lunedì 23 maggio 2011

Premio ANAFI a "Jacovitti - sessant'anni di surrealismo a fumetti"

Sono orgoglioso di condividere con Luca Boschi, Andrea Sani e Franco Bellacci il massimo riconoscimento dell'ANAFI, che sabato scorso ha assegnato al nostro "Jacovitti" il premio per la Critica di fumetti 2011. Un riconoscimento che ci rende particolarmente orgogliosi, perché è assegnato dalla "massa" dei soci della gloriosa Associazione, tramite un referendum.



Questa foto ritrae me, Luca Boschi e Gianni Brunoro insieme all'impareggiabile Andrea Mazzotta, Direttore Editoriale della Nicola Pesce Editore. Andrea ha ritirato il premio, "a furor di popolo" e lo custodirà personalmente: se l'è meritato, perbacco! Ha sofferto quanto e più di noi autori, avrebbe meritato anche il nome in copertina.
Alla prossima, Andrea!

domenica 22 maggio 2011

A "Fumetti classici" il Premio ANAFI 2011!

Sono emozionato.



E probabilmente l'ho dimostrato anche al momento della premiazione, ieri, alla Mostra ANAFI del Fumetto di Reggio Emilia, quando il suo Presidente Paolo Gallinari mi ha consegnato il Premio della Giuria ANAFI 2011!
Per una volta, cade la maschera del nickname Donald:


La cosa più bella, francamente inaspettata, è che il premio mi è stato consegnato per questo blog, Fumetti Classici, con la seguente motivazione:

"Grande cultore e studioso del fumetto, oltre che apprezzato scrittore, per essere riuscito a far emergere questa sua passione anche sul web creando ed animando un blog punto di riferimento obbligato per chiunque voglia essere informato su ciò che accade nel mondo del fumetto classico, a Leonardo Gori"

Grazie, Paolo, Grazie Luciano, grazie Gianni, grazie a tutta la giuria ANAFI.
Ripeto, ieri ero emozionato e lo sono ancora oggi. Il premio mi incoraggia a riprendere l'esplorazione del meraviglioso, appassionante mondo del Fumetto in Italia, cosa che farò subito: finalmente posso infatti "mollare", almeno per un po', il lavoro al grande saggio che mi vede impegnato insieme a Fabio Gadducci e Sergio Lama, di cui vi ho parlato (vagamente, per "colpa" di Andrea Mazzotta) in queste stesse pagine elettroniche.

Un ricordo affettuoso e nostalgico va a Lorenzo Guerriero, grande Presidente ANAF, che ci ha lasciati pochi giorni fa. Ho saputo la notizia proprio ieri, prima della premiazione.
Dedico questo premio a Lorenzo, in ricordo di tanti giorni felici, in quarant'anni di ANAF/ANAFI. E su questo importante anniversario, tornerò nel prossimo post.

martedì 10 maggio 2011

La morbida matita Déco di Carlo Bisi

Cerco almeno di mettermi in pari con alcune segnalazioni, in attesa di riprendere l’esame delle testate a fumetti apparse in Italia negli anni Trenta e Quaranta. Un volume che avrei voluto (e dovuto) segnalare già da tempo, non solo in questo modesto blog, è il pregevole catalogo che raccoglie e amplia gli atti del convegno su Carlo Bisi svoltosi a Reggio Emilia nel dicembre scorso, curato dagli amici dell’ANAFI:



Il volume, magnificamente illustrato a colori, documenta, grazie alle non facili ricerche dei curatori, aspetti sconosciuti sull’opera dell’artista di Brescello (la “patria” di Don Camillo e Peppone di Guareschi, ma questo in effetti non c’entra). So bene che non è stato un lavoro semplice fare il punto sul grande cartoonist, figurinaio, pittore, incisore, illustratore nato nel 1890 e che pareva destinato a cadere nel pubblico oblio, anche se era ed è sempre ben saldo nella memoria dei pochi cultori o appassionati ricercatori delle pubblicazioni per ragazzi del Novecento.

Bisi è uno di quei colossi dell’immaginario collettivo di cui si ricordano assai di più le creazioni dei dati biografici. Nonostante l’increscioso trascorrere degli anni, certamente ancora qualcuno ha familiare la strofetta:

Sor Pampurio arcicontento
Del suo nuovo appartamento

Ma non c’è solo il mitico Sor Pampurio, l’indimenticabile personaggio dalla singolare capigliatura, che  ha fatto sorridere e divertire generazioni di lettori. Il coloratissimo catalogo dell’ANAFI (ce ne fossero, di pubblicazioni così!) comprende tutti – dico tutti – i personaggi creati dall’autore, fino a quelli minori e minimi, quasi tutti apparsi, per decenni, sul Corriere dei Piccoli.

L’impresa dell’ANAFI si riallaccia a quelle rare iniziative, sostenute e patrocinate da Enti e Associazioni, dotate di acume, che coraggiosamente tentano di riportare alla luce qualche spicciolo dell’immenso panorama grafico italiano. Un’altra nota di merito della pubblicazione riguarda le immagini a piena pagina, stampate con una leggera velatura ad eccezione delle vignette di Bisi, lasciate a pieno colore. Il risultato permette così di vedere l’intera  pagina nella sua impostazione grafica originale.

 Paolo Gallinari, a cura di, Un maestro dell’ironia borghese. Carlo Bisi fumettista e illustratore nella cultura del suo tempo. ANAFI, Reggio Emilia, marzo 2011.

mercoledì 4 maggio 2011

Jacovitti su Conversazioni sul Fumetto

Dimenticavo anche un'altra cosa importante: Il primo capitolo di Jacovitti, sessant'anni di surrealismo a fumetti (NPE) è ora tutto quanto in linea sul blog Conversazioni sul Fumetto:


Questi i link diretti alle tre parti:


Ancora grazie ad Andrea per la pubblicità!

"Yours truly" fra i magnifici undici esperti di fumetti! Gulp!

Per una volta lascio cadere l'esile velo del mio anonimato e - cedendo alla vanità - vi riporto un post de Lo Spazio Bianco che mi riempie l'orgoglio:


Grande compagnia, perbacco!
Grazie a Lo Spazio Bianco ma soprattutto all'amico Giuseppe Pollicelli, dodicesimo "pari" in questo gruppo!
E i riconoscimenti a Fumetti Classici non sono finiti...

domenica 1 maggio 2011

Chi? Cosa?

Ho appena terminato la prima parte (la più impegnativa) del lavoro che mi competeva per il grande saggio a cui ho più volte accennato, responsabile della trascuratezza in cui versa questo blog. 
Credo sia giunta l’ora di dire e mostrarvi qualcosa, in proposito. Ma dovrò essere un po’ criptico.
Ecco dunque una visione parziale della copertina provvisoria:


Beh, pur essendo l’immagine parecchio parziale, Andrea Mazzotta, illuminato direttore editoriale della Nicola Pesce Editore, me l’ha censurata. Chi ha fatto in tempo a vederla, sicuramente ha capito tutto.
Gli autori del tomo sono Fabio Gadducci, Leonardo Gori ;-) e Sergio Lama. L’uscita è prevista per Lucca, a Novembre. Quelle che seguono sono due immagini che appariranno senz’altro nel volume. Danno un’idea precisa di due dei quattro (o cinque) argomenti principali di cui si parla.



Altri indizi la prossima volta.
Per quanto riguarda la Superraccolta Jumbo-Zàini, avevamo detto di commentarla un po’ per volta. Beh, il tempo è davvero tiranno, ma voglio provarci comunque. Qualche nota, quindi, sulle immagini meno ovvie di questo autentico catalogo dell’immaginario italiano anni Trenta.

2 – Pancho Villa è raffigurato qui con le fattezze di Wallace Beery, grande caratterista di Hollywood che ha interpretato il rivoluzionario messicano nel 1934, in Viva Villa! di Jack Conway. Ed è anche il modello usato da Floyd Gottfredson per il “secondo” Gambadilegno
3 – “Primarosa” è (anche) un settimanale della SAEV, diretto soprattutto alle bambine, inaugurato nel 1933 e chiuso nel 1937.
4 – Il Mandarino cinese, coerentemente con gli anni Trenta italiani, vende cravatte e collanine.
5 – Il Mahatma venne in Italia, nel 1931, e fu ricevuto da Mussolini. Fece grande scalpore, soprattutto per l’abbigliamento.
7 – Saltafossi è Pete The Tramp di Clarence D. Russell, pubblicato fra l’altro su “Rin Tin Tin”, sempre SAEV (giochiamo in casa).
11 – Il cannoniere è il Solo e Unico Peppino Meazza.
15 – Le tavole domenicali di Drakeman = Mandrake apparivano su “L’Audace” SAEV. Col nome anagrammato, perché Nerbini già pubblicava le giornaliere su “L’Avventuroso”. Tutti i particolari, assolutamente inediti ed “esplosivi”, sul nostro librone. Restate sintonizzati.
18 – Nivola è Tazio Nuvolari. Unico e irripetibile anche lui.
21 – King Kong, il film di (fra gli altri) Merian C. Cooper del 1933, con la deliziosa Fay Wray, fu un colossale successo anche in Italia. Uno dei miti degli anni Trenta che è tranquillamente sopravvissuto fino ai nostri giorni.
22 – Fiamma è il cavallo di Brick Bradford nelle tavole domenicali pubblicate su “L’Audace” del 1936, ambientate in un mondo perduto popolato da antichi romani. Vederlo, biondo com’era, vestito in lorica, fece irritare in sommo grado i censori fascisti, che ne parlarono sui quotidiani sputando fuoco e fiamme e preparando il terreno alle proibizioni del 1938. Tutti i particolari, editi e inediti, sul librone ecc. ecc.
23 – Rin Tin Tin è uno dei più rari settimanali SAEV (1933-1938) e anche il protagonista di un famoso serial cinematografico del periodo. Tornato di moda negli anni Cinquanta/Sessanta in televisione.
27 – Broncho Bill di Harry F. O'Neill, pubblicato anche lui sui settimanali SAEV.
28 – Franco di Portovenere, personaggio della narrativa popolare, rifluirà nei fumetti italiani, dal 1936 ("Robinson") a fine decennio.

Alla prossima.

martedì 5 aprile 2011

Il catalogo degli Anni Trenta

Mi dispiace moltissimo trascurare in questo modo il mio blog, ma la scrittura di un grande saggio sul Fumetto in Italia negli anni Trenta e Quaranta, insieme a Fabio Gadducci e Sergio Lama, mi porta via tutto il tempo.
Proprio in una delle "battute di caccia" alla ricerca di immagini rare, per il libro di cui sopra (vi darò qualche particolare appena l'editore me lo permetterà, d'accordo Andrea?) ho fotografato, da uno dei più grandi collezionisti italiani, un particolarissimo album di figurine.


La Superraccolta Jumbo Zàini, della metà degli anni Trenta, ha il suo fascino d'epoca che condivide con raccolte analoghe, prima fra tutte la Topolino Elah del 1936, ben conosciuta e accanitamente collezionata (anche da me). Notate il cromatismo e la grazia delicata delle immagini.
Ma, in più rispetto a tante altre, questa raccolta è un autentico Catalogo degli anni Trenta. L'insieme delle figurine, infatti, che si trovavano nei prodotti dolciari Zàini e nei settimanali della SAEV di Lotario Vecchi, costituiscono un insieme apparentemente disorganico e caotico che in realtà raccoglie tutte (o quasi) le icone del decennio, ovvero i personaggi, reali o di fantasia, che popolavano l'immaginario degli anni Trenta italiani.
Credo sia interessante analizzare queste immagini, per verificare se quanto ho appena scritto è giusto e anche per vedere se gli anni Trenta sono ancora in qualche modo vivi, nel mondo iconico del nuovo, avanzato Millennio.
Un po' per volta, d'accordo? Intanto eccovi le prime pagine. Le commenteremo, se vorrete, nei prossimi giorni.



martedì 8 marzo 2011

Nuovo "Notiziario GAF" ed esplosive novità disneyane

Interrompo il mio lungo silenzio, dovuto ad un lavoro (fumettistico) che sta occupando tutto il mio tempo libero, per annunciarvi l'uscita del nuovo numero del Notiziario GAF, organo ufficiale del Gruppo Amici del Fumetto di Firenze:



Come potete intuire dalla copertina, il nuovo fascicolo è zeppo di chicche disneyane. La più interessante è quella sul Topolino apocrifo di Guglielmo Guastaveglia, pubblicato nel 1931 su Il Popolo di Roma e di cui abbiamo già parlato su questo (ed altri) blog.
Ecco un paio di vignette che certamente faranno sbizzarrire la vostra fantasia:


Il Notiziario GAF è disponibile solo per i soci (informazioni qui) e sarà distribuito in occasione della mostra di Scandicci che si svolgerà il 26 e 27 marzo p.v.

venerdì 11 febbraio 2011

L’avventuroso 11 (1936 - quarta parte)


Ci sono anche gli autori italiani, su L’Avventuroso del 1936. La star di questo periodo è certamente Giove Toppi, che cerca di emulare gli americani con storie accattivanti e un disegno sapido e aggressivo. Le sue storie vengono pubblicate in ultima pagina, una collocazione prestigiosa e impegnativa, visto che deve confrontarsi nientemeno che con Gordon. Si inizia con I naufragatori misteriosi:



Giove Toppi gioca con le luci, con i chiaroscuri (notate l’ultima vignetta, quasi caniffiana!) ma soprattutto con il colore. Sarebbe interessante sapere se la cromia de L’Avventuroso e degli altri giornali nerbiniani era opera di tecnici anonimi oppure se venivano in qualche modo coinvolti anche gli autori. A sentire Mario Nerbini, quasi tutto faceva capo proprio a lui, all’editore.


Quello che segue è un breve passaggio da un’intervista, in parte inedita, rilasciata dall’editore a Franco De Giacomo, nel 1967:

R.: Io accentravo tutto su me, capisce? Avevo dei collaboratori, ma non prendevano iniziative... Volevo far tutto da me, insomma. Poi guardavo tutti i giornali, davo i soggetti... insomma, facevo tutto da me.
D.: Ma, Commendatore, faceva da sé anche l’impaginazione?
R.: Tutto. Andavo nelle tipografie a impaginare...
D.: Pure della traduzione dei testi, si occupava?
R.: No, io non conoscevo le lingue, quindi facevo tradurre. Ma una volta tradotti, io li rileggevo tutti.

Se Mario Nerbini decideva anche la colorazione delle storie, certamente una personalità prorompente come quella di Giove Toppi avrà voluto dire la sua.

 

Ma il capolavoro (in senso relativo, s’intende) di Giove Toppi è certamente La regina d’Atalanta. Anche questa storia occupa l’ultima pagina del settimanale, che dopo la prima, è quella più importante. I giornalini sono difatti esposti all’esterno dei chioschi, fermati a dei fili di ferro con le mollette da bucato: i ragazzi leggono “a sbafo” Gordon, in copertina, e sbirciano giusto l’ultima facciata del settimanale. È una vetrina, uno stimolo all’acquisto.


Giove Toppi, a suo modo, è sensazionale: coglie subito la novità del linguaggio grafico dei comics americani, li imita nei contenuti (anche nella carica erotica) e negli aspetti formali, con una sfrontatezza miracolosa. Notate come ricopi il Gordon sottomarino di questi stessi mesi. È volgare, plebeo, elementare, ma anche per questo partecipa a pieno titolo dell’estetica del Fumetto. Denigrato in passato oltre il lecito (anche da me, certo), è oggi fra gli autori più interessanti degli anni Trenta.


Guardate la fumeria d’oppio, nella vignetta che segue: non c’è qualcosa, a livello di rielaborazione magmatica e viscerale di miti alieni, dell’analoga scena di C’era una volta in America? Giove Toppi, come Sergio Leone cinquant’anni dopo, coglie in modo squisitamente anti-intellettuale l’essenza del Mito americano.







Giove Toppi riduce le suggestioni dell’Art Déco, dello Stile Novecento e perfino del Cubismo all’estetica da strada delle vetrine dei negozi di barbiere. Ma in questa operazione, squisitamente “fumettistica”, è geniale.


Ci sono altri autori italiani, naturalmente, su L’Avventuroso 1936, alcuni lontanissimi dall’aggressività colorata di Toppi. Guido Moroni Celsi racconta una storia etnografica niente affatto banale, con Il tesoro degli indiani Lupai:


Giorgio Scudellari prosegue nel suo percorso di tranquillo seguace di Lyman Young con I ricattatori del Borneo e altre storie simili, quasi tutte di ambiente “coloniale”:


Interessante l’esordio di Ferdinando Vichi con Uragano di Fuoco, storia “para-western” il cui disegno è ancora piuttosto crudo ma che lascia già intravedere sviluppi interessanti. Vichi diventerà, dal 1938 in poi, uno degli autori italiani in assoluto più interessanti e prolifici. Ne riparleremo presto.

venerdì 4 febbraio 2011

L’avventuroso 10 (1936 - terza parte)

Alcuni dei più interessanti episodi di Jim della Jungla di Alex Raymond (Jungle Jim, il topper di Flash Gordon), soprattutto dal lato grafico, appaiono su L’Avventuroso in questo periodo. Curiosamente, la riproduzione delle tavole di Jim è più fedele, rispetto a quella del personaggio principale, probabilmente perché c’è meno opera di adattamento e di ritocco. Notate la cancellazione dei copyright e di gran parte delle firme, ma il mantenimento delle date delle Sundays (pubblicate due per pagina):






Si può dire che i fumetti de L’Avventuroso, in questo periodo, siano prevalentemente “gialli”, o comunque polizieschi. Nel 1936 appaiono anche le ultime storie dell’Agente segreto X-9 (Secret Agent X-9) disegnate da Alex Raymond, prima del passaggio di consegne a Charles Flanders. Le sceneggiature sono forse un po’ deboli, ma il disegno è ai massimi vertici, soprattutto in quanto ad eleganza del tratto a pennino. Notate che le firme di Raymond, nelle strisce, non sono state cancellate:



Abbiamo già visto Red Barry di Will Gould, nella versione “domenicale”, su La Risata 1935. Mario Nerbini, facendo il percorso inverso al suo solito, corre ad acquistare le giornaliere del personaggio, che ribattezza Bob Star e inizia a pubblicare su L’Avventuroso dal numero 79 del 12 aprile 1936:


Red Barry-Bob Star, come scrivevo anche nei post dedicati a La Risata, è un fumetto notevole per molti aspetti. A differenza di Raymond, ma anche di un po’ tutti gli autori comics “naturalistici” degli anni Trenta, con la possibile eccezione di Lee Falk, Will Gould immette nelle sue strisce una forte dose di umorismo beffardo. Il suo stile grafico si presta bene, perché è una via di mezzo tra quello realistico dominante e la gloriosa tradizione del “pupazzettismo” umoristico-avventuroso americano, di cui alcuni esempi abbiamo visto, ancora, su La Risata.



Ma il grottesco di Red Barry si sposa con la rappresentazione spesso cruda della violenza. In questo è simile al Dick Tracy di Chester Gould, un fumetto decisamente rivoluzionario che resterà inedito in Italia fino al Dopoguerra, forse proprio per la sua carica dirompente.


In quanto a realismo, come già sappiamo, anche Radio Pattuglia (Radio Patrol) di Sullivan e Schmidt non scherza affatto. Nella prima metà dell’annata, la serie non appare: è stata infatti spostata su Il giornale di Cino e Franco (la vedremo tra un po’). Torna su L’Avventuroso col numero 89, con la storia Gli scassinatori di Casseforti: