sabato 31 gennaio 2009

Scaffale 3d
Non mi sembra il caso di analizzare, una per una, tutte le cose interessanti di ogni scaffale. D'altra parte credo sia un divertimento cercare di scoprire i piccoli "tesori" studiando i dorsi dei libri: io, almeno, se potessi introdurmi con una microtelecamera nella fumettoteca di chi so io, mi divertirei come un matto. Sulla sinistra, i quattro volumi della temeraria ristampa (ma la chiamerei prima edizione!) del Flash Gordon di MacRaboy, successore di Alex Raymond dopo l'intermezzo Austin Briggs. Una pagina ve l'ho già mostrata, mettendola a confronto con una patinata del Blue Book KFS. Accanto, la serie di fascicoli è quella della misconosciuta Connie Kurridge di Frank Godwin, un poderoso fumetto degli anni Trenta: albi (e volumi) editi dall'ANAFI nella collana Inedistrips ed opera quasi esclusiva di Fortunato Latella (di cui a lato c'è il link al sito). Ecco, di questi, nel prossimo post, metterò un paio di immagini, perché meritano davvero. Due parole soltanto sui volumi all'estrema destra: sono i soli sopravvissuti della serie L'età d'oro del Fumetto di Garzanti, dedicati ai grandi eroi del Fumetto americano classico. E sono proprio gli esemplari che acquistai, con qualche sacrificio, nel 1970/73. Spuntano spesso su Ebay, ma non li ho mai voluti né completare né sostituire: restano lì, davanti ai miei occhi, a testimoniare l'inizio di un grande amore.

mercoledì 28 gennaio 2009

scaffale 3c

Negli anni Settanta conservavo "cimeli" davvero curiosi, come questa copia dell'International Herald Tribune del 1978 (lo acquistavo perché pubblicava le mie amate daily strips). L'articolo su Donald Duck è davvero curioso: spero che si legga, nonostante la scarsa qualità delle mie foto.



Nel 1971, la Mondadori, allora licenziataria unica dei fumetti Disney, ed editrice della fortunata serie di Asterix (che vedremo poi), decise di "nobilitare" le storie dei "Disney italiani" dedicando loro una serie di albi "cartonati alla francese". Era l'epoca in cui andavano abbastanza bene, commercialmente parlando, anche i volumi di Tanguy e Laverdure quelli di Lucky Luke di Morris. Purtroppo, le "gabbie" dei due formati (quello di Topolino "libretto" e quello, appunto, dei cartonati) non potevano essere più inconciliabili! Questo portò a dolorosi rimontaggi e tagli, che lasciarono gli appassionati con l'amaro in bocca. Peccato davvero, perché erano "grandi parodie" importanti, alcune mai viste da decenni:
Il Dottor Paperus di Luciano Bottaro è fra le tre o quattro storie che ho amato di più, ma negli ultimi tempi mi ha dato dei dispiaceri. Non dirò quali.

L'inferno di Topolino di Guido Martina e Angelo Bioletto, leggendaria storia del 1949, fu quella che soffrì di più del "trattamento": tagliata, rimontata selvaggiamente, con vignette ingrandite oltre il lecito. Ma per la prima volta fui in grado di leggerla per intero, e naturalmente ne rimasi affascinato.

Viaggio intorno alla mia libreria

Scaffale 3b


I tre volumi dell'Eternauta di Osterheld editi dalla Eura, discutibili come impaginazione ma completi, condividono lo scaffale con la ristampa anni Ottanta del Pecos Bill di Guido Martina e Raffaele Paaparella e con alcune interessanti monografie, fra cui spicca quella di Thomas Andrae su Carl Barks. Quando arriveremo ai libri del Mago dei Paperi, ne vedremo davvero delle belle, nel senso letterale del termine.

Alcuni volumi di questo scaffale risalgono al primo "rinascimento disneyano", negli anni Ottanta, quando il rilancio dei personaggi classici e dei lungometraggi causò una fioritura di studi critici. I volumi con la costola grigio-azzurra, molto ben impaginati e pieni di immagini inedite, erano prodotti da Justin Knowles, un simpatico signore di mezza età (allora), che vendeva "chiavi in mano" a vari licenziatari Disney, gli ottimi libri di cui realizzava la veste grafica. Credo di essere riuscito, all'epoca, a procurarmeli tutti.

Walt Disney And Europe è uno studio molto serio e approfondito sull'influenza delle fiabe europee (e più estesamente, della cultura del Vecchio Mondo) nell'immaginario disneyano. C'è un primo livello scontato - Andersen Perrault, Grimm, hanno il nome "in cartellone" nei maggiori lungometraggi della factory di Burbank - e un livello più profondo, che Robin Allan sa cogliere con molta acutezza: perfino certi modi di comportarsi dei personaggi, a prima vista qualificabili come "americani", subiscono l'influsso del Mito Europeo (speculare al nostro Mito Americano).

martedì 27 gennaio 2009

All The Funny Folks

Riguardandolo (ecco l'utilità di un "Viaggio intorno alla mia libreria"!) ho riscoperto la bellezza di All The Funny Folks, un volume illustrato del 1926, edito da The World Today e illustrato da Louis Biedermann. La mia copia è in modesto stato di conservazione. Merita comunque dare un'occhiata anche alle preziose sguardie (si chiamano così? Non imparerò mai i termini tecici dei bibliofili).


Ecco lo straordinario frontespizio.



Questo è l'elenco dei protagonisti (parziale): una lista fra le più eterogenee possibili!


Splendida immagine di Happy Hooligan, da noi Fortunello: l'artista è stato abilissimo nel mimare lo stile del grande F.B.Opper, il creatore dello chapliniano vagabondo.


In primo piano, in disinvolta coabitazione, i personaggi di George Herriman e quelli di James Swinnerton, il meno celebrato (ingiustamente) tra i Padri Fondatori del Fumetto americano.

Ecco l'ultima immagine da questo prezioso libro: Maud, la mula, fu pubblicata da noi, sul Corriere dei Piccoli (di cui si sta celebrando il centenario... virtuale in questi giorni: vedi notizie e immagini su AfNews), col nome oggi curioso di Checca.

lunedì 26 gennaio 2009

Curiosità dallo scaffale 3a terza parte

All The Funny Folks è un libro illustrato per ragazzi, della metà degli anni Venti. Per i collezionisti americani è un must: i protagonisti di una storia ambientata all'ippodromo, infatti, sono quasi tutti i più importanti personaggi umoristici dell'epoca: da Barney Google di Billy DeBeck a Krazy Kat di George Herriman. Una divertente curiosità.


Little King di Otto Soglow è stato uno dei più raffinati fumetti dell'Anteguerra. In Italia fu pubblicato, traducendolo alla lettera, come Piccolo Re. Il che produsse qualche imbarazzo, in chi poteva scorgervi una parodia dell'allora regnante Vittorio Emanuele III, non proprio altissimo...


domenica 25 gennaio 2009

Fumetti classici su AfNews!

Grazie a Gianfranco Goria, che ha fatto un'immeritata pubblicità a questo blog, decisamente alla buona, sulla prestigiosa Agenzia Afnews! Link a lato.

Curiosità dallo scaffale 3a - seconda parte

Ancora dal Blue Book KFS del 1949:

L'unico modo per rendere giustizia al Flash Gordon di Mac Raboy (questa è la sua prima sunday!), è ammirarlo a colori, perché l'artista concepiva la tavola, più di altri suoi colleghi e certo più di Alex Raymond, in funzione della cromia. Su questo stesso scaffale ci sono anche i recenti volumi dell'integrale del Gordon di Raboy edita dalla Dark Horse. Ecco la stessa tavola in quell'edizione, credo che non ci sia bisogno di altri commenti:

Infine, un esempio delle rubriche giornalistiche "precotte" che il KFS forniva ai suoi abbonati:Questa edizione del Blue Book era destinata ai mercati esteri. Ecco due pagine molto interessanti, e con queste chiudo:

Curiosità dallo scaffale

Un Blue Book della King Features Syndicate, specie se di "alta epoca" (questo è del 1949, un po' "tardo"), è un oggetto di notevole valore, molto difficile da reperire anche sul mercato americano. Si tratta di un ricco portfolio, realizzato a cadenza annuale, con tutta la produzione della più importante agenzia giornalistica statunitense, quella, per intenderci, che distribuiva i fumetti Disney e i grandi eroi dell'avventura classica, da Mandrake a Flash Gordon. Ne possiedo due, uno largamente mutilo, questo invece (viene dal Titanic) privo soltanto di una mezza pagina a colori. Il Blue Book veniva distribuito soprattutto alle redazioni dei quotidiani, che potevano scegliere il "prodotto" (striscia giornaliera, tavola domenicale, rubrica) già pronto da impaginare e sottoscrivere un abbonamento.

Le pagine di grande formato del Blue Book sono spesso ripiegate in due o in quattro, e propongono le "patinate" (le cosiddette proofs), ovvero repliche fedelissime delle tavole originali uscite dal tavolo da disegno dell'artista, con la colorazione definitiva. E' il modo senza dubbio migliore per ammirare i fumetti della KFS in tutto il loro splendore, perché la carta dei quotidiani era (ed è ) pessima; questa invece è carta patinata pesante semi-matt, l'ideale per la stampa in nero e in quadricromia.



Giusto, avrei fatto prima a lasciar parlare John A. Brogan Jr. :-)


Questo è un esempio della produzione delle dailies del KFS: due fra le tante pagine. Notate la bellezza del Johnny Hazard di Frank Robbins e di Little Annie Rooney di Brandon Walsh.
Ecco un esempio di sunday page a grandezza naturale, ripiegata in quattro!


Si tratta di Dick's Adventure di Neil O' Keefe, pubblicato in Italia su Storia d'America, giusto nel 1949-50.



Quello che segue piacerà ai tanti fans del grandissimo Fumetto Disney "sindacato", specie agli amici di ddbit:





sabato 24 gennaio 2009

Scaffale 3a




I volumi dell'integrale (ma sarà poi tale?) dell'impareggiabile Gotlib. Imparai ad amare alla follia la sua inimitabile Rubrique-a-bràc, pubblicata nei primissimi anni Settanta su Sorry di Ciscato. Quella c'è tutta. Quanto tempo... Ridevo fino alle lacrime, per le geniali traduzoni italiane, che qualcuno, tanti anni dopo, mi ha detto erano Luigi F. Bona. Qualcuno che mi legge può confermare?
Questo scaffale ha alcune cose molto interessanti. Il volume con la costola "muta" è una preziosa antologia del Little King di Otto Soglow, conosciuto da noi come Piccolo Re. Lo vedremo meglio nel post successivo. Poi c'è la collezione completa di Nemo, la grande rivista dedicata al Fumetto classico, soprattutto nordamericano, uscita negli anni Ottanta. Feci una gran fatica a procurarmi tutti i numeri, in epoca pre.Ebay (e pre-Internet, tout court).







Il volume rilegato con la spirale metallica è magnifico, ho fatto diverse foto che vi mostrerò tra poco. Anche quello con la costola illeggibile è molto interessante (All The Funny Folks). Poi ci sono tre numeri della rivista Drawn & Quarterly, un libro di Frank Cho (che è stato grande finché ha fatto Liberty Meadows) e due vecchi volumi su Disney di Bain & Harris e di Marcia Blitz: a loro tempo di enorme interesse, oggi di gran lunga superati dalla straordinaria messe di edizioni pregiatissime, fra approfonditi studi e antologie di disegni, bozzetti, storyboards e mille altre cose.

Scaffale 2c


Ho scoperto Linus nel 1968: avevo undici anni, e quel mensile aveva certamente un'aria molto "frizzante". Certe cose non le capivo proprio, come Li'l Abner o Krazy Kat. Ma Braccio di Ferro (Popeye) fu una rivelazione, perché ero cresciuto con le insulse storielle dei comic books, pubblicate da Bianconi. E poi c'erano i Peanuts, naturalmente. I redazionali, invece, mi facevano quasi paura. Beh, era il '68, tirava un vento particolare... Ma quando un griuppo di redattrici pasionarie e scarsamente brillanti spodestarono l'idolo Oreste del Buono, e "Linus" divenne sempre meno una rivista di fumetti e sempre più un periodico d'opinione, smisi di comprarlo. Eccolo lì, si ferma al 1970, proprio quando cessai di prenderlo all'edicola. Tutto ricomprato fra la fine degli anni Settanta e l'inizio degli Ottanta, perché nei primissimi anni della mia passione fumettistica conservavo solo poche cose, che vedremo più avanti.
Sullo scaffale, un paio di modellini: ho attraversato anche un periodo in cui compravo le scatole di montaggio, molti anni fa. Ma l'aereo molto particolare, sulla sinistra, è ricavato da un modello da ritagliare nienemeno che di Antonio Rubino, pubblicato nei primi anni Trenta su "Mondo bambino".

venerdì 23 gennaio 2009

Viaggio intorno alla mia libreria

scaffale 2b



Riprendiamo l'esplorazione. Alcune delle monografie in lingua inglese di questo scaffale provengono dalla collezione di un grande appassionato, organizzatore, ma soprattutto art director. Lui sta benissimo, i suoi fumetti un po' meno... Ma non poteva più mantenere un deposito che sembrava la stiva del Titanic. Così qualcosa, nella mia raccolta, ha il suo pedigree: negli Stati Uniti, aggiungerebbe valore all'oggetto. Proviene dal Titanic la non comune monografia di Horn sulle donne nel fumetto; un'antologia del grande vignettista Peter Arno; il primo volume di un'enciclopedia dei comic books; l'arte dell'illustrazione umoristica e qualche altro tomo. Semminascosto c'è il primo, e per ora unico, volume con le dailies del Krazy Kat di George Herriman, una delle vette assolute del Fumetto mondiale. Accanto, due serie di fascicoli che risalgono agli inizi della mia mania accumulatrice: sono la collezione di Tarzan Special e quella di Tarzan Super, edizione Cenisio (primi anni Settanta): la prima con le domenicali, in bianco e nero, disegnate dal grande Russ Manning, la seconda con la collezione completa delle giornaliere. Fra le due, un fascicolo edito dall'ANAFI (Associazione Nazionale Amici del Fumetto e dell'Illustrazione) con le sundays conclusive, che Cenisio non riuscì a pubblicare.

Quello con la costola rossa è un volume antologico dei Peanuts, 5500 Charlie Brown. Ne sono spuntate alcune copie, in perfetto stato, su Ebay, e ne ho presa una al volo. All'epoca della sua uscita, nel 1972 (mi pare) me lo lasciai sfuggire. A seguire, la mia piccolissima raccolta del mensile Linus: ma ne parliamo la prossima volta.

giovedì 22 gennaio 2009

Il gentiluomo della BéDé

Claude Moliterni se n'è andato. Incarnava un certo modo di fare cultura, nel campo del Fumetto, che tanto ammiravo: alto, aristocratico, ma allo stesso tempo discreto e schivo. L'ho incontrato l'ultima volta un paio d'anni fa, a Lucca, ad un pranzo improvvisato, all'aperto, proprio davanti al leggendario teatro del Giglio: oltre a lui c'erano Traini, Maresca e altri giganti.

Gli anni Sessanta e Settanta si allontanano sempre più, nel ricordo, e un pochino anche nel rimpianto.

Lo ricordo con questa retrocopertina del numero uno di Phenix, la "sua" grande rivista: è nientemeno che con Jean Renoir.

mercoledì 21 gennaio 2009

Curiosità dallo scaffale

I primi eroi (1962), in realtà, è a cura di François Caradec, e vanta una prefazione nientemeno che di René Clair. Chissà perché mi è venuto in mente Lecassin: troppi libri, troppi anni.
Accanto ai volumi dell'Età d'oro del Fumetto, ci sono i sette tomi della ristampa integrale (la serie si chiama proprio "Intégrale") del meraviglioso Spirou di Franquin. Peccato per il piccolo formato e per il bianco e nero: molto meglio l'edizione attualmente in libreria al di là delle Alpi, nello splendore della quadricromia. Ma anche così, si tratta di un'opera fondamentale.
Ancora più in là, due pubblicazioni piuttosto rare:

L'impero di Walt Disney, di Piero Zanotto (1966), è in realtà un semplice fascicolo, ma all'epoca in cui fu redatto, sembrò una piccola Bibbia. In un altro scaffale c'è una pubblicazione dello stesso periodo, solo in parte sovrapponibile, opera di Alfredo Castelli, molto più nota nell'ambiente degli storici disneyani e dei collezionisti: la Guida a Topolino, supplemento della proto-fanzine Comics Club 104. Sarà interessante, quando la incontreremo, fare il punto sulla nascita della Critica di fumetti in Italia, specie per quanto riguarda Disney.

Mandrake in Hollywood, volume fuori serie della Nostalgia Press, casa editrice il cui nome è (fu) tutto un programma, fondata e diretta da Woody Gelman. Negli anni fra il 1968 e il 1972, la prozine "Nostalgia Comics" lanciò il recupero del Fumetto degli anni Trenta e Quaranta in tutto il mondo. Questo volume, in particolare, è rimasto forse l'unico a proporre una leggendaria e raffinatissima storia di Mandrake di Lee Falk e Phil Davis, datata 1938, utilizzando delle patinate originali. Dopo quarant'anni, stiamo ancora aspettando un'edizione integrale (e tipograficamente degna) di questo findamentale fumetto. Speriamo nel'attuale Epoca d'oro delle ristampe della Syndication americana: in fondo, ci ha dato Scorchy Smith, in cui non speravamo più, e sta per regalarci Captain Easy. Ma ne parleremo al momento giusto.

Armando Botto, a proposito di "Im Reiche der Micky Maus", mi scrive:

Sul sito di Carsten Laqua(http://www.galerielaqua.de/ab_050805_disneyana.de/pages/11_books.html) c'è qualche informazione in una lingua meno ostrogota:
<< Out of print limited edition book on Disney's activities in Germany between 1927 and 1945
content:
Part 1 - Disney films in Germany: Disney shorts before Mickey (1927-1932) Mickey and Silly Symphony films until 1941 Disney's Snow White in Germany
Photo Appendix 1: German Mickey Mouse insignia
Photo Appendix 2: German Mickey Mouse collectibles
Part 2 - German Disney Merchandising: Dean's Rag, Distler, Suedfilm, Richard G. Krueger, Rosenthal, Koenigszelt, Karl Ens, Steiff, Schuco, Inter-Art Co., W. Hagelberg, Bollmann and many more companies are covered
208 pages, lavishly illustrated with more than 200 b/w pictures and 16 pages in full-color. German language - but the pictures speak for themselves.
This book was published in 1991 on the occasion of a Mickey Mouse exhibition in Potsdam near Berlin, Germany. Normally, Disney would have never given a license as the subject of Disney in pre-war Germany is too precarious - but after the fall of the Berlin Wall, they allowed the Potsdam museum to do the exhibit and sell the catalog in a small edition of 1000 within the museum. There was the obligation never to sell the book outside the museum - and it never was. Pictures were taken from my working copy. You will receive a near mint to mint - never opened - copy.
€ 45.- ($ 58) >>
Tra l'altro, sulla stessa pagina si parla anche di "Wie Micky unter die Nazis fiel", volume-saggio scritto dallo stesso Laqua; di questo è annunciata su Amazon una edizione in inglese per Agosto 2009, dovrebbe essere assai interessante!

Grazie, Armando!

martedì 20 gennaio 2009

scaffale 2a



Gli almanacchi di "Linus", quelli appena distinguibili sulla sinistra, sono stati una delle collane più particolari dell'editoria a fumetti italiana. All'epoca, fra la fine degli anni Sessanta e i primi Settanta, costituivano una specie di ibrido: erano decisamente troppo lussuosi per essere considerati dei periodici "normali" (copertina cartonata pesante, ampia foliazione) e d'altra parte erano distribuiti in modo non convenzionale, e non andavano direttamente in libreria, almeno per quanto mi ricordi. Alcuni volumi assimilabili agli Almanacchi - come uno dei due "Buck Rogers", che sono in un altro scaffale - venivano dati solo agli abbonati. Devo controllare una volta per tutte cosa mi manca, di questa serie.

Accanto, ci sono tutti quanti i volumi Garzanti dell'"Età d'oro del Fumetto", serie piccola a colori, usciti fra la metà degli anni Sessanta e la fine del decennio. Furono seguiti dai grandi volumi orizzontali ("L'Uomo Mascherato", "Brick Bradford", ecc.), e anticipati dal bellissimo "I primi eroi", curato da Francis Lecassin. Magari spenderò due parole su questa proto-antologia nel prossimo post: fu probabilmente il primo libro "serio" a fumetti, e resta come testimonianza di un modo raffinato, colto e consapevole di trattare la Narrativa Grafica, molto prima che si chiamasse così, e prima ancora che il mondo accademico se ne interessasse. Prima di Bordighera, insomma.

lunedì 19 gennaio 2009

scaffale 1b



I restanti volumi della serie "L'olimpo dei fumetti" (me ne manca ancora 1, per completarla: Guendalina, mentre aspetto Artiste della fuga, vinto su Ebay. Chissà perché le monografie sado-maso sono le più rare...

Scaffale 1c


E con questa immagine, il primo scaffale è completo. Ci sono i volumi delle giornaliere (le dailies) dell'immortale Popeye di Elzie C. Segar: le domenicali (sundays) sono in un altro scaffale. E' la vecchia edizione Fantagraphics, ottima per le strisce, carente per le tavole (qualità di stampa discutibile e alcune omissioni). Invece è assolutamente da non perdere la nuova edizione, quella in corso, in splendidi volumi rilegati con le domenicali nei colori originali! E' uscito da poco il terzo volume, negli USA, e fra non molto dovremmo avere l'edizione italiana del secondo.

Altri fascicoli di "Wow", sopra gli Steve Canyon nell'edizione italiana Free Press splendidamente tradotta da Francesco Spreafico (v. il link al suo sito "Dimensione Delta")

Nello scaffale di sotto occhieggia "Linus"...

Curiosità dallo scaffale


A proposito di Drago: tutti sanno chi ha inventato Tarzan (Edgar Rice Burroughs); moltissimi conoscono i fumetti tratti dalla popolare serie di romanzi; alcuni sanno che Burne Hogarth, detto un tempo "Il Michelangelo dei fumetti", ha realizzato, negli anni Quaranta, la versione a tavole domenicali del Signore della giungla. Ma ben pochi conoscono un'altra sua opera, il Gaucho Drago, appunto, protagonista di uno dei volumi della serie "L'Olimpo dei fumetti".

Scusatemi per la scarsa qualità delle immagini, ma la mia macchinetta fa quello che può. La tengo malamente con una mano sola, appollaiato in cima a un'insicura scaletta...

Una piccola rarità è questo volume tedesco, che a causa di una mia totale carenza linguistica posso solo dire che tratta delle (s)fortune di Topolino - per estensione di Disney e della cultura americana - in Germania, durante il Nazismo (anche prima, evidentemente). Resto con la curiosità di sapere cosa mai ci sarà scritto, in questo prezioso volume, con scarne ma fascinose illustrazioni...


Viaggio intorno alla mia libreria

La citazione, opportunamente modificata, è da Xavier De Maistre, e fatto ogni possibile debito paragone, credo che calzi.
Ho accumulato fumetti e cose correlate per trentacinque anni, e per tutto questo tempo ho mantenuto giornali, albi e volumi stipati in una sola stanza, chiusa a chiave e interdetta a chiunque. Quando nemmeno io sono stato più in grado di entrarci, ho deciso di ridurmi, come tanti, al solito garage, archiviandoci la metà di quanto avevo ammassato. Non è proprio il solito garage, ma, insomma, rende l'idea.
Questa cosa ha avuto, nella mia vita, un impatto epocale: si sono liberati alla vista i miei libri, coperti a volte da decenni di strati sovrapposti. E' stato un po' come averli acquistati di nuovo: molte sono state delle autentiche scoperte.
Faccio questo blog a mio uso e consumo, ma forse a qualcuno potrà interessare una breve discussione su alcuni "pezzi" particolari.
Fotograferò uno scaffale per volta, e so già che sarò lentissimo. Ma è un esercizio al limite dell'autoerotismo, degno di miglior causa e del tutto irrilevante. Quindi ci vorrà il tempo necessario. Un tempo senz’altro lungo.

Scaffale 1a

Prima parte del primo scaffale. Nulla di particolare da segnalare. I Dylan Dog, ricevuti in omaggio dalla casa editrice all'epoca della loro uscita, sono i primissimi, più qualche altro numero successivo. Non ho mai amato i bonelliani, e pur leggendone parecchi, non li conservo. Questi sì, perché pare abbiano un discreto valore. E poi sono importanti dal punto di vista affettivo. Sotto gli albi (e dietro) ci sono alcuni "Wow", una fanzine di fumetti degli anni Settanta (e di parte degli Ottanta). Dovrei averla completa, devo controllare bene.
La serie "Pittori di carta" di Santo Alligo è un tesoro pieno di gemme. Ne ho parlato su AfNews, molto brevemente.
Poi c'è la collana "L'olimpo dei fumetti" di Sugar. Sono stati fra i primissimi volumi a fumetti che ho comprato, dal 1971 - mi pare - in poi. Alcuni sono ancora oggi preziosi, nonostante un universo di ristampe che è venuto dopo. Dove altrimenti, per esempio, si può leggere il Drago di Burne Hogarth?

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