sabato 7 settembre 2013

L’era dei megalibri – Torna il Tarzan di Harold Foster - 3

 
La tavola del 6 marzo 1932 nell'edizione Dark Horse
 
 
La tavola del 6 marzo 1932 nell'edizione originale sul supplemento domenicale del "Sunday Mirror", stampata in toni di grigio con tecnica rotocalco
 
L'uscita del volume Dark Horse dedicato alle prime due annate del Tarzan di Harold Foster ha suscitato notevole interesse. Mi ha scritto anche Fortunato Latella, studioso del Fumetto americano, in particolare di quello sindacato, e titolare di un interessantissimo blog. Fortunato mi ha segnalato l'esistenza di un'ulteriore edizione, benché parziale, delle Sundays di Foster, quella contenuta nei due fascicoli di dimensione pari all'originale editi recentemente da Russ Cochran ("The Sunday Funnies") e reperibili anche direttamente sul suo sito. Ecco un'eloquente immagine trovata in rete:
 
 
Fortunato mi ha inviato la scansione di due vignette, tratte dalla tavola domenicale del 6 marzo 1932, chiedendomi di fare un confronto diretto con l'edizione DH e di esprimere il mio giudizio in merito.
Bene, per prima cosa, pubblico pari pari, senza alcun "restauro" digitale da parte mia, l'immagine ricevuta da Fortunato e, di seguito, una fotografia digitale dello stesso particolare tratto dall'edizione DH, anch'essa al netto di qualsiasi modifica. Ho soltanto uniformato, doverosamente, le dimensioni:
 
Edizione "The Sunday Funnies":
 
 
Edizione Dark Horse:


Fatto questo, ho però ceduto alla voglia di pasticciare con Photoshop e perciò propongo qui di seguito le stesse immagini dopo un sommario restauro digitale, teso solo a ridurre al minimo le dominanti del colore e ad aumentare il contrasto.

Edizione "The Sunday Funnies" con restauro digitale:


Edizione Dark Horse con restauro digitale:


E dunque, che dire? Siamo lì. Non mi sembra di ravvisare, nell'edizione DH, la perdita di tratti a china del disegno di Harold Foster, rispetto all'edizione di Russ Cochran. Semmai, si nota una leggera perdita di "densità" dei retini colorati Ben Day, dovuta con ogni probabilità al notevole lavoro di restauro del grafico in forza alla Dark Horse: lavoro che, come ho già detto, è stato piuttosto "spinto", anche se non eccessivo. D'altro canto, dopo aver tolto dall'esempio inviatomi da Fortunato la netta dominante giallastra dovuta alla scansione (si noti la campitura bianca tra le due vignette), appare evidente una certa aberrazione cromatica generale.
Ma, direi, giudicate voi...
 
Aggiungo lo stesso particolare nell'edizione originale in nero e in rotocalco tratta dalla comics section del "Sunday Mirror": non credo sia utilizzabile come "master di riferimento", perché la tecnica di stampa in rotocalco di questa testata provoca un certo ingrossamento del tratto a penna, ma vale senz'altro a titolo di curiosità e di documentazione:
 
 

6 commenti:

  1. Grazie per il confronto, Leonardo.

    Per ciò che vedo, i colori sono uguali e diversi.
    Uguali nel senso che, dove in una riproduzione c'è un ciano, c'è un ciano anche nell'altra, ma non è lo stesso ciano...

    Facciamo un esempio.

    Nella prima vignetta, sia la giacca di Hulvia che i pantaloni del marinaio hanno lo stesso colore.
    Questo colore, nell'edizione DH, è un C100 (100% ciano), mentre, nell'edizione Cochran, sembra essere un C100M50 (100% ciano addizionato di magenta 50%).

    Anche il vestito rosso di Hulvia nella seconda vignetta è rosso (un rosso-giallo in effetti) in entrambe le ristampe, ma, stavolta, è l'edizione Cochran ad avere un rosso-giallo puro (M100Y100), mentre in quella DH sembra addizionato ad un po' di ciano (C25M100Y100).

    Una cosa certa è che entrambe le versioni sono soddisfacenti a livello di linee, ma la DH ha neri più... neri (più saturi).

    La mia impressione è che sia più corretta la pagina di Cochran (certo più simile a come doveva apparire all'epoca sui quotidiani), ma, forse la pagina DH potrebbe essere più simile a come poteva apparire su una patinata.

    Personalmente, mi sembra preferibile il "restauro Cochran", rispetto a quello più saturo e luminoso della DH, ma non dimentichiamo che le differenze potrebbero derivare da una differenza di fonti: presumo che non siano riproduzioni della stessa clipping e, in origine (nel 1932), tipografi diversi avrebbero potuto ottenere stampe diverse...

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    1. non riesco proprio a decidermi ...rimane un'edizione molto costosa visto che deriva esclusivamente dai newspapers delle prime edizioni
      ...la scelta del formato - e del prezzo - è stata decisamente elitaria.
      qualcuno ha avuto modo di apprezzare l'edizione cominciata un anno fa dalla tedesca BOCOLA ?
      sulla rete sono fruibili pochi e leggerissimo jpeg....allego i link ufficiali (ma è reperibile anche dall'amazon italiano)
      http://www.bocola.de/cms/front_content.php?idcat=40
      a suo tempo mi sono barcamenato nel confronto tra il valiant della fantagraphics e quello della stessa bocola
      (appena proposto in italia dall'editore nona arte)
      ma in quel caso l'edizione statunitense godeva ( e tuttora gode) della superiorità qualitativa delle cosiddette e mitiche "syracuse proofs".
      non è il caso di tarzan però.

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  2. Molto interessante. Sì, direi anch'io che la DH ha inteso avvicinarsi il più possibile alle patinate. Cosa un po' discutibile, filologicamente, ma in effetti è stato certamente anche l'intento dei grafici IDW per Flash Gordon. Solo che in quel caso il restauro è stato più oculato e la carta scelta quella ideale. Probabilmente, erano migliori anche i tear sheet di partenza...
    Grazie per l'opportunità di chiacchierare di queste cose, Fortunato! A presto

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  3. Bellissimo il tuo blog sui fumetti, lo leggerò con calma perché hai molti articoli!
    Complimenti davvero!!

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  4. Grazie, Gabriele! Vorrei solo avere più tempo per dedicarmici...
    Buono scavo nel blog!

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  5. Personalmente io preferisco la versione DH, si apprezzano meglio i neri di Foster (gran pregio), i colori sono rispettati ed è più vicino a quel che avrebbe visto un lettore con delle stampe di qualità invece che da rotocalco ^_^

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