
Rimando al famoso “librone”, che uscirà il prossimo Novembre, a Lucca, per tutti i particolari di questa affascinante storia, riemersi nella loro completezza grazie alle ricerche condotte dal nostro staff (composto da me, Fabio Gadducci e Sergio Lama) e grazie all’intelligenza e lungimiranza della Nicola Pesce Editore e soprattutto del suo grande Direttore Editoriale, Andrea Mazzotta.


I grandi cambiamenti arriveranno a metà dell’annata. Per ora il settimanale prosegue nella formula consueta: le tavole domenicali di Mickey Mouse che giungono dagli Stati Uniti sono correttamente pubblicate in prima pagina, a colori; le giornaliere nella seconda, in nero (o meglio, in blu):


L’impaginazione è filologicamente corretta: tra l’altro le strisce giornaliere sono integre e non rimontate. Inizia in questo periodo una delle storie più belle del Topolino di Floyd Gottfredson, Il misterioso “S” flagello dei mari, conosciuto in seguito col titolo Topolino e il Pirata Orango. Si tratta delle dailies dal 30/9/1935 al 4/1/1936, e dunque queste strisce sono pubblicate su Topolino quando la pubblicazione dell’episodio si sta appena concludendo, negli Stati Uniti.



La fortuna vuole che proprio nel momento in cui il formidabile staff di Federico Pedrocchi & c. prende le redini di Topolino, la produzione “sindacata” di Mickey Mouse prenda quota. D’ora in poi, Gottfredson e collaboratori inizieranno ad inanellare un capolavoro dopo l’altro: Lo Struzzo Oscar, La casa dei fantasmi, L’Uomo Nuvola… Storie straordinarie piene di pathos che saranno continuamente ristampate per decenni, in albi e volumi. Proprio Il Pirata Orango sarà scelto, nel 1946, nel tentativo di risollevare le sorti di un Topolino “giornale” ridotto ormai all’ombra di se stesso.


L’ultima edizione italiana delle leggendarie dailies di Mickey Mouse è uscita nell’inverno 2010/11, nella collana Gli anni d'oro di Topolino, curata da Luca Boschi e Alberto Becattini, a cui faccio di nuovo i miei complimenti.


L’impegno dei redattori di Topolino, per produrre a Milano dei fumetti che possano tener testa a quelli americani, all’inizio del 1936 si concretizza solo in SK1, la storia di Guido Moroni Celsi di cui abbiamo già visto alcune tavole:





I “francobolli educativi” sono legati al primo concorso a premi indetto dal settimanale. Documenti ritrovati in questi mesi, nel corso delle ricerche per il famoso “librone”, testimoniano che a curare questo aspetto promozionale di Topolino – utilissimo per fidelizzare i lettori, creando un canale di comunicazione con la redazione – è Federico Pedrocchi in persona.
Notate il riquadro “Amici di Topolino”: è disegnato da Antonio Rubino e riprende la grafica della prima Tessera degli Amici di Topolino, ovvero il club (termine assai sgradito al regime!) che riunisce i primi fan del periodico e che attraverso varie fasi e trasformazioni, arriverà in piena salute agli anni Sessanta del Novecento.




Per ora, comunque, oltre a Disney sono i fumetti americani del King Features Syndicate, agenzia rappresentata in Italia da Guglielmo Emanuel, a dare sostanza a Topolino e a tenerne su le vendite. Tim e Tom, ovvero Cino e Franco (Tim Tyler’s Luck) di Lyman Young e collaboratori, occupano il prestigioso paginone centrale a colori:




La terza pagina ospita le tavole domenicali di Audax, ovvero King of Royal Mounted di Allen Dean. L’ANAFI ha appena editato un volume con un sostanzioso gruppo di Sundays inedite in Italia, successive a questo periodo.


Infine, la pagina sette è occupata per metà da Ella Parella, pregevole fumetto minore il cui titolo originale è Ella Cinders, opera di Bill Conselman e Charles Plumb, creata nel 1925 e chiusa nel 1961. La striscia non è prodotta dal KFS ma dall’United Feature Syndicate.



Nel tempo, la serie di Conselman e Plumb passa per varie fasi, quella prettamente umoristico-sentimentale, quella “giallo-rosa” ed una più squisitamente “avventurosa”. Topolino e Paperino, fino al 1938, pubblicheranno alcune interessanti storie di quest’ultimo tipo, oltre ad un sorprendente excursus nel dramma della Grande Depressione e nel New Deal rooseveltiano. Lo vedremo a suo tempo.



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