domenica 30 ottobre 2011

Nuovo premio per "Jacovitti"!

Premio della giuria di Lucca Comics & Games 2011 a Jacovitti - sessant'anni di surrealismo a fumetti, di Franco Bellacci, Luca Boschi, Leonardo Gori e Andrea Sani (Ed. NPE)!




 

GRAZIE, LUCCA!

10 commenti:

  1. caro Donald,
    a posteriori, ora che ormai il saggio su Jacovitti da un anno è in circolazione, quindi delle riflessioni con il senno di poi le avrai fatte, c'è qualcosa nei contenuti del libro in questione che potendo tu vorresti modificare???
    Nella parte di tua competenza naturalmente.
    Da parte mia è una semplice curiosità : il postulato dal quale io parto sempre quando medito e scrivo sui fumetti & dintorni è che nessuno sia perfetto.
    Penso che l'imperfezione sia la regola in questo mondo di varia umanità.
    Grazie in anticipo.

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  2. Carissimo Tomaso,
    morsicandomi le mani fino ai gomiti per non averti risposto a suo tempo (e aver creato una piccola catena di equivoci che mi dispiacciono) sono più che disposto a parlare dei contenuti del libro. Facciamo così: tu segnalami di nuovo, una per volta, le cose per le quali hai da eccepire, e io cerco di risponderti qui, così faccio pubblica autocritica e ne approfittiamo per riparlare del nostro amato Jac a erudizone di molti. Che ne dici?
    Ciao e grazie per la tua costante attenzione
    Leonardo

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  3. Per carità, io sono, fumettisticamente parlando un grande peccatore ( errori, dimenticanze, sbagli a non finire), quindi non mi sento di scagliare pietre.
    Sarei però curioso di sapere , ad esempio, la causa della mancanza sul saggio in questione, di una analisi delle tre storie del Nostro apparse sul "Travaso delle idee" fra il 1957 e il 1959. Un vero e proprio "buco" nell'analisi dell'operato jacovittesco di quel periodo.
    L'ultima, "Pasqualino Rififi", è singolare per la sua ambientazione parigina e per il suo voluto rimando al giallo /noir (polar al giorno d'oggi) di Le Breton e all'omonimo film "Du Rififi chez les hommes",1955, girato a Parigi da Dassin.
    Film per me, cultore di questo genere, affascinante. L'avrò visto cento volte.
    Ecco, cose del genere, senza andare a cercare peli nell'uovo.
    Due chiacchiere fra amici.

    Ah, il 25 ottobre ho mandato il bonifico di 35 euro a Nicola Pesce per avere "subito" "Eccetto Topolino": come andrà a finire???

    Poi, ieri l' altro, sono andato a trovare Piccinini: mamma mia, ha dei "pezzi"
    ( Bob e Bobette di Vandesteeen, ad esempio) che mi hanno lasciato esterrefatto.
    Beato lui!!!

    Cordialissimi saluti da un vecchio fumettomane.

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  4. Se posso esprimere un parere, avrei voluto che questo premio fosse dato a Leonardo, Luca, Andrea e Franco B. per la versione originale del saggio (forse un premio lo avete anche ricevuto, ma non ricordo).

    Può avere delle mancanze (nel senso di omissioni, come fa notare Tomaso), ma non errori, ed è stata la prima opera organica su Jacovitti di quella portata, e scritta da autori allora ancora giovani (a parte Bellacci, che comunque aveva poco più di cinquant’anni).

    Insomma, una "pietra miliare", con magari mancanze, incompletezze, ma sistematica e solida.

    Il premio a questa riproposizione 2008 naturalmente mi rallegra, ma come ho detto non mi piace l’impianto di fondo, dal quale è difficile distinguere il nocciolo dell’opera 1992 e contestualizzare le parti scritte ex-novo, e gli interventi attinenti a studi successivi. Intendo dire: dal momento che doveva essere un’opera nuova, fondata sulla precedente, avrebbe beneficato di complete riscritture, forse cercando anche un confronto con Antonio Cadoni.
    A mia impressione, per quanto ci possano essere divergenze di idee, avremmo ora un saggio eccellente e non due libri in un modo o nell’altro “manchevoli”.

    @Tomaso: per il tuo bonifico, andrà a finire benissimo, e che diavolo, non puoi essere sempre sospettoso… :)

    Per la mia roba di Vandersteen: ma che “beato me” – e che vuoi che sia? Son due o tre cose in tutto, e a me – per quanto possan essere degli “stracci” – a confronto con le tue annate del Vittorioso mi sembrano ben poca cosa.
    Piuttosto, digli che ti ha affascinato la bicromia di Astro Boy degli anni 1950…

    Ah, e… Leonardo, Tomaso è adorabile. :)
    Non lasciarti disorientare da come parla…

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  5. P.S. Dopo quella foto, voglio Andrea (Sani) come uomo politico. Che mi canti "la Nonna del Corsaro" in parlamento. Non del "Corsaro Nero" sennò dopo si equivoca. Facciamo del Corsaro acromatico… ;P

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  6. Allora, cominciamo con Tomaso.
    Non ho (abbiamo) scusanti per l'omissione di un'analisi delle storie sul "Travaso". Ti posso solo spiegare com'è andata: nessuno di noi tre autori (Franco Bellacci ha curato "solo" l'appendice) disponeva di quel materiale. Di fronte all'esigenza di fare comunque una scelta, tra le cose da privilegiare nell'analisi, abbiamo scelto di occuparci di quelle che conoscevamo di più, ognuno nei limiti delle proprie competenze. Nei libri scritti a più mani, in cui gli autori si spartiscono i capitoli, com'è il caso di Jac (ben diversamente è andata con Eccetto Topolino), c'è ovviamente una "regia", ma è inevitabile che qualcosa sfugga, anche di importante, specie quando ci sono limiti di spazio ben precisi.
    Insomma, oltre a Pasqualino Rififi sono saltate certamente molte altre cose, e certe assenze magari saranno dispiaciute più ad altri che a te (o a me).
    Avanti con la seconda critica, dai! :-)

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  7. @ Piccic:
    Non sono d'accordo con te, questa volta. Abbiamo mantenuto, con questa edizione, tutti i contenuti della prima, arricchendoli molto e riscrivendo intere parti. Secondo me è un bene che, dalla lettura di questa edizione, in gran parte un libro nuovo, non si riesca a individuare il "nocciolo" della vecchia: sono pressoché certo che non manchi, nella versione NPE, nemmeno un'informazione presente in Granata.
    Quanto alla freschezza, ebbene sì, siamo passati da giovanotti attempati a vecchietti ;-) ma l'entusiasmo non è diminuito, anzi.
    Non credo che sarebbe stato un bene cercare un confronto con Cadoni. Perché? Ognuno ha gli spazi e i lettori (si spera numerosi) per esprimere le proprie idee e illustrare le proprie chiavi interpretative. Se queste sono troppo distanti, come spesso accade, non mi pare avrebbe avuto molto senso cercare di conciliarle.
    Sarebbe stato meglio riscrivere *completamente* lo Jac, per la nuova edizione? Non so, ma non lo credo: basarsi su un precedente solido - ovviamente dichiarandolo apertamente al lettore - consente di "produrre" molto di più e meglio su quanto di nuovo è emerso nel frattempo.
    Ciao!

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  8. Si, va bene, sarebbe stato vano mirare ad un'opera esaustiva su jacovitti.
    Quante pagine sarebbero state necessarie?
    Poi c'è l'ostacolo, a volte insormontabile, del materiale da reperire.
    Altra cosa fondamentale da mettere in conto è l'equazione "avvenimenti - loro interpretazione".
    Necessaria la conoscenza dei fatti nudi e crudi, elencazione di storie con tutti i dati connessi ad esempio, ma ben altra cosa, molto più intrigante, è la loro interpretazione nell'ambito del contesto storico culturale di appartenenza.
    Il problema dei rapporti fra testo, contesto e codice sono estremamente complessi.
    Io trovo affascinante addentrarmi nell'analisi di particolari momenti storici: per Jacovitti fu fondamentale il periodo 1957/60.
    La contemporaneità della sua presenza di tante pubblicazioni così diverse fra di loro ( pensiamo al "Corriere dello Spazio" con il suo incompiuto "Vola Hop" e alle storielline per "Il Piccolo missionario") necessita di una lettura assai attenta.
    Altrimenti si rischia di fraintendere il rapporto di causa effetto e il senso della indubbia continuità nell'operato del Nostro.
    Il volume "Surrealismo ecc,ecc" è un'opera colta, con numerosi rimandi ai contenuti di altri media, non ultimo il cinema, ad esempio.
    Per questo avrei visto volentieri la riproduzione di tavole tratte dal "Travaso delle idee" , che con tre storie assai diverse fra di loro, è stato un contenitore che ha dato a Jacovitti di esprimersi certamente con maggior libertà rispetto ai contemporanei "Il Vittorioso" e "Il Giorno dei ragazzi".
    Tutto qui.
    Saluti a tutti.

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  9. Come al solito lo scrivere al computer mi mette in difficoltà per questioni visive, quindi nonostante io ingrandisca moltissimo faccio spesso e errori non solo di battuta ma anche di costruzione del periodo saltando parole o nella coniugazione dei verbi ecc, ecc.
    Dovrei stampare, correggere, riscrivere, cosa che non mi sento di fare.
    Metto a posto solo questo:....che ha dato a Jacovitti modo e maniera di esprimersi certamente con maggior libertà".

    Chiedo venia, ma l'età incombe.

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  10. @Leo: Ma perché non riscriverlo per intero, allora? :)

    So bene che avete mantenuto tutti i contenuti della prima, ma quel che non mi piace è proprio quell’"in gran parte un libro nuovo". Non so, forse è che sono fissato sulla specificà qualità di un’opera in un determinato momento storico, però là dove tu vedi un pregio nel fatto che non si distinguano le parti originali dai nuovi interventi, io lo vedo come un difetto. Storicamente non aiuta a inquadrare il tutto, ecco quello che intendevo.
    Vebbé, saranno mie fisse.

    P.S. Tomaso, va benissimo così, fai fin troppo. Anzi, non affaticare gli occhi.

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