Visualizzazione post con etichetta NPE. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta NPE. Mostra tutti i post

venerdì 23 dicembre 2011

ECCETTO TOPOLINO a Fahrenheit!

Lunedì 26 dicembre (Santo Stefano), Leonardo Gori e Fabio Gadducci
sono stati intervistati da Felice Cimatti su Eccetto Topolino, durante la trasmissione di RAI Radio Tre Fahrenheit

E' già in linea il podcast, per ascoltare la conversazione

venerdì 1 luglio 2011

Jacovitti a Firenze

Non ho fatto in tempo ad annunciarvi la presentazione del saggio Jacovitti - sessant'anni di surrealismo a fumetti, svoltasi mercoledì scorso 29 giugno alla libreria Mel - Seeber di Firenze.



Erano presenti gli autori Luca Boschi, Leonardo Gori e Andrea Sani, assente giustificato Franco Bellacci. Il terzetto era presentato da Andrea Mazzotta, straordinario Direttore Editoriale della Nicola Pesce Editore. Eccoli qui: da sinistra a destra, Boschi, un entusiasta Mazzotta e Sani.


E' stata una giornata memorabile: un pubblico scelto e attento ha seguito oltre un'ora di conversazione, in cui abbiamo disquisito della vita e dell'arte del grande Benito Franco Jacovitti, ma anche della storia del Fumetto in Italia. Alcune domande del pubblico ci hanno consentito di rievocare affettuosamente aneddoti jacovitteschi che risalgono ai tempi in cui lo conoscemmo personalmente, raccogliendo molte ore di intervista. Che, come sapete, è in gran parte pubblicata in appendice al saggio.


La serata si è conclusa in un caratteristico ristorante del centro fiorentino (che più centrale non si può). Lì è stato finalmente compiuto un rituale scaramantico che avevamo troppo a lungo rimandato. Andrea, come hai visto, ogni promessa è un debito:


La cena è stata fruttuosa sotto molti aspetti: non ultimi, i grandiosi progetti che sono arcisicuro vedrete realizzarsi in men che non si dica...

martedì 5 aprile 2011

Il catalogo degli Anni Trenta

Mi dispiace moltissimo trascurare in questo modo il mio blog, ma la scrittura di un grande saggio sul Fumetto in Italia negli anni Trenta e Quaranta, insieme a Fabio Gadducci e Sergio Lama, mi porta via tutto il tempo.
Proprio in una delle "battute di caccia" alla ricerca di immagini rare, per il libro di cui sopra (vi darò qualche particolare appena l'editore me lo permetterà, d'accordo Andrea?) ho fotografato, da uno dei più grandi collezionisti italiani, un particolarissimo album di figurine.


La Superraccolta Jumbo Zàini, della metà degli anni Trenta, ha il suo fascino d'epoca che condivide con raccolte analoghe, prima fra tutte la Topolino Elah del 1936, ben conosciuta e accanitamente collezionata (anche da me). Notate il cromatismo e la grazia delicata delle immagini.
Ma, in più rispetto a tante altre, questa raccolta è un autentico Catalogo degli anni Trenta. L'insieme delle figurine, infatti, che si trovavano nei prodotti dolciari Zàini e nei settimanali della SAEV di Lotario Vecchi, costituiscono un insieme apparentemente disorganico e caotico che in realtà raccoglie tutte (o quasi) le icone del decennio, ovvero i personaggi, reali o di fantasia, che popolavano l'immaginario degli anni Trenta italiani.
Credo sia interessante analizzare queste immagini, per verificare se quanto ho appena scritto è giusto e anche per vedere se gli anni Trenta sono ancora in qualche modo vivi, nel mondo iconico del nuovo, avanzato Millennio.
Un po' per volta, d'accordo? Intanto eccovi le prime pagine. Le commenteremo, se vorrete, nei prossimi giorni.



lunedì 18 ottobre 2010

JACOVITTI - Sessant'anni di Surrealismo a fumetti

Acquistabile su Amazon.it!


Oh! E questo che cos'è? Cercherò di trovare qualche notizia in merito... D'altronde Lucca si avvicina...
;-)

giovedì 22 ottobre 2009

Don Chisciotte di Lino Landolfi - Edizioni NPE

Interrompo per una volta il mio monologo appassionato (senz'altro da appassionato, spero utile per gli appassionati) e vi propongo un "consiglio per gli acquisti".



Andrea Mazzotta mi ha inviato la cartella stampa del nuovissimo "Don Chisciotte" di Lino Landolfi, di cui ho già parlato qui. Mi fa piacere riportarla pari pari:

Nicola Pesce Editore pubblica il Don Chisciotte di Landolfi

La Nicola Pesce Editore è orgogliosa di annunciare il ritorno di un maestro dimenticato del fumetto italiano, LINO LANDOLFI, e del suo più grande capolavoro, la trasposizione a fumetti del Don Chisciotte di Cervantes!
In una splendida edizione cartonata la NPE ripropone una pietra angolare della letteratura disegnata, apparsa per la prima volta sulle pagine del Vitt tra il 1968 e il 1969 ma ancora oggi estremamente moderna nel tratto e nella narrazione.
A rendere ancora più prezioso il volume contribuisce un ricco apparato critico e di approfondimento dell'opera, a cura di Gianni Brunoro. Il volume, contiene anche un’approfondita biografia e una esauriente bibliografia dell' autore, che lo rendono l’edizione definitiva per antonomasia.
Il Don Chisciotte di Landolfi inaugura la nuova collana della NPE, Nuvole d' Autore, che si propone di accompagnare il lettore in un lungo viaggio attraverso i grandi classici dimenticati del fumetto mondiale, che in quanto tali non possono mancare nella libreria di ogni appassionato dell' arte sequenziale.



Non ho ancora visto il volume - che sarà presentato a Lucca - e naturalmente non posso dire degli esiti tipografici. Ma che venga varata una nuova collana dedicata ai classici del Fumetto italiano (e non) è una notizia che ovviamente riempie di piacere. Anzi, se Andrea Mazzotta ci vorrà offrire qualche anticipazione delle future uscite, ci farà cosa più che gradita!




Il Don Chisciotte della NPE vanta una presentazione storico-critica di Gianni Brunoro, carissimo amico (che saluto, nel caso mi legga!), di cui sono in grado di anticipare, sempre grazie alla cartella stampa, un estratto:

“Nel Don Chisciotte di Landolfi si evidenzia tutta la sua originalità innovatrice. Infatti, ai precedenti autori, che si sono più o meno adeguati alle variazioni su un tema obbligato – la fedeltà all’impostazione iconica tradizionale – si potrebbe in fondo rimproverare di aver mancato di donchisciottismo, per aver sacrificato l’omaggio allo spirito dell’opera in nome dell’attenzione pignola verso il dettaglio. Landolfi compie invece un salto netto nei confronti della tradizione, se ne distacca completamente, sostituendo alla tradizionale figura ascetica del Don Chisciotte una figura di tonto sprovveduto (relegando il rispetto della tradizione nella “aulicità” dei dialoghi). Ne consegue quindi una nuova e diversa interpretazione psicologica del personaggio, ciò che dà un differente spessore a questa nuova angolatura visuale dell’eroe cervantino.”



Più che bene, dunque. Aspettiamo con impazienza...