La lezione del suddetto maestro americano, e anche quella del suo emulo Frank Robbins, si svela invece prepotente nel 1952 in una storia del tutto particolare, Un uomo contro il mare:
Ricordate i “fumetti verità” del Corriere dei Ragazzi, nel 1971/75? Li abbiamo visti in un vecchio post . Quest’opera, su soggetto di Piero Salvatico (che Perogatt dice fosse anche l’autore della Posta Vitt) ne è un’antesignana. L’idea di utilizzare il Fumetto non solo come mezzo di intrattenimento – o forma d’arte fine a se stessa – ma anche come forma di giornalismo visuale, era nel 1952 decisamente precorritrice. Giovannini contribuisce con un segno di grande realismo decisamente degno della syndication americana del periodo.Interessante, soprattutto sul versante grafico, è La terra dell’oro, su testo di Eros Belloni e disegni di Guerri (Alberto o Mario?):
Sorprendente, per l’originalità grafica e per l’ambientazione sarda assai realistica, la storia Il bosco di nessuno, su testi di Eros Belloni e disegni di Carlo Boscarato. Mi pare che meriti un attimo più di attenzione:
Dotato di uno stile decisamente personale, fra questi minori del Vittorioso (“minori” forse allora, fra tanti giganti: oggi sarebbero tutti primi della classe) è Gino D’Antonio, che sarà attivissimo in seguito e certo non solo sul Vitt:
Per Renato Polese, anche lui prolificassimo autore degli anni Cinquanta (e Sessanta) ci viene in aiuto una scheda pubblicata proprio sul Vittorioso, che anche nel dare dignità autoriale ai propri collaboratori, dimostra in questo periodo una notevole sensibilità. A proposito: non ho mai citato il sito degli Amici del Vittorioso , che contiene molte informazioni utili. Rimedio adesso.
Sorprendente, per l’originalità grafica e per l’ambientazione sarda assai realistica, la storia Il bosco di nessuno, su testi di Eros Belloni e disegni di Carlo Boscarato. Mi pare che meriti un attimo più di attenzione:
Dotato di uno stile decisamente personale, fra questi minori del Vittorioso (“minori” forse allora, fra tanti giganti: oggi sarebbero tutti primi della classe) è Gino D’Antonio, che sarà attivissimo in seguito e certo non solo sul Vitt:
Per Renato Polese, anche lui prolificassimo autore degli anni Cinquanta (e Sessanta) ci viene in aiuto una scheda pubblicata proprio sul Vittorioso, che anche nel dare dignità autoriale ai propri collaboratori, dimostra in questo periodo una notevole sensibilità. A proposito: non ho mai citato il sito degli Amici del Vittorioso , che contiene molte informazioni utili. Rimedio adesso.
















































